L’artista è il miglior amico del cane?
venerdì 16 novembre 2007 di Francesco Bonazzi
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adnkronos
Uccide cane per ‘arte’, Guillermo Habacuc Vargas si scusa Oltre 150.000 persone da tutto il mondo, in pochissimi giorni, hanno espresso la propria indignazione. Adesso l’artista del Costa Rica, che rischia di non essere ammesso alla ‘Biennale Centroamericana 2008’, ammette l’errore commesso e afferma che avrebbe dovuto salvare l’animale invece di lasciarlo morire. Guarda la fotogallery
– Biennale a rischio per Guillermo Habacuc Vargas, lo ‘’peudoartista’’ 50enne del Costa Rica che ha messo in mostra un cane randagio (guarda la fotogallery), legato in un angolo della sala, lasciandolo morire di fame e sete. Oltre 150.000 persone da tutto il mondo, in pochissimi giorni, hanno espresso la propria indignazione verso quella che, secondo loro, non può essere certo considerata un’opera d’arte.
A quanto pare Vargas avrebbe pagato dei bambini affinché catturassero un cane per poi utilizzarlo come ‘opera d’arte’ che consisteva appunto nel guardare l’agonia e la sofferenza fino alla morte. Ai visitatori sarebbe stato vietato di portare cibo e acqua e chiunque cercava di avvicinarsi per accudire l’animale veniva allontanato in malo modo con insulti. Sopra il cane morente, una scritta fatta di croccantini con la frase: ‘Eres lo que lees’ (‘Sei quello che leggi’). Secondo l’’artista’ lo scopo era quello di testimoniare l’indifferenza dell’essere umano nei confronti di altri esseri viventi. In un’intervista rilasciata a la ‘Nación’, ha dichiarato: “Lo scopo del lavoro non era causare sofferenza alla povera innocente creatura, bensì illustrare un problema. Nella mia città natale, San Josè, Costa Rica, decine di migliaia di randagi muoiono di fame e malattia e nessuno dedica loro attenzioni. Ora, se pubblicamente mostri una di queste creature morte di fame, come nel caso di Nativity, ciò crea un ritorno che evidenzia una grande ipocrisia in tutti noi. Nativity era una creatura fragile e sarebbe morta comunque su una stradaâ€.
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Francesco Bonazzi
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L’artista è il miglior amico del cane?4 dicembre 2007, di BARABBA
OK tutto vero.tutto perfetto. Povero cane. Provate ora ad avere la stessa attenzione per questo che vi mostrerò, se riuscirete a vederlo più che altro.Vediamo se la vostra coscienza si smuove fuori dal "salotto":
http://www.petatv.com/tvpopup/video.asp?video=fur_- farm&Player=wm&speed=med
vediamo se avete fegato.
Barabba.
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L’artista è il miglior amico del cane?3 dicembre 2007, di FRANCESCO BONAZZI
PRIMA PARTE: INCREDIBILE, MA VERO? http://borisbrollo.splinder.com/post/14583394#comment
Re: L’artista è il miglior amico del cane? articolo di F. Bonazzi su Agorà Magazine
—– ecco un sito dove se ne parla.
C.Andreini
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domenica, 04 novembre 2007 INCREDIBILE, MA VERO? INCREDIBILE MA VERO?
Tutti noi abbiamo una soglia di sensibilità critica per cui differenti sono le reazioni emotive alcune volte queste si ritrovano in un comune denominatore. Così, ecco che Pier Paolo Febbo mi domanda se si può condividere l’opera di un artista in cui un cane è legato davanti al cibo che non riesce a mangiare fino allo sfinimento ed alla morte conseguente; mentre Vincenzo Castaldo dice che questa non è arte bensì merda! L’invito a fermare questa atrocità viene da Alessandra via mail, e Nico Orengo sulla Stampa di sabato stigmatizza negativamente questa performance.
Ora non vorrei essere bastian contrario, ma trovo che queste reazioni sono in fondo puramente emozionali, e vanno bene, come per chi non si preoccupa per le centinaia di bambini che muiono di fame ogni giorno, o come per chi lascia l’eredità, che in vece potrebbe sfarmarli, al cane di casa servito e riverito dagli umani. E il giudice sentenzia in tal senso!?
In fondo direi che al di là della propria indignazione personale l’autore della performance canica non ha fatto che solleticare le nostre reazioni di uomini civili e ben pensanti mentre è un’altra la realtà descritta da Conrad Lorenz nella sua opera dedicata all’Aggressività! Essa fa parte di noi, altrimenti come spiegare il senso dei campi di sterminio o il razzismo contro i neri, i rom, le puttane, e chi più ne ha ne metta, salvo, poi, servirsene in qualsiasi maniera pro domo sua.
Quello che non va nella performance canina è che essa è un pezzo di realtà. In fondo tutta l’arte è fatta di momenti forti, assurdi, il taglio dell’orecchio di Van Gogh, l’annegata di Caravaggio, o i cadaveri di leonardo, è che questi restavano nel campo del reale che nutriva il psicologico e ispirava l’opera. Qui invece il reale diviene l’opera e allora anche il delitto diventa arte ( già De Quincy l’aveva intuito e scritto nella sua estetica del delitto). Ma quando il delitto assurge a arte? A Cogne, o a Erba? Noi lo accettiamo, ed esso ci affascina, dove riesce meglio! Il che dimostra che è solo una questione di stile e qui nel caso dell’artista col cane lo stile è mancato. Dante con il conte Ugolino è tutta un’altra cosa.
