Giovanna Reggiani: siamo tutti responsabili!
venerdì 2 novembre 2007 di Umberto Calabrese
Lettori unici di questo articolo: 817
Giovanna Reggiani, ti do del tu, perché sei, la mia compagna, mia sorella, la mia mamma, sei e non riesco a scrivere al passato il tuo nome, una donna della famiglia italiana, assediata, indifesa, assalita, percossa sino alla morte, da un……
Giovanna Reggiani, oggi non vorrei essere il Sindaco di Roma, nè il Prefetto, nè ogni carica Pubblica, che dovrà recarsi da tuo marito, non avrei parole. E che dici all’uomo che ti amava, e che è un servitore dello Stato, di quello Stato che ha appartamenti demaniali, come quello dove vivevi.
L’abbiamo visto in che stato d’abbandono, le nostre forze armate, il nostro Stato, fanno vivere i nostri ufficiali, sottufficiali e le loro famiglie. Viottoli senza illuminazione, senza pulizia, carcasse d’auto, materassi, siringhe, bottiglie….abbiamo sentito le testimonianze, delle tue amiche, assediate, indifese, impaurite di essere assalite…….
Sì il responsabile materiale della tua morte, è il romeno, ma i responsabili morali sono i nostri politici, sono le nostre omertà di cittadini, è la nostra vigliaccheria a non protestare a non alzare la voce di fronte al potente di turno, che non fa il proprio dovere.
No, non posso credere che in quel viottolo non sia passato, un agente di polizia, un carabiniere, un vigile urbano, un operatore ecologico dell’Ama, i tanti cittadini che ora i tg intervistano. E dove stanno i verbali dei sopraluoghi, dove stanno le interrogazioni al Presidente del Municipio, al Sindaco. Dove sono le petizioni sottoscritte dai cittadini, dai comitati di quartiere, dove sono gli articoli di giornale o i servizi, spero di essere smentito, e che i cittadini mi inviino copie di petizioni, disattese dagli organi preposti.
Ti chiedo scusa Giovanna Reggiani, a nome di tutti, perché noi tutti, non abbiamo fatto nulla per evitare, la tua passione di dolore, non ti abbiamo saputo dare un’abitazione sicura, non ti abbiamo protetto, non abbiamo vigilato….non abbiamo protestato prima……non abbiamo fatto il nostro dovere civico, siamo tutti responsabili, ogni volta che non facciamo il nostro dovere o non operiamo il bene comune.
|
||
Segnala questa notizia su
|
||
Umberto Calabrese
Articoli di questo autore
- Berlusconi stia tranquillo con questa opposizione lei è sempre vincente
- Nasce ’Futuro e Libertà per l’Italia’e Fini: Non mi dimetto!
- In Rete l’appello anti-bavaglio "Così il ddl uccide la libertà "
- Defender la débil Democracia contra las democracias plebiscitarias
- El pulpo Paul acertó de nuevo: ¡España es campeón del mundo!
- [...]
Forum
-
Giovanna Reggiani: siamo tutti responsabili!4 novembre 2007, di GiuseppeEra prevedibile che prima o poi potesse accadere quello che è accaduto alla buonanima della signora Reggiani, infatti se una persona stanzia in uno Stato a lui straniero,senza lavoro, senza una fissa dimora, è costretto a fare quello che ha fatto per tirare a campare, solo uno sprovveduto di amministratore pubblico non ci pensa a questa cosa. Quindi i responsabili della sicurezza della città, dello Stato, sono incopetenti, le tasse pagate dai cittadini italiani sono spese male.Il decreto legge è stato giusto approvarlo, spero sia inserito in esso pure il fatto che chi non ha lavoro o una residenza sia subito allontanato dal suolo Italiano.
-
Giovanna Reggiani: siamo tutti responsabili!3 novembre 2007
No, non sono d’accordo, non siamo TUTTI responsabili, assolutamente NO!!!.
