Sentenza vergognosa al processo Sandri
giovedì 16 luglio 2009 di Filippo Giovannetti
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Su queste pagine abbiamo seguito ogni attimo del processo all’agente Spaccarotella, che in un momento di lucida follia ha sparato attraverso sei corsie di autostrada ed ha ucciso il giovane tifoso della Lazio Gabriele Sandri. Il poliziotto, imputato di omicidio volontario, è stato dichiarato colpevole di omicidio colposo con l’aggravante della «colpa cosciente», ossia della previsione del fatto. Il pm Giuseppe Ledda aveva chiesto 14 anni per omicidio volontario. La decisione dopo nove ore di camera di consiglio della Corte d’Assise di Arezzo. Un distinguo giuridico che ha scatenato la violenta reazione dei tifosi e amici di Sandri presenti in aula. Alla lettura della sentenza hanno urlato contro i giudici "Infami, buffoni, vergogna". Queste le prime parole del padre di Gabriele: “Mi vergogno di essere italiano - ha detto il padre - Non sono bastati cinque testimoni a dire cosa ha fatto Spaccarotella. Evidentemente la divisa paga. Non credo più nella giustizia, non credo più in niente. E’ una vergogna per tutta l’Italia. Senz’altro faremo appello: io Spaccarotella non lo mollerò mai". Cristiano Sandri, fratello di Gabriele, e suo padre, hanno invitato gli amici alla calma. Temono che si ripetano i disordini scoppiati poche ore dopo l’omicidio in autostrada. "Facciamola finita", ha implorato il fratello di Gabbo. "Non uccidiamo Gabriele per la terza volta. La prima volta due anni fa; oggi i giudici. Non possiamo uccidere Gabbo per la terza volta. Basta". «Pur riservandomi di leggere le motivazioni della sentenza, mi pare non accettabile - aggiunge - la derubricazione del reato da omicidio volontario a colposo. In ogni caso, la pena risulta troppo mite rispetto a un fatto così grave che ha duramente colpito non solo la famiglia ma tutta la città». «Mi auguro che il Pubblico Ministero, data la diversità fra le richieste e la sentenza, - conclude Alemanno - ricorra in appello e, in quella sede, la sentenza possa essere rivista per non lasciare in tutto il mondo degli sportivi romani un senso di profonda ingiustizia». (fonte Il Messaggero) Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, prima di esprimere un parere sulla sentenza per l’uccisione di Gabriele Sandri preferisce «attendere le motivazioni della sentenza e confermare il rispetto che si deve ai giudici ed alle loro decisioni nell’ambito di una vicenda triste che ha colpito profondamente la coscienza di tutti noi». Per mia scelta, chiudo questo articolo con le frasi vergognose dette dall’avvocato difensore di Spaccarotella: “Siamo contenti per Spaccarotella, perché è stato riconosciuto quanto ha sempre sostenuto: non voleva uccidere nessuno. Ovviamente la pena è troppo gravosa e faremo appello": lo ha detto Federico Bagattini, difensore dell’agente Luigi Spaccarotella, commentando la sentenza che ha visto la condanna dell’imputato a 6 anni per omicidio colposo, per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri. (fonte Ansa) Purtroppo in Italia la mamma dei “cretini” è sempre incinta.
Filippo Giovannetti
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