www.borisbrollo.it
http://borisbrollo.splinder.com/tag/news
postato da: borisbrollo alle ore 23:13 | link | commenti (20) categorie: discussioni, poesia, politica, riflessioni, news, sociologia, arte, religione, emozioni, incazzature, mostre, teologia, creatività, depressioni
Commenti
#1 05 Novembre 2007 - 06:59
se si può condividere l’opera di un artista in cui un cane è legato davanti al cibo che non riesce a mangiare fino allo sfinimento ed alla morte . Già qua, cosa strana, un oppositore definisce questa tortura una opera. Per me è un assassinio. Una merda è troppo poco. Se c’è estetica nel delitto, che lo sia rivolto contro se stesso. Ma ci vuole coraggio o pazzia e sappiamo di chi parlare. Qua c’è l’organizzazione di una morte altrui, ma no per eliminare ma per "godere" con l’autoriparo morale della "creatività"-. A Nuremberg, il riparo erano gli "ordini". Questa è merda, Boris , merda defecata da un tipo che, messo ad Auschwitz 60 anni fa avrebbe "creato milioni di capo lavori". Invece, mi sa che queste persone sono completamente vuote di ogni creatività . Pur’ di brillare non fanno altro che fare vibrare la facile corda del voyeurismo malsano per arrivare a fare parlare di se. Se si trova un "bastian contrario" a difesa, "opera" è fatta, purtroppo. Per me non si deve analizzare un tale "comportmento deviato". Lo si deve condannare come semplice atto illegale di maltrattamento nei confronti di un essere vivente. Questa non è Arte, Boris ma solo una merda in cui è meglio non scivolare con intento, pensando che magari porterà fortuna.
Claude Andreini
borisbrollo
#2 05 Novembre 2007 - 07:14
Verdadera repulsión y asco me provocó leer y ver esta noticia que agradezco me enviaras y que estoy difundiendo, si bien conocía que cosas similares han ocurrido otras veces bajo el escudo del ARTE. Aparte de lo perverso de ese "señor", a quien por esta "obra" nunca llamaré artista (si lo es, no será por esta obra) me indigna la condescendencia del Arte (y del público) ante estas presentaciones. Las mismas seguirán repitiéndose mientras no tengamos el valor de levantarnos y gritar: "ESO ES MIERDA Y NO ARTE!" Y lo peor es que es una MIERDA que se le echa encima al ARTE y a los ARTISTAS.
Saludos y cariño,
Vincenzo Castaldo
borisbrollo
#3 05 Novembre 2007 - 07:19
Ti segnalo questo blog,forse ne hai già sentito parlare,trovi le immagini di un’opera di Guillermo Habacuc Vargas. Un cane randagio legato ad una corda e lasciato morire in una galleria d’arte. Davanti a lui una ciotola irraggiungibile di cibo e di fronte una scritta fatta da croccantini per cani. che ne pensi? Pier Paolo Febbo
borisbrollo
#4 05 Novembre 2007 - 10:18
Caro Boris, non cercare delle giustificazioni artistiche ad un atto barbarico. Se l’artista si fosse legato ad una catena aspettando di morire di fame, forse avrebbe avuto qualche senso, ma solo nel caso della sua morte effettiva, che, immagino, sarebbe stata festeggiata da amici e parenti e da quanti gli hanno voluto veramente bene. Prendere un cane randagio e ucciderlo, è una questione che riguarda la legge. Hai capito male il libro di de Quincey che molti, non tu certamente, conoscono dal magnifico titolo, che mi ispirò nel 1981 per una mostra. Il mitico oppiomane descrive l’ingegno che alcuni sbandati scozzesi avevano messo a uccidere del pensionanti per appropriarsi dei loro (in genere miseri averi). L’ironia di de Quincey ha quel cinicmo che l’arte deve avere, come la famosa "Modesta proposta" di Swift. ma l’arte opera su di un piano simbolico anche quando sembra "esporre" la realtà come nei casi di tutti i performer o di Hirst della Tracey Amin o prima del mongoloide di de Dominicis. ma tu credi veramente che il letto esposto al Turner Prize fosse quello vero dove la giovane ar tista viveva, sbrodolava e pensava al suicidio ? Voi veneti siete straordinari! Allora elggiamo ad artista dell’anno Unabomber, qwuesto almeno del cervello (criminale) ce lo mette nei suoi attentati. ma questo veramente è un0accattone in tutti i sensi (tranne quello nobile pasoliniano). Non farti delle seghe piuttosto malinconiche. Quel bastardo che ha fatto del male al cane sta cercando della pessima pubblicità e sostegno nel mondo dell’arte come stai facendo tu. Creiamogli attorno un muro di silenzio e di schifo. valerio
borisbrollo
#5 05 Novembre 2007 - 10:19
Gentilissimo Boris Brollo, la crudeltà gratuita non può essere arte. Non è sufficiente provocare emozioni in chi vi assiste per potersi qualificare artista. Ci vuole ben altro. E per fortuna. Lei obietterà che l’arte contemporanea è diversa da quella classica e ne convengo. Nella sua mail dice anche che ci vuole stile. Io dico che prima di tutto serve un’idea, e poi perizia tecnica, capacità di metterla in atto. Forse abbiamo divergenza di vedute. E’ legittimo che vi sia. E non le avrei risposto se si fosse fermato qui. Ma poi mi cade su una banalità che poteva risparmiarsi. Il paragone tra il cane (di casa) e i milioni di bambini che muoiono di fame. Chi le dice che una cosa escluda l’altra? Che chi è sensibile nei confronti degli animali non lo sia prima di tutto (se non alla pari) con gli umani? I luoghi comuni non si addicono a chi dovrebbe occuparsi di cultura. Le rispondo con un mio intervento sul tema ad un importante convegno sulla pace. Stefano Momentè borisbrollo
#6 05 Novembre 2007 - 10:20
perchè ci si meraviglia, ci sono secoli di pittura sacra che ci ha modellato la mente a vedere atrocità di ogni genere a gurdarle e non scandalizzare nessuno anzi, forse perchè sono muti e statici?, e cosa dire di chilometri di pellicole hollywodiane e non? grazie della mail claudio da napoli
borisbrollo
#7 05 Novembre 2007 - 13:14
Qui siamo di fronte a un atto realmente distruttivo spinto fino alle più estreme conseguenze (con un attesa al trapasso di atroce sofferenza), non a una rappresentazione creativa della morte, etc. etc., assolutamente priva di profondità ed elaborazione visto che l’autore, doppiamente imbecille, ha chiesto scusa dichiarando che il gesto non ha nulla a che vedere con l’arte... la crudeltà esiste ma la sua applicazione non ha mai alcuna giustificazione Luca Bidoli utente anonimo
#8 05 Novembre 2007 - 19:06
Il mio parere conterà poco nella quantità di voci che si potranno levare da questa vicenda, ma posso solo dire che personalmente venire a conoscenza di un comportamento simile ha suscitato in me profondo sdegno. Io non chiamerei questo individuo artista, è uno che non sa cosa inventarsi per attirare l’attenzione su se stesso e purtroppo a discapito della vita altrui, è riuscito in questo intento. L’insensatezza del suo comportamento serve solo ad arrecare sofferenza e non solo alla creatura in questione, ma a tutti coloro che lottano contro questi atteggiamenti. Ma già...forse non conosce neanche il senso della parola sofferenza...dovrebbe sperimentarla su sè, non infliggerla senza motivo ad un essere indifeso. Si potrebbero scrivere molte altre cose ma invece vorrei solo precisare questo: "L’uomo commette queste bassezze, l’animale no!" Mandatelo a lavorare sul serio, magari con la stanchezza sulle spalle e con un pò di coscienza in più la smetterà di fare stronzate e si vergognerà di quello che ha fatto! Un altro problema da affrontare invece è quello di chi ha assecondato tutto questo, dandogli spazio e visibilità.
