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Raccolta differenziata a Taranto - secondo round

giovedì 5 novembre 2009 di Roberto De Giorgi


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Dopo aver parlato dell’avvio del percorso, come viandanti chini sull’unico sentiero possibile, siamo andati avanti nella ditribuzione del kit alle famiglie. In 10 giorni 700 utenze hanno ritirato il kit. Erano i frequentatori abituali delle isole ecologiche.

Ascoltare le persone da un senso di fiducia ed anche pessimismo insieme. Si può cambiare la mentalità? Molti di quelli che incontro nel mio girovagare nel quartiere oggetto del progetto pilota, sono da un lato d’accordo e dall’altro preoccupati del come reagiscano gli sporcaccioni. In effetti da quando abbiamo cominciato a raccogliere in taluni contenitori c’è ancora qualcuno che mette spazzatura generica e mista. Eppure c’è scritto carta plastica e metallo ed una foto dei materiali. Se fossimo in una scuola materna non avrei problemi, un po’ per gioco ed un po’ per emulazione i bambini non sbagliano. Perchè questo comportamento degli adulti? Una ricerca fatta anni fa mostrava che ogni comunità ha sempre una sacca di resistenza ad ogni cambiamento. Il rifiuto non è visto come qualcosa di personale, bensì’ estraneo alla propria integrità fisico-mentale. Bisogna disfarsene in modo veloce, senza pensarci. Il gesto di buttare la spazzatura è liberatorio di per sè. Ma se si riflettesse che in natura nulla si distrugge e quel rifiuto lo stiamo consegnando ai nostri pronipoti ed ai loro figli come problema, forse cambieremmo, dico forse. In reatà, come in ogni famiglia bisogna essere severi nel punire le marachelle, per questo occorrono le sanzioni per gli sporcaccioni. Detto questo parliamo del progetto e di come sta andando avanti. Si è scelto di partire comunque anche senza aver completato la conegna del kit per la frazione organica. Intanto questa scelta ha visto impennarsi la raccolta del multimateriale leggero (carta, plastica e scatolette di acciaio ed alluminio) e poi ha stimolato i pigri ad andare a prendersi il kit, cioè il secchiello per l’umido e le buste per raccoglierlo. Vi sono ancora rimasugli di informazioni che necessitano. La gente chiede: " ma perchè i bicchieri ed i piatti di plastica non sono riciclabili?" E già! Perchè Corepla, il consorzio delle aziende che riciclano la plastica non li ritirano. Perchè non sono imballaggi. Il problema della riciclabilità di un materiale non è risolto stampando il simbolo del triangolo che gira per dire che è prodotto recuperabile. Ci vuole qualcuno che lo ritiri. Altrimenti prendi un rifiuto che viene rifiutato e lo fai viaggiare da un impianto all’altro. Ma la cosa più interessante è legata al sacchetto di cartone per raccogliere la parte organica. Si dice umida e non bagnata. Stasera ad un nutrito gruppo di cittadini raccolti in parrocchia ho detto è un sacco non un secchio e che la frazione della cucina, dalle bucce di pomodoro al resto dell’insalata devono essere sgocciolati per bene, per la frutta non c’è problema, i noccioli sono a posto, ma il minestrone per carità... "e buttalo nel cesso"!

Nel primo mese raccolte trenta tonnellate con il nuovo metodo. Il trend è in aumento. In questi prossimi giorni si completa la distribuzione dei contenitori e poi ci concentreremo nella distribuzione del kit ai refrattari ed al controllo del conferimento. ( ....continua)


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