Queste persone allo sbando le hanno volute i nostri politici, i vari rappresentanti della chiesa, chi per farsi vedere “buono” e raccogliere voti si schierava dietro paraventi di ipocrisie oppure anche chi per andare contro alla parte avversa, per così dire “partito preso” decretava che sì, i clandestini potevano rimanere e anzi accordarsi (non voglio pensare con che tangente) con le varie nazioni che non vedendo l’ora di sbarazzarsi di personaggi problematici non avrebbero esitato a devolvere fondi consistenti.
Ma rimanere dove? Senza un lavoro? Senza una casa?
Nelle stazioni ferroviarie o metropolitane…. Nelle baracche riscaldate con mezzi pericolosi per se stessi e per gli altri, nei campi nomadi che offrono condizioni di vita impossibili ecc. ecc.
Smettiamola di voler evitare ai politici di prendersi le loro responsabilità dividendole con chi aveva visto già ai bagliori come sarebbe andata a finire.
Quando è iniziata questa “parodia della bontà” io ne ho parlato attraverso le interviste, in conferenze e anche con articoli che ovviamente li hanno preso tutti per quello che interessava loro al momento.
Io sostenevo e sostengo che far entrare persone allo sbando e senza lavoro è il modo migliore per incrementare la malavita e la delinquenza. In Svizzera se non hanno un posto di lavoro e una casa… o qualcuno che è responsabile dell’immigrato invitato, non possono (o non potevano, adesso non so), nemmeno metterci il piede nella nazione.
E non sono i Rumeni, i Marocchini, Albanesi, Turchi o altre etnie che sono i “cattivi”, ma il sistema di vita che sono costretti a condurre una volta qui.
Sono partiti da clandestini, già fuorilegge, che problema c’era se lo sono anche in Italia?
Quando si passa oltre i propri limiti, può essere difficile la prima volta ma poi è solo un passo poi il riprovarci ancora.
Se non c’è ordine e disciplina, è il caos, e anche se il caos può avere il suo aspetto creativo, in una società diventa incontrollabile e pericoloso.
Allora ecco le leggi dure solo per coloro che sono regolari, quelli che un lavoro già ce l’hanno. E la moratoria….. con file lunghe giorni, oppure pagare un sacco di soldi per avere il permesso di soggiorno…. con altre file di giorni e giorni perdendo ore di lavoro che faticosamente si sono conquistati.
Mentre gli altri, quelli che non hanno lavoro rimangono fumando e bevendo seduti sui marciapiedi davanti ai loro bar etnici percependo 30.000 lire al giorno (quando c’erano le lire e ora non so quanti euro percepiscono)
Invece gli artisti, gli studiosi, i filosofi, gli esperti insomma che portano cultura, arte, sapere…..???
Ecco quelli non hanno il visto per entrare in Italia. Quelli che darebbero lustro e conoscenza.
Quelli che non si sognerebbero nemmeno di venire da clandestini anche se sanno che quello è, se non l’unico, un elemento certo per la loro entrata in Italia. E non lo vogliono perché lo ritengono un mezzo ignobile e stupido che lede la loro dignità di persone.
Quelli no, hanno l’onta di vedere il loro visto rifiutato e per quale motivo? Non hanno abbastanza soldi sul loro conto bancario (e si parla di artisti!) oppure abitano lontani dall’ambasciata italiana nel loro paese e non si possono permettere di pagare l’albergo per le settimane che ci vogliono solo per un timbro e per convincere il funzionario o l’impiegato dell’Ambasciata che è stato invitato da un’organizzazione per dimostrare il valore della loro arte, o del loro sapere in caso di studiosi. E sebbene dall’Italia viene data tutta la documentazione necessaria obbligano l’invitante a dimostrare di avere un conto bancario ben fornito, fare una fidejussione che un tempo di 10-20.000.000 di lire, (adesso non so di quanti euro) che scoraggiava anche il più entusiasta organizzatore.