Non ha senso neanche cercare collegamenti con l’arte...che è altro da tutto questo scempio. Rosaria Boemi
borisbrollo
#9 06 Novembre 2007 - 11:29
A seguito delle sue considerazioni sulla semplice “mancanza di stile” del video in questione, che mi sentirei di stigmatizzare altrimenti, la prego di cancellarmi dal suo indirizzario: non posso condividere l’impiego cinico (è il caso di usare questa parola) di un’attività, l’arte, che ben altri intenti dovrebbe perseguire, né l’ambiguità e la debolezza del suo commento.
Paola Zampa
P.S.
1) Non credo che l’insensibilità nei confronti di un animale garantisca la salvaguardia di una sensibilità nei confronti di un essere umano: la capacità di “sentire” non si misura in quantità che vanno distribuite attentamente per non sprecare la parte destinata agli umani. La sensibilità o empatia o comunque la si voglia chiamare, o c’è o non c’è.
2) Non credo che la pratica di grandi orrori giustifichi o cancelli i piccoli orrori. Mi sembra un modo di pensare molto in voga, purtroppo, nei nostri tempi: se accusati di qualcosa di reprensibile si risponde: “E allora quelli che commettono cose peggiori?”, quasi che due orrori invece di sommarsi si elidessero a vicenda.
3) Come artista lavoro sulla documentazione degli orrori quotidiani. Cerco di essere un testimone perché non ci si distragga e non si dimentichi. E vedo che, disgraziatamente, di orrori il mondo ce ne offre a sufficienza senza che sia necessario riprodurne di nuovi un un pretestuoso “laboratorio artistico”.
borisbrollo
#10 06 Novembre 2007 - 13:47
Evviva l’arte! Evviva i cani! Evviva le semplici ricerchine con google! Quanta splendida indignazione!
Ma fossi in voi leggerei qui.
Tra l’altro, per denunciare le centinaia di bambini che muoiono di fame, perche’ non legare un bambino di strada al posto del cane? Effetto Net Flooding d’indignazione garantito.
utente anonimo
#11 06 Novembre 2007 - 15:01
approfitto dell’anonimo di cui sopra (a proposito, complimenti per il coraggio!!!), e dico che se la notizia della messa in scena della finta tortura e conseguente morte del cane fosse vera sarei contento: primo per il cane e poi perchè abbiamo potuto, allora, ammirare un’opera d’Arte che è riuscita a toccare più corde, realizzata da un grande Artista che sicuramente saprà ancora far parlare di se! Per quanto riguarda invece il tono di ironica superiorità da parte dell’anonimo ritengo che tu sia completamente fuoristrada: più che "splendide indignazioni" ho letto di sane incazzature verso una crudeltà gratuita nei confronti di un altro essere vivente capace di sentimenti e dolore ma purtroppo incapace di comunicarlo in lingua parlata... costretto a subire atrocità nel nome dell’arte(?)!!! La distinzione deve essere chiara per non aprire la strada ad altri atti di crudeltà. Oltre che poco coraggioso ti trovo anche piuttosto ingenuotto! utente anonimo
#12 06 Novembre 2007 - 15:03
approfitto dell’anonimo di cui sopra (a proposito, complimenti per il coraggio!!!), e dico che se la notizia della messa in scena della finta tortura e conseguente morte del cane fosse vera sarei contento: primo per il cane e poi perchè abbiamo potuto, allora, ammirare un’opera d’Arte che è riuscita a toccare più corde, realizzata da un grande Artista che sicuramente saprà ancora far parlare di se! Per quanto riguarda invece il tono di ironica superiorità da parte dell’anonimo ritengo che tu sia completamente fuoristrada: più che "splendide indignazioni" ho letto di sane incazzature verso una crudeltà gratuita nei confronti di un altro essere vivente capace di sentimenti e dolore ma purtroppo incapace di comunicarlo in lingua parlata... costretto a subire atrocità nel nome dell’arte(?)!!! La distinzione deve essere chiara per non aprire la strada ad altri atti di crudeltà. Oltre che poco coraggioso ti trovo anche piuttosto ingenuotto!
P.s. ripubblico perchè nella foga ho dimenticato di firmarmi!
Luca Bidoli utente anonimo
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L’artista è il miglior amico del cane? >CONTINUA >>http://borisbrollo.splinder.com/post/14671703#comment3 dicembre 2007, di FRANCESCO BONAZZI
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NON SO CHE DIRE. » domenica, 04 novembre 2007 INCREDIBILE, MA VERO? INCREDIBILE MA VERO?
Tutti noi abbiamo una soglia di sensibilità critica per cui differenti sono le reazioni emotive alcune volte queste si ritrovano in un comune denominatore. Così, ecco che Pier Paolo Febbo mi domanda se si può condividere l’opera di un artista in cui un cane è legato davanti al cibo che non riesce a mangiare fino allo sfinimento ed alla morte conseguente; mentre Vincenzo Castaldo dice che questa non è arte bensì merda! L’invito a fermare questa atrocità viene da Alessandra via mail, e Nico Orengo sulla Stampa di sabato stigmatizza negativamente questa performance.
