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Sicurezza individuale e sicurezza collettiva: la sinistra ad un bivio?

scontro politico tra maggioranza e opposizione su un grave problema reale

sabato 10 novembre 2007 di Guido Laudani


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Alcuni giorni fa Fausto Bertinotti ha dichiarato: "La sinistra deve fare autocritica sulla sicurezza perchè potrebbe aver sottovalutato il carattere devastante della violenza e di ogni complicità con essa; e deve fare autocritica per aver pensato che esista una violenza buona. Questa è una colpa".

Giusta riflessione su un problema che viene percepito a pelle da tutti i cittadini, indipendentemente dalle proprie convinzioni politiche.

La barbara uccisione della donna a Tor di Quinto ha fatto scoppiare e venire alla luce tutte le paure, le insicurezze, i timori nell’entrare a contatto con persone e realtà che di fatto non conosciamo, non ci appartengono e quindi inconsciamente temiamo.

E’ scoppiato il problema rumeno, culminato con vendette che assomigliano sempre più a squadrismo di marca fascita.

C’è stato un recente vertice, in previsione della visita del premier rumeno Calin Tariceanu in Italia, tra Romano Prodi, il ministro degli Esteri Massimo D’Alema, il titolare della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero e il ministro degli Interni Giuliano Amato; alla fine quest’ultimo ha dichiarato: "Non ci saranno espulsioni di massa e la Romania si è impegnata a trattenere gli espulsi"; risposta corretta a un grave problema o apertura alle richieste di Rifondazione con un’implicita chiusura a quelle della Cdl?

Oggi come oggi il decreto governativo esclude le espulsioni per motivi che non siano gravi e prevede che le espulsioni per motivi di pubblica sicurezza vengano convalidate dal giudice ordinario del tribunale monocratico (quindi non dal giudice di pace), come richiesto da Rifondazione. Inoltre espulsioni mirate e non di massa, quest’ultime inconcepibili, come precisato da Amato, in uno stato di diritto quale è l’Italia.

In tutta questa complessa situazione, la Lega ha annunciato, tramite il proprio deputato Federico Bricolo, un sit-in in Piazza Montecitorio per accogliere il premier rumeno. Tale iniziativa è stata etichettata come "inopportuna e poco civile" dal ministro Amato.

Scontro quindi tra maggioranza e opposizione, gioco politico che di fatto allontana i centri di potere dalla gente comune, che si sente ogni giorno più insicura.

In una situazione come questa, ci si aspetterebbe una unità trasversale, perchè è un problema che tocca tutti e riguarda tutti; ci si aspetterebbe che vengano messi in secondo piano i "distinguo", inutili al momento in una situazione di emergenza.

Esistono due pericoli: per la maggioranza, dare risposte "fumose", con soluzioni collettive (parzialmente utopistiche) che non risolvono il problema della richiesta di sicurezza individuale dei cittadini; per l’opposizione, usare la tragedia di Roma come speculazione politica.

Attualmente sembra lontano un accordo tra maggioranza e minoranza, anche se diversi politici, tra i quali il Ministro della Giustizia Clemente Mastella, si augurano il raggiungimento di un’intesa tra gli schieramenti politici.


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