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Roma, Galleria Borghese, fino al 24 gennaio 2010

Caravaggio–Bacon

venerdì 6 novembre 2009 di Francesca Mentella


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Caravaggio e Francis Bacon a confronto. L’insolita mostra, curata da Anna Coliva e Michael Peppiatt, prende spunto in occasione del IV centenario della morte del maestro lombardo (1571 – 1610) e dal centenario della nascita dell’artista inglese (1909-1992). L’esposizione, realizzata nell’ambito delle dieci grande mostre organizzate dalla Galleria Borghese, la cui collezione possiede sei fra i Caravaggio più importanti, propone un appassionante confronto fra le opere dei due maestri. Essa intende accostare due grandi protagonisti della storia della pittura, che sono tra gli interpreti più profondi e innovativi della rappresentazione della figura umana nella storia dell’arte occidentale.

Sia chiaro, questa mostra non vuole teorizzare dipendenze di Bacon da Caravaggio ma, al contrario, provocare suggestioni visive, evocando corrispondenze spontanee risultanti da accostamenti formali. “Gli accostamenti -precisa il Professor Maurizio Calvesi, uno dei massimi esperti di Caravaggio, autore del catalogo e storico dell’arte di chiara fama- sono sempre azzardati, perché ogni artista è diverso dall’altro. Però l’accoppiamento di queste due figure distanti nel tempo ma in qualche modo accomunate da un certo travaglio, da un realismo, che con Bacon poi diventa esasperato, è secondo me un’idea molto felice, un’ idea bellissima. Bacon non ha nulla di Caravaggio, non si è ispirato a Caravaggio, però se c’è un artista del nostro tempo che può essere equiparato a Caravaggio è proprio lui”.

Entrambi infatti sono personalità estreme, che hanno espresso nella pittura il tormento dell’esistenza con pari intensità e genialità inventiva. Nelle diversità delle loro poetiche, hanno penetrato la tragedia dell’esistenza non come drammaticità di una condizione astratta o come accidentalità di accadimenti in quanto personali o storici ma come sentimento interiore e imprescindibile dell’esistere, individuale ed intimo. Caravaggio esprime con la sua pittura l’ansia per la salvazione spirituale dell’uomo mentre Bacon il terrore verso l’ignoto che alberga dentro l’individuo: entrambi gli artisti infatti si sono calati nelle profondità psichiche che rendono sconosciute e misteriose le condizioni dell’esistenza umana.

Ma questa mostra offre anche la possibilità di riconsiderare, finalmente, idee errate riguardo la biografia del Merisi. “Francis Bacon è realmente un artista maledetto, quello di Caravaggio pittore maledetto- spiega Calvesi- è più che altro un clichè che gli è stato attribuito in età moderna. Le cose scritte sul conto di Caravaggio, come il fatto che fosse iroso, assassino e miscredente, sono state scritte dai suoi biografi dell’epoca, ma se si pensa che il biografo di Caravaggio è il Baglione, suo nemico personale, si capisce il perché del malinteso. Questo senza dubbio nella nostra epoca funziona, ed ha contribuito al suo successo popolare mentre all’epoca di Caravaggio era motivo di condanna. Anche la sua presunta omosessualità è un mito- prosegue Calvesi- però nessuno mai cancellerà questa idea dalla testa dei registi e degli scrittori, perché è molto più affascinante parlare di lui in questi termini che non nei termini reali di uomo che aveva una tormentata religiosità borromaica, che a Roma gli costò una sorta di persecuzione. Quella di Caravaggio era un’epoca in cui c’era una fede religiosa viva, unanimemente condivisa dal pittore stesso. Caravaggio non era né ateo, né miscredente, era semplicemente un adepto della linea borromaica della controriforma cattolica, portata avanti prima da Carlo poi da Federico Borromeo”.

Caravaggio è intimamente legato alla storia della Galleria Borghese, luogo privilegiato per celebrare il quarto centenario dalla sua morte. A Scipione Borghese, infatti, erano destinati i due dipinti che recava con sé al momento della morte, ed è con il Cardinale che egli ebbe il rapporto più intenso e storicamente più ricco di conseguenze. La Galleria Borghese mantiene vive le tracce di questo rapporto attraverso sei capolavori, il Fanciullo con canestro di frutta, Bacchino malato, Madonna dei Palafrenieri, Davide con la testa di Golia, San Gerolamo scrivente e San Giovanni Battista, tramite i quali è possibile illustrare l’intero arco della sua vita.

Per questa occasione la collezione permanente della Galleria è arricchita da opere chiave della sua produzione come la Negazione di Pietro dal Metropolitan di New York, il Martirio di Sant’Orsola l’ultimo Caravaggio da Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli, il Ritratto di Antonio Martelli, Cavaliere di Malta da Palazzo Pitti o la Resurrezione di Lazzaro dal Museo Regionale di Messina.

Alle opere di Caravaggio verranno quindi affiancati diciassette capolavori di Francis Bacon: i grandi trittici come Triptych August 1972 dalla Tate Gallery di Londra e Triptych inspired by the Orestia of Aeschylus dall’Astrup Fearnley Museum di Oslo, le sue immagini di papa Innocenzo X di Velazquez come Head VI dalla Arts Council Collection di Londra, i ritratti come Study for a portrait of George Dyer, Portrait of Isabel Rawsthorne 1966 dalla Tate Gallery o Three studies of Lucian Freud.

Un esperimento ben riuscito, una mostra che ci consente di contemplare quanto di più interiore, sconvolgente e aberrante il pennello di questi artisti abbia incontrato nell’indagine profonda dell’animo umano.

INFO: Caravaggio-Bacon Roma, Galleria Borghese, Piazzale Scipione Borghese 5, dal 2 ottobre 2009 al 24 gennaio 2010. Orari: lunedì, dalle ore 13 alle 19; dal martedì al sabato, dalle ore 9 alle 21; domenica, dalle 9 alle 19. Ingresso: interi € 13,50 per mostra e Galleria Borghese, più diritto di prevendita la prenotazione è obbligatoria. Prenotazioni: tel. 06 32810 – www.ticketeria.it. Catalogo: 24 ORE Motta Cultura con marchio Federico Motta Editore


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