Ora non vorrei essere bastian contrario, ma trovo che queste reazioni sono in fondo puramente emozionali, e vanno bene, come per chi non si preoccupa per le centinaia di bambini che muiono di fame ogni giorno, o come per chi lascia l’eredità, che in vece potrebbe sfarmarli, al cane di casa servito e riverito dagli umani. E il giudice sentenzia in tal senso!?
In fondo direi che al di là della propria indignazione personale l’autore della performance canica non ha fatto che solleticare le nostre reazioni di uomini civili e ben pensanti mentre è un’altra la realtà descritta da Conrad Lorenz nella sua opera dedicata all’Aggressività! Essa fa parte di noi, altrimenti come spiegare il senso dei campi di sterminio o il razzismo contro i neri, i rom, le puttane, e chi più ne ha ne metta, salvo, poi, servirsene in qualsiasi maniera pro domo sua.
Quello che non va nella performance canina è che essa è un pezzo di realtà. In fondo tutta l’arte è fatta di momenti forti, assurdi, il taglio dell’orecchio di Van Gogh, l’annegata di Caravaggio, o i cadaveri di leonardo, è che questi restavano nel campo del reale che nutriva il psicologico e ispirava l’opera. Qui invece il reale diviene l’opera e allora anche il delitto diventa arte ( già De Quincy l’aveva intuito e scritto nella sua estetica del delitto). Ma quando il delitto assurge a arte? A Cogne, o a Erba? Noi lo accettiamo, ed esso ci affascina, dove riesce meglio! Il che dimostra che è solo una questione di stile e qui nel caso dell’artista col cane lo stile è mancato. Dante con il conte Ugolino è tutta un’altra cosa.
www.borisbrollo.it
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postato da: borisbrollo alle ore 23:13 | link | commenti (20) categorie: discussioni, poesia, politica, riflessioni, news, sociologia, arte, religione, emozioni, incazzature, mostre, teologia, creatività, depressioni
Commenti
#1 05 Novembre 2007 - 06:59
se si può condividere l’opera di un artista in cui un cane è legato davanti al cibo che non riesce a mangiare fino allo sfinimento ed alla morte . Già qua, cosa strana, un oppositore definisce questa tortura una opera. Per me è un assassinio. Una merda è troppo poco. Se c’è estetica nel delitto, che lo sia rivolto contro se stesso. Ma ci vuole coraggio o pazzia e sappiamo di chi parlare. Qua c’è l’organizzazione di una morte altrui, ma no per eliminare ma per “godere” con l’autoriparo morale della “creatività”-. A Nuremberg, il riparo erano gli “ordini”. Questa è merda, Boris , merda defecata da un tipo che, messo ad Auschwitz 60 anni fa avrebbe “creato milioni di capo lavori”. Invece, mi sa che queste persone sono completamente vuote di ogni creatività . Pur’ di brillare non fanno altro che fare vibrare la facile corda del voyeurismo malsano per arrivare a fare parlare di se. Se si trova un “bastian contrario” a difesa, “opera” è fatta, purtroppo. Per me non si deve analizzare un tale “comportmento deviato”. Lo si deve condannare come semplice atto illegale di maltrattamento nei confronti di un essere vivente. Questa non è Arte, Boris ma solo una merda in cui è meglio non scivolare con intento, pensando che magari porterà fortuna.
Claude Andreini
borisbrollo
#2 05 Novembre 2007 - 07:14
Verdadera repulsión y asco me provocó leer y ver esta noticia que agradezco me enviaras y que estoy difundiendo, si bien conocía que cosas similares han ocurrido otras veces bajo el escudo del ARTE. Aparte de lo perverso de ese “señor”, a quien por esta “obra” nunca llamaré artista (si lo es, no será por esta obra) me indigna la condescendencia del Arte (y del público) ante estas presentaciones. Las mismas seguirán repitiéndose mientras no tengamos el valor de levantarnos y gritar: “ESO ES MIERDA Y NO ARTE!” Y lo peor es que es una MIERDA que se le echa encima al ARTE y a los ARTISTAS.
Saludos y cariño,
Vincenzo Castaldo
borisbrollo
#3 05 Novembre 2007 - 07:19
Ti segnalo questo blog,forse ne hai già sentito parlare,trovi le immagini di un’opera di Guillermo Habacuc Vargas. Un cane randagio legato ad una corda e lasciato morire in una galleria d’arte. Davanti a lui una ciotola irraggiungibile di cibo e di fronte una scritta fatta da croccantini per cani. che ne pensi? Pier Paolo Febbo
borisbrollo
#4 05 Novembre 2007 - 10:18
Caro Boris, non cercare delle giustificazioni artistiche ad un atto barbarico. Se l’artista si fosse legato ad una catena aspettando di morire di fame, forse avrebbe avuto qualche senso, ma solo nel caso della sua morte effettiva, che, immagino, sarebbe stata festeggiata da amici e parenti e da quanti gli hanno voluto veramente bene. Prendere un cane randagio e ucciderlo, è una questione che riguarda la legge. Hai capito male il libro di de Quincey che molti, non tu certamente, conoscono dal magnifico titolo, che mi ispirò nel 1981 per una mostra. Il mitico oppiomane descrive l’ingegno che alcuni sbandati scozzesi avevano messo a uccidere del pensionanti per appropriarsi dei loro (in genere miseri averi). L’ironia di de Quincey ha quel cinicmo che l’arte deve avere, come la famosa “Modesta proposta” di Swift. ma l’arte opera su di un piano simbolico anche quando sembra “esporre” la realtà come nei casi di tutti i performer o di Hirst della Tracey Amin o prima del mongoloide di de Dominicis. ma tu credi veramente che il letto esposto al Turner Prize fosse quello vero dove la giovane ar tista viveva, sbrodolava e pensava al suicidio ? Voi veneti siete straordinari! Allora elggiamo ad artista dell’anno Unabomber, qwuesto almeno del cervello (criminale) ce lo mette nei suoi attentati. ma questo veramente è un0accattone in tutti i sensi (tranne quello nobile pasoliniano). Non farti delle seghe piuttosto malinconiche. Quel bastardo che ha fatto del male al cane sta cercando della pessima pubblicità e sostegno nel mondo dell’arte come stai facendo tu. Creiamogli attorno un muro di silenzio e di schifo. valerio
borisbrollo
#5 05 Novembre 2007 - 10:19
Gentilissimo Boris Brollo, la crudeltà gratuita non può essere arte. Non è sufficiente provocare emozioni in chi vi assiste per potersi qualificare artista. Ci vuole ben altro. E per fortuna. Lei obietterà che l’arte contemporanea è diversa da quella classica e ne convengo. Nella sua mail dice anche che ci vuole stile. Io dico che prima di tutto serve un’idea, e poi perizia tecnica, capacità di metterla in atto. Forse abbiamo divergenza di vedute. E’ legittimo che vi sia. E non le avrei risposto se si fosse fermato qui. Ma poi mi cade su una banalità che poteva risparmiarsi. Il paragone tra il cane (di casa) e i milioni di bambini che muoiono di fame. Chi le dice che una cosa escluda l’altra? Che chi è sensibile nei confronti degli animali non lo sia prima di tutto (se non alla pari) con gli umani? I luoghi comuni non si addicono a chi dovrebbe occuparsi di cultura. Le rispondo con un mio intervento sul tema ad un importante convegno sulla pace. Stefano Momentè borisbrollo
#6 05 Novembre 2007 - 10:20
perchè ci si meraviglia, ci sono secoli di pittura sacra che ci ha modellato la mente a vedere atrocità di ogni genere a gurdarle e non scandalizzare nessuno anzi, forse perchè sono muti e statici?, e cosa dire di chilometri di pellicole hollywodiane e non? grazie della mail claudio da napoli
borisbrollo
#7 05 Novembre 2007 - 13:14
Qui siamo di fronte a un atto realmente distruttivo spinto fino alle più estreme conseguenze (con un attesa al trapasso di atroce sofferenza), non a una rappresentazione creativa della morte, etc. etc., assolutamente priva di profondità ed elaborazione visto che l’autore, doppiamente imbecille, ha chiesto scusa dichiarando che il gesto non ha nulla a che vedere con l’arte… la crudeltà esiste ma la sua applicazione non ha mai alcuna giustificazione Luca Bidoli utente anonimo
#8 05 Novembre 2007 - 19:06
Il mio parere conterà poco nella quantità di voci che si potranno levare da questa vicenda, ma posso solo dire che personalmente venire a conoscenza di un comportamento simile ha suscitato in me profondo sdegno. Io non chiamerei questo individuo artista, è uno che non sa cosa inventarsi per attirare l’attenzione su se stesso e purtroppo a discapito della vita altrui, è riuscito in questo intento. L’insensatezza del suo comportamento serve solo ad arrecare sofferenza e non solo alla creatura in questione, ma a tutti coloro che lottano contro questi atteggiamenti. Ma già…forse non conosce neanche il senso della parola sofferenza…dovrebbe sperimentarla su sè, non infliggerla senza motivo ad un essere indifeso. Si potrebbero scrivere molte altre cose ma invece vorrei solo precisare questo: “L’uomo commette queste bassezze, l’animale no!” Mandatelo a lavorare sul serio, magari con la stanchezza sulle spalle e con un pò di coscienza in più la smetterà di fare stronzate e si vergognerà di quello che ha fatto! Un altro problema da affrontare invece è quello di chi ha assecondato tutto questo, dandogli spazio e visibilità.
Non ha senso neanche cercare collegamenti con l’arte…che è altro da tutto questo scempio. Rosaria Boemi
borisbrollo
#9 06 Novembre 2007 - 11:29
A seguito delle sue considerazioni sulla semplice “mancanza di stile” del video in questione, che mi sentirei di stigmatizzare altrimenti, la prego di cancellarmi dal suo indirizzario: non posso condividere l’impiego cinico (è il caso di usare questa parola) di un’attività, l’arte, che ben altri intenti dovrebbe perseguire, né l’ambiguità e la debolezza del suo commento.
Paola Zampa
P.S.
1) Non credo che l’insensibilità nei confronti di un animale garantisca la salvaguardia di una sensibilità nei confronti di un essere umano: la capacità di “sentire” non si misura in quantità che vanno distribuite attentamente per non sprecare la parte destinata agli umani. La sensibilità o empatia o comunque la si voglia chiamare, o c’è o non c’è.
2) Non credo che la pratica di grandi orrori giustifichi o cancelli i piccoli orrori. Mi sembra un modo di pensare molto in voga, purtroppo, nei nostri tempi: se accusati di qualcosa di reprensibile si risponde: “E allora quelli che commettono cose peggiori?”, quasi che due orrori invece di sommarsi si elidessero a vicenda.
3) Come artista lavoro sulla documentazione degli orrori quotidiani. Cerco di essere un testimone perché non ci si distragga e non si dimentichi. E vedo che, disgraziatamente, di orrori il mondo ce ne offre a sufficienza senza che sia necessario riprodurne di nuovi un un pretestuoso “laboratorio artistico”.
borisbrollo
#10 06 Novembre 2007 - 13:47
Evviva l’arte! Evviva i cani! Evviva le semplici ricerchine con google! Quanta splendida indignazione!
Ma fossi in voi leggerei qui.