A volte anche dopo aver fatto tutto questo dovevi perdere nottate intere, dato il fuso orario, a parlare con qualche impiegato dell’ambasciata italiana che, se ne aveva voglia, ti ascoltava oppure ti interrompeva quella comunicazione che avevi conquistato arduamente dopo qualche ora di tentativi.
Invece arrivano in Italia coloro che nel loro paese sono al bando e non avendo altra possibilità cercano all’estero un’ultima spiaggia per conquistarsi un po’ di…. Sì, di dignità.
Non sono qui certo a dire che non si deve dar loro questa opportunità… al contrario.
Ma appunto si deve dar loro la dignità del lavoro del vivere in una casa conquistata con il sano e onesto sacrificio che ti fa apprezzare quello che ti sei guadagnato e non regalata come vorrebbero dei politici sempre per conquistarsi il favore della gente.
Le cose regalate, non valgono nulla. Senza conquistarsi il proprio benessere si finisce con sprecarlo perché non se ne conosce il valore.
E, in più, si instaura un clima di intolleranza razziale. Perché a me Italiano non vengono date le pari opportunità di casa e di contributi di un extracomunitario.
Quante volte le nostre famiglie con minor prole si sono viste rifiutare la casa per vederla assegnare a un extracomunitario con una dozzina di figli?
Nel 2005, con i problemi demografici che ci sono, si dovrebbe scoraggiare una prole troppo numerosa più che premiarla, non vi sembra?
Ok tornando alle violenze, i furti e gli stupri degli extracomunitari…. Non mi sembra che i nostri connazionali siano da meno. Se ne sentono tutti i giorni di fatti di quel genere ma ora si utilizza uno scempio come quello sempre e solo per fini politici. Cerchiamo di avere un po’ di rispetto per quella povera famiglia distrutta e se vogliamo fare qualcosa, facciamola ma non strumentalizziamo un dolore così grande come la perdita di una persona importante e cara solo per raggiungere uno scopo che è chiaro a tutti.
Ma rispettiamo anche quegli immigrati che lavorano onestamente e che per la poca consapevolezza di chi ci comanda e dei Media ancora meno lungimiranti dei nostri politici che vogliono esibire la propria commiserazione vengono fatti oggetto dalle intolleranze e le violenze da cretini incappucciati che si ergono a giustizieri ottusi.
-
Giovanna Reggiani: siamo tutti responsabili!2 novembre 2007, di Francesca MentellaOggi è il momento del dolore, non certo della polemica. Tuttavia mi si consenta di dire che in Italia si piange sempre sul latte versato, quando le cose accadono e arrivano all’irreparabile. Un vizio di forma. Tolleranza (troppa), indifferenza, eccessivo garantismo sono da sempre le risposte inefficaci al degrado cittadino e ad una palese illegalità diffusa. Deve morire una donna per comprendere (finalmente) che è necessario dare segnali forti. Polemiche anche sui "sindaci sceriffi": fino a qualche giorno fa affermare la legalità e l’ordine equivaleva ad essere razzisti e intolleranti. Aberrazioni e prese di posizione inutili che fanno perdere il senso della realtà.. perché quella donna poteva essere una di noi...
-
Giovanna Reggiani: siamo tutti responsabili!2 novembre 2007, di Francesco PacienzaL’importante è rendere luminose le vie del centro, l’importante èm organizzare belle manifestazioni, l’importante è che i politici acquistino appartamenti tra i più belli a prezzi stracciati. Fintanto che il centro non si occuperà della periferia considerandola parte integrante dell’intero tessuto urbano e non si adotteranno efficaci strumenti di prevenzione e repressione verso la clandestinità e il nomadismo, atrocità come questa saranno sempre più all’ordine del giorno.
Registrato al Tribunale di Roma n° 358/2007 del 27 luglio 07 Edito da Ass.ne Spazio Agorà CF/IVA 97467680589
Diretto da: Umberto Calabrese
Realizzato da: Alessandro Rossi
web marketing







