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by ComingSoon.it

Inceneritore di Taranto, Vendola lo affida all’Amiu Spa

dopo le polemiche sulla proprietà che hanno occupato la cronaca nei mesi scorsi

sabato 18 luglio 2009 di Redazione Ambiente


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Dopo un anno di polemche che vedevano la provincia di Taranto in campo a chiedere conto della proprietà dell’impianto gestito, a suo parere, abusivamente da parte dell’Amiu Spa, il governatore Vendola, con decreto voltura l’autorizzazione nei confronti della azienda del Comune di Taranto.

In un comuinicato stampa il presidente dell’Amiu Avv. Gino Pucci, dice: Il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, nella veste di Commissario Delegato per l’emergenza in materia di rifiuti, ha decretato di procedere alla voltura in favore dell’A.M.I.U. di Taranto, nuovo proprietario dell’impianto integrato di smaltimento dei rifiuti (costituito da un termovalorizzatore e impianto di compostaggio e biostabilizzazione), l’autorizzazione all’esercizio. Questa importante notizia, consentirà all’azienda del Comune di Taranto di gestire gli impianti, consentendo sia notevoli risparmi economici per tutta la comunità tarantina, sia una gestione attenta all’equilibrio ambientale. Già attualmente, utilizzando l’impianto privato, i rifiuti vengono inceneriti, ma la gestione pubblica, attraverso AMIU spa, potrà permettere una riduzione importante di costi, anche tenendo conto della quantità del precedente conferimento di rifiuti all’impianto privato. Sono ben 300 le tonnellate giornaliere che occorre trattare ed il costo, previsto nel 2009 è di circa 11 milioni di euro. D’ora in poi i costi saranno notevolmente inferiori (anche grazie alla nuova raccolta differenziata porta a porta) e pari a 76 euro a tonnellata, in confronto agli 87 attuali (compresi 3, 30 euro di ristoro ambientale). Il risparmio giornaliero, per il Comune di Taranto, sarà di 6000 euro al giorno. Ma in più vi saranno anche minori costi di trasporto e quindi minor impatto ambientale causato dal traffico veicolare. I benefici indotti da questo provvedimento sono anche altri, non solo economici ma anche di “sostenibilità ambientale”. Alla termodistruzione sarà inviata solo la frazione secca, mentre quella umida verrà biostabilizzata producendo RBM (rifiuto biostabilizzato maturo) utile per attività di bonifica ambientale. I rifiuti inceneriti, quindi, diminuiranno, rispetto alla precedente situazione e in accordo alle disposizioni normative, lo smaltimento avverrà in un luogo più vicino dell’attuale. Altri benefici per la comunità tarantina saranno legati alla possibilità di una migliore organizzazione nella gestione. Un maggiore arco orario di apertura dell’impianto permetterà elasticità nel servizio di raccolta, adeguandolo alle esigenze della città. I tarantini saranno informati costantemente delle attività di smaltimento, sia tramite il sito web dell’AMIU (www.amiutaranto.it), che presenterà pagine dedicate a dati statistici quotidiani, sia attraverso dei totem informatici installati in città, che riporteranno le emissioni prodotte, in modo puntuale".

Nonostante le buone intenzioni della dirigenza dell’Amiu, si scateneranno le proteste degli ambientalisti che vedono in questo una ulteriore produzione di diossina nella città. Anche se va detto che l’impianto pubblico dell’Amiu è pari ad un terzo rispetto a quello della Marcegaglia di Massafra, dove dal 2003 vengono giornalmente inceneriti i rifiuti solidi urbani ndella città. La strada per emanciparsi dall’incenerimento deve passare necessariamente da un diversa gestione dei rifiuti, più recupero di materia e meno di energia. E soprattutto pensando ad un futuro con impianti di trattamento a freddo della frazione residua.


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