Tra l’altro, per denunciare le centinaia di bambini che muoiono di fame, perche’ non legare un bambino di strada al posto del cane? Effetto Net Flooding d’indignazione garantito.
utente anonimo
#11 06 Novembre 2007 - 15:01
approfitto dell’anonimo di cui sopra (a proposito, complimenti per il coraggio!!!), e dico che se la notizia della messa in scena della finta tortura e conseguente morte del cane fosse vera sarei contento: primo per il cane e poi perchè abbiamo potuto, allora, ammirare un’opera d’Arte che è riuscita a toccare più corde, realizzata da un grande Artista che sicuramente saprà ancora far parlare di se! Per quanto riguarda invece il tono di ironica superiorità da parte dell’anonimo ritengo che tu sia completamente fuoristrada: più che “splendide indignazioni” ho letto di sane incazzature verso una crudeltà gratuita nei confronti di un altro essere vivente capace di sentimenti e dolore ma purtroppo incapace di comunicarlo in lingua parlata… costretto a subire atrocità nel nome dell’arte(?)!!! La distinzione deve essere chiara per non aprire la strada ad altri atti di crudeltà. Oltre che poco coraggioso ti trovo anche piuttosto ingenuotto! utente anonimo
#12 06 Novembre 2007 - 15:03
approfitto dell’anonimo di cui sopra (a proposito, complimenti per il coraggio!!!), e dico che se la notizia della messa in scena della finta tortura e conseguente morte del cane fosse vera sarei contento: primo per il cane e poi perchè abbiamo potuto, allora, ammirare un’opera d’Arte che è riuscita a toccare più corde, realizzata da un grande Artista che sicuramente saprà ancora far parlare di se! Per quanto riguarda invece il tono di ironica superiorità da parte dell’anonimo ritengo che tu sia completamente fuoristrada: più che “splendide indignazioni” ho letto di sane incazzature verso una crudeltà gratuita nei confronti di un altro essere vivente capace di sentimenti e dolore ma purtroppo incapace di comunicarlo in lingua parlata… costretto a subire atrocità nel nome dell’arte(?)!!! La distinzione deve essere chiara per non aprire la strada ad altri atti di crudeltà. Oltre che poco coraggioso ti trovo anche piuttosto ingenuotto!
P.s. ripubblico perchè nella foga ho dimenticato di firmarmi!
Luca Bidoli utente anonimo
#13 06 Novembre 2007 - 18:01
Leggendo i commenti , mi sento un pò sollevato. Tranne un cinico ricoglionito ma abbastanza lucido e prudente per rimanere anonimo, si può osservare che i frequentatori di questo blog sono sanamente sensibili alla soffrenza e capace di valutare dove e quando c’è Arte. Certamente perchè l’età adulta è quella caratterizzata dalla capacità di distinguere fra bene e male… Invece, quello che è molto inquietante, è l’assenza di queste capacità e competenze da parte di una persona che vuole operare proprio nel campo artistico, ossia Brollo. Con rammarico, Claude Andreini utente anonimo
#14 06 Novembre 2007 - 19:02
Carissimi “Luca Bidoli” e “Claude Andreini” voi siete anonimi tanto quanto l’anonimo #10 e non ve ne rendete nemmeno conto.
Infatti ora io sottoscritto firmero’ tale post con il nome di Marco Materazzi, anzi no, Vittorio Sgarbi, anzi no Pino Dei Palazzi, anzi no, mi firmero’ Luca Andreini o Claude Bidoli.
La totale insipienza informatica che vi portate appresso riesce addirittura a fagocitare la gia’ altissima incapacita’ di ragionamento logico. E se uniamo a tutto cio’ una spocchia livorosa e una coda di paglia lunga da Palmanova a Portoguraro, abbiamo fatto bingo.
Il dottor “Bidoli”, addirittura, ammira l’opera d’arte che tocca piu’ corde, quando le corde in piu’ derivano da un flooder in cerca di indirizzi per fare spam e non dal sedicente artista cinofilo! Siamo alla metacritica d’arte in salsa fishing, complimentoni. L’ronica superiorita’ dell’anonimo #10 e’ quindi del tutto in strada, egregio “Luca”.
Il dottor “Andreini”, invero, e’ sensibile alla sofferenza e si sente sollevato grazie alle rivelazioni del rincoglionito. E siamo all’apoteosi della logica avversa: il rincoglionimento che risolleva la sensibilita’ ferita! Egregio “Claude”, il borisbrollo ha competenze e capacita’, ha solo fatto un po’ il provocatore sull’ennesimo bonsaikitten. E mi sa che ha pescato dei bei pescioloni, se fin dal titolo si chiedeva “ma vero?”.
Con immutata anonimita’, Carlo Azeglio Giorgio Ciampolitano Conte di via Cavour.
utente anonimo
#15 06 Novembre 2007 - 19:24
Ciao e buona giornata a tutti, vi giro questo appello che a me ha fatto venire i brividi e vi chiedo , per favore, di firmare la petizione e girarla poi a più persone possibili. Ciao e grazie
iskra
IMPORTANTISSIMO VI PREGO LEGGETE E ANDATE A FIRMARE Guillermo Habacuc Vargas ha organizzato una mostra espondendo cio’ che di migliore il suo genio potesse partorire: UN CANE LEGATO AD UNA CORDA,DESINATO A PERIRE DI FAME DINANZI AI CURIOSI OSSERVATORI, ESPERTI DI PSEUDO-ARTE.L’Idea geniale,brillante,rivoluzionaria e’ stata addirittura premiata con un invito all’artista in questione a partecipare alla Biennale Centroamericana del 2008 come rappresentante del suo paese.BOICOTTA LA PRESENZA DI GULLIERMO HABACUC ALL’EVENTO,CONTRO LA DISUMANITA’ CHE SI SPACCIA PER ARTEL’ARTE NECESSITA DI STRUMENTI MIGLIORI
http://www.petitiononline.com/13031953/
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L’artista è il miglior amico del cane? ecco un sito dove se ne parla. Brollo si accontenta di appiattirsi sulla posizione di Politi3 dicembre 2007, di FRANCESCO BONAZZI
—–Messaggio originale—– Da: claude andreini [mailto:claudeandreini@libero.it] Inviato: venerdì 23 novembre 2007 0.54 A: Francesco Bonazzi
Oggetto: Re: L’artista è il miglior amico del cane? articolo di F. Bonazzi su Agorà Magazine
http://borisbrollo.splinder.com/post/14671703 —– ecco un sito dove se ne parla. Brollo si accontenta di appiattirsi sulla posizione di Politi
C.Andreini
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sabato, 17 novembre 2007 VITA DA CANI Prendo a prestito parte della rubrica: Lettere al Direttore di Flash Art al fine di dare un’esaustiva visibilità alla performance di Habacuc Vargas, sperando in una maggiore attenzione al problema dell’arte e delle sue strutture cognitive interne.
