Alla primaria del Pd anche Beppe Grillo!
lunedì 13 luglio 2009 di Umberto Calabrese
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Andiamo con ordine. Che bisogno c’è di una candidatura come quella di Grillo nel Pd-menoelle, come lui chiama il Partito democratico?. La risposta è chiaramente nessuna.
Il maggior partito di opposizione, già martoriato da mille anime e da mille rischi di scissioni, non ha bisogno di una candidatura come quella di Beppe Grillo. Crediamo che il Pd, esattamente al contrario, debba confrontarsi in profondità, sul suo programma, sulla sua identità ed aprire le porte ai giovani. Proprio per questo ero e sarei ancora favorevole, come osservatore esterno al Pd,alla candidatura di Debora SerracchianiNon perché Dario Franceschini, o Bersani, non siano all’altezza di guidare con competenza ed autorevolezza il partito. Purtroppo loro stessi sono espressioni, chi più chi meno d’un vecchio modo di fare politica, di oligarchie, di apparati che in questi ultimi sedici anni, hanno dato l’impressione o in ogni caso così l’elettore italiano li ha recepiti, di essere la fotocopia sbiadita di Berlusconi.
Certo che non è così. Nè Franceschini, nè Bersani vogliono o propongono un Pd, meno elle, come ironizza Grillo, al contrario Dario Franceschini, con il sostegno di Bersani e di tutto il partito, ha retto alle Europee, creando i presupposti per una possibile opposizione.
Però su un punto concordiamo, in sintonia con il comune sentire degli elettori. Nonostante i loro apprezzabili sforzi, cosi come è il Partito Democratico non entusiasma, non colpisce l’immaginario degli italiani. Elettori e non vogliono riconoscersi in un soggetto che sia diverso dal PdL, almeno quelli che non votano Berlusconi o che votano le forze d’opposizione, soprattutto quelli che disertano l’urna. Ed è a questa Italia del non voto, dei delusi della politica, dei cittadini che vedono ogni giorno assottigliarsi la differenza fra chi governa e chi dovrebbe essere opposizione che bisogna offrire un sogno: il sogno di un’Italia democratica, che si dota di partiti che sono l’espressione dei cittadini e non di apparati o di oligarchie di potere.
La provocazione del comico genovese, che mi sembra molto d’effetto e che ha scatenato tutti gli osservatori, pone urgentemente al Pd la domanda :“cosa farò da grande”. Si! cosa farà l’opposizione in Italia, saprà darsi una nuova classe dirigente, sarà capace di dotarsi di una nuova classe dirigente, aperta alle primarie vere, aperte e per legge?
Signor Beppe Grillo, le ripongo la domanda: cosa pensa, visto che ha scelto di candidarsi per la primaria del Pd, delle Primarie Aperte per legge, come strumento democratico di selezione dei candidati in ogni ordine e grado elettivo in Italia? Lei sa che il più grande partito italiano è il partito del non voto, milioni di italiani che vanno recuperati alla vita sociale e politica perché stanchi e delusi da una politica comica e oligarchica. Il Paese vuole una Politica seria, che abbia l’uomo al centro del suo progetto, che sia solidale e rispettosa dell’ambiente e delle Istituzioni, siano essi lo Stato, il parlamento o i partiti. L’Italia “La mia Italia” che vuole essere protagonista, democratica e popolare, ma soprattutto vuole una nuova legge elettorale che stabilisca chi sceglie i candidati, i cittadini o le oligarchie? Cominciamo a dare risposte serie, altrimenti si diventa simili a chi ci si vuole opporre e nello scontro tra neofiti e professionisti della politica, la risposta la da sempre l’urna, spesso con percentuali da prefisso telefonico per le forze emergenti, mentre il maggior partito resta quello del non voto. Renzo Arbore diceva meditate gente, meditate…
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Umberto Calabrese
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Alla primaria del Pd anche Beppe Grillo!14 luglio 2009, di Roberto De GiorgiIo la vedo così. Non per piaggeria nei confronti di Grillo, ma per principio. Il PD nasceva, o lo dice ancora Veltroni, con l’ambizione di essere forza antagonista di area, tanto da indurre, attraverso le soglie di sbarramento, i piccoli partiti ad entrare nle grande partito. Se questo è, le chiusure, a prescindere dal soggetto Grillo, sono la negazione di questa ambizione. Si chiude e non si apre. Io ho conosciuto i grandi partiti europei. La socialdemocrazia tedesca aveva all’interno anche kripto comunisti ed alternativi, lo stesso dicasi del partito democratico USA. In questa provocazione di Grillo chi ci perde è il PD.
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Alla primaria del Pd anche Beppe Grillo!14 luglio 2009, di Carlo ForinE’ una buonissima domanda, Umberto, perchè ’risponde’ alle strategie che studiano quei PD che parlano a Grillo dicendo -il partito non è un tram!-, che significa: noi ci siamo su e tu non entri qua dentro, perchè non c’è posto anche per te. Loro stanno studiando come candidare i trombati alle provinciali perchè i giocatori devono restare gli stessi ed i cittadini sono i fessi fuori dal tavolo, che devono però pagare tutti i giochi. E’ lodevole la tua preoccupazione per chi non vota più ed io sono con te, ma la situazione sembra precipitare nel vuoto del non senso! Io ho votato alle Europee per la Puppato, sindaco di Montebelluna, che ha raccolto 55.000 voti e non è stata eletta. E’ stato eletto invece il mio Sindaco di Vittorio, che ha preso solo 40.000 voti. -Che cosa c’entra?- dirai. Quanti nuovi astenuti usciranno da risultanze così? Quando faranno leggi semplici? Serviranno a loro o no? è la domanda che risponde.
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