Cordialità, Boris Brollo
ANCORA A PROPOSITO DEL POVERO CANE SACRIFICATO IN NOME DELL’ARTE
Caro Giancarlo, ti vorrei rispondere a proposito del povero cane. Io credo che il problema sia a monte, non si tratta nemmeno di entrare in merito a qualsivoglia valutazione artistica.
Il cane era CONSENZIENTE? No, sicuramente no, perché se qualcuno gli avesse dato del cibo e dell’acqua se ne sarebbe nutrito. O sbaglio? Su questo spero sarai d’accordo con me. Tutti saranno d’accordo. O c’è qualcuno che pensa che la povera bestiola l’avrebbe rifiutato per tener fede al suo ruolo nel progetto di cotanto “artista”?
Questo è il punto, se si legittima a qualsiasi titolo l’abuso, la tortura e l’uccisione di un essere vivente, non consenziente, allora, perdona la banalizzazione (ma può essere utile), con lo stesso principio bisognerebbe accettare analoghe pratiche su neonati, handicappati, anziani, o pietre gettate dal cavalcavia, o sofisticate sevizie da serial killer e - perché no - far esplodere una bomba in galleria nel bel mezzo di un’inaugurazione, tanto· No, mi dispiace, non c’è niente che possa legittimare questo, neanche nel cosiddetto “nome dell’arte”: sarebbe un atto di corresponsabilità, di complicità diretta.
Al Trevi Flash Art Museum ho visto una cartolina che Ti ritraeva qualche anno addietro con un bellissimo gatto. Immagino fosse il vostro gatto di famiglia, che viveva con voi, a cui eravate affezionati. Ora, se Ti fosse stato chiesto QUEL GATTO per il medesimo progetto (lo sai che il “genio” in questione vuole ripeter la performance alla Biennale di Cuba?), con la prospettiva di vederlo incatenato, con la ciotola del cibo ad una distanza tale che possa essere vista ma non raggiunta, lasciato lì a morire di fame e sete per giorni “in nome dell’arte” (secondo me dei suoi pruriti di protagonismo, comunque):
TU LO AVRESTI ASSECONDATO?
Ti prego di rispondere sinceramente
Un cordiale saluto
Valentina D’Amaro vdamaro@libero.it
LA PIU’ GRANDE PERFORMANCE DI TUTTI I TEMPI? IL CROLLO DELLE TORRI GEMELLE L’11 SETTEMBRE 2001
Cara Valentina,
ho già risposto a una tua collega di New Yoirk, Amalia Piccinini, che la Storia civile (ma anche la Storia dell’Arte) non chiede a te e a me di assecondarla. Noi siamo solo spettatori. Tu puoi amare, apprezzare, assecondare o respingere un lavoro d’arte (non avviene lo stesso con i tuoi quadri? Esistono ammiratori e detrattori come per ogni cosa, eppure il tuo lavoro si muove, procede). L’arte, in molti casi, non guarda solo pallidi o infuocati tramonti o lune che si rispecchiano nel pozzo. L’arte ha anche il dovere (desidero precisare che io sono un grande appassionato di pittura, anche di quella sentimentale e petrarchesca come la tua e tu lo sai) di essere un indicatore dei malesseri o delle problematiche della socità (vedi la crudeltà di far morire un cane per farci mettere il dito sulla piaga).
E non ha senso chiedermi se avessi prestato il mio gatto per la performance di Habacuc Vardas: Innanzi tutto lui ha scelto un cane randagio destinato alla morte per fame mentre il mio gatto era coccolatissimo e viziatissimo…..
Ma, lo ripeto a te e tutti, il considerare un lavoro d’arte molto forte non vuol dire esserne partecipe, come tu e tutti volete farmi apparire.
Io difendo anche i writers
Se dico (e lo penso) che la più spettacolare e cruenta performance di tutti i tempi è stato l’impatto dei due aerei sulle torri gemelle, tu cosa mi rispondi? Che io ne sono complice oppure che sono un attentatore? Ho anche apprezzato la recente colorazione della Fontana di Trevi. Bellissimo gesto estetico e di trasgressione. E, detto tra me e te, io guardo con molta simpatia anche i writers che cercano di abbellire le nostre squallide città.
PERCHE’ NON UN BAMBINO?
Caro Giancarlo
una parola in merito alla sua risposta della newsletter del 7.11 sul cane morente in galleria. Premetto che nutro un affetto paticolare per gli animali, ma non sono un’animalista sfegatata e non mi ritengo un’anima pia, nè tantomeno sono una che si scandalizza. Di animali nell’arte se ne sono visti (dai più fortunati a quelli meno di Herman Nitsch… che peraltro, anche senza di lui sarebbero stati macellati), nell’arte si è vista anche la morte, una cosa costantemente presente nella nostra vita, come l’amore. Tutti i libri parlano di morte e amore, tutti. Penso che il cane viennese avrebbe preferito morire a modo suo, di nascosto dal mondo come fanno solitamente gli animali ma ad ogni modo, di li a poco sarebbe morto. Quello che mi chiedo è perchè l’artista, con tutta l’intenzione di realizzare un’opera forte che, nonostante le polemiche, smuovesse le coscienze, si sia limitato a una metafora, forse la più comoda. Perchè al posto del cane non c’era una persona? Un bambino o anche un adulto denutrito e morente? Questo mi urta. L’arte ha la possibilità di dire cose e dirle ad alta voce, senza usare inutili metafore (inutili nel senso che la didascalicità del lavoro non cambia, a me non ha fatto di certo impazzire), dunque perchè non farlo?
Laura Nozza laura.nozza@gmail.com
ANCHE I REALITY POSSONO ESSERE ARTE
Cara Laura,
anche i “reality” possono essere arte. E di reality come ne prospetti tu, è pieno il mondo, da tempi remotissimi. Di gente morta di fame sono pieni i libri di storia e la cronaca di ogni giorno. Purtroppo.
IL DESIDERIO DI FAR MORIRE DI FAME L’ARTISTA
Caro direttore,
ho letto la sua risposta alla lettera di Francesca Sassu nella quale Lei sostiene che la ricerca artistica dipende dal risultato che si ottiene, e le chiedo (ci tengo a precisare che non faccio nè ironia nè polemica) se posso considerare ricerca artistica anche il mio desiderio immane di far morire di fame, incatenato, il disgustoso Vargas. Capirà chiaramente, che purtroppo non potrò mai concretizzare questo mio desiderio, ma se fosse possibile la mia ricerca artistica un risultato lo otterrebbe….avremmo un bastardo in meno.
Cordialità
Andrea Landi network54@hotmail.com
SE TI FA PIACERE
Caro Landi,
se ti fa piacere, perchè no? Ma una ricerca artistica o un lavoro d’arte deve essere condiviso o accettato da altri. Altrimenti resta un onanismo. Come il tuo, forse.
LA PROSSIMA PERFORMANCE
“Non è anche questo il compito e il ruolo dell’arte?” (di fare crepare di fame un cane accanto a cibo ed acqua a rappresentanza dei bambini poveri nel mondo).
Siccome Lei si pone questa domanda, per la prossima performance di questo artista, gli affidi il suo cane, per favore. La sofferenza può certo fare parte dell’espressione artistica, ma solo a condizione che sia pagata da se stessi e non da terzi, cani inclusi. Lei sarà un critico ma poco di se stesso.
Claude Andreini, claudeandreini@libero.it
UN CANE CHE CREA ARTISTI?
La vicenda del cane sta spaccando l’Italia e ora seminaristi, casalinghe, impiegati di banca, si sentono artisti e in dovere di intervenire per stabilire come e cosa debba essere un artista, dando ovviamente ragione all’autore della performance, sino a ieri sconosciutissimo Habacuc Vargas. Evviva. Raramente ho assistito alla riuscita di una performance come questa.
MEGLIO PERRONE?
Meglio Perrone di Venezia 2003 (”Vicino a Torino muore un cane vecchio”), almeno li’ si ride sapendo che e’ Diego che guaisce.
Marco Galmarini marco.galmarini@gmail.com
PUNTI DI VISTA
Punti di vista, io dico…
ECCO A VOI UNA NEOLAUREATA ITALIANA IN ARTE CONTEMPORANEA
Sono una neo-laureata in storia dell’arte, in particolare in ARTE CONTEMPORANEA. Scrivo solo perchè ho letto i commenti all’opera (OPERA??? ) in cui un cane è stato sacrificato in virtù della poetica espressiva di un artista. Muoiono tanti bambini e tante persone a causa dell’indifferenza? Certo… ma non solo è una gravissima ferita per il genere umano…è sbagliatissimo secondo me affermare che un cane lasciato morire ” mi ha rimandato ai milioni di bambini sofferenti, mutilati dalle guerre o morenti di fame in molte parti del mondo, ha tenuto sveglia e vigile la mia coscienza un po’ insonnolita. Non è anche questo il compito e il ruolo dell’arte?”
La speculazione teorica che si fa sull’arte contemporanea rasenta l’assurdo e troppi “critici ” si lavano la bocca con avanzi di libri che hanno letto… e temo solo per fare bella figura, perchè così sembra che abbiano capito il profondo mistero che si cela dietro le performance artistiche.
Tutte cazzate. Leggiamo di più, informiamoci di più, studiamo di più e non ci sarà bisogno di uccidere un cane per pensare che l’indifferenza è un’arma che uccide in silenzio. Non è arte questa. Allora viva mille volte Fabio Mauri che parla dell’olocausto senza uccidere nessun animale, e con una potenza evocativa mille volte più forte. Come Fabio Mauri ci sono numerosi artisti che si portano avanti una poetica di denuncia. E mi chiedo come tu artista hai potuto assistere a uno spettacolo così crudele? una povera bestia che geme di dolore… e nessuno che fa niente?
Non so se scusare i passanti, i “fruitori”· perchè magari pensavano che qualcuno alla chiusura della galleria sfamasse l’animale.
Ma il mondo dell’arte non dovrebbe legittimare in gallerie e musei atti del genere.
Questa non è arte.
Ci sono infinite possibilità espressive anche irriverenti, volte a denunciare, a far riflettere… la genialità è trovare quella efficace senza dar luogo a crudeltà ingiustificabili.
Picasso con la Guernica ha ucciso qualcuno? No. Goya? Nemmeno. Guttuso? Neppure. Neanche Serrano… almeno i suoi “modelli” sono già morti…non fa male a nessuno.
Mi meraviglio di leggere delle banalità così in una rivista specializzata:
ACCENDI LA TV O FATTI UNA PASSEGGIATA NELLA PERIFERIA DI UNA CAPITALE…VEDRAI CHE LA COSCIENZA SI RISVEGLIA LO STESSO!!!!
Serena Cantagalli serenabry@yahoo.it
GLI SFRACELLI DELLE SCUOLE ITALIANE
Dio mio, quali sfracelli combinano le scuole italiane. Questi neo laureati non sanno scrivere, non sanno cosa sia arte, non conoscono la storia dlel’arte, non hanno mai visto un artista nè una mostra. Ecco come si creano i disoccupati in Italia: sfornando solo dei totali ignoranti. Ma per fortuna non tutti sono come la nostra simpatica interlocutrice.
UN DUCHAMP NAZISTA
Caro Direttore, definisce “benpensanti, anime pie, maestrine” gli autori di lettere di sdegno riguardo all’opera di G. Habacuc Vargas. Poi però racconta la sua reazione alla foto del cane, e parla di “milioni di bambini sofferenti, mutilati [..] morenti di fame”..lo domando senza retorica ‘furba’ e con il massimo rispetto: ma non è anche questo un classico mélo da benpensante? C’è una percezione popolare radicata, che non comprendo, che sembra associare la difesa di una vita animale ad una presunta indifferenza per le sorti di quella umana. Chi difende gli animali cioè, sembra venire percepito come qualcuno che non coglie le cose ‘più gravi’ che riguardano, ad esempio, i bambini sofferenti, o qualcuno che perde tempo in carità da ricche signore con velleità buoniste scollegate dalla dura realtà che le circonda. Ma nulla vieta a chi su Vargas dice ‘criminale’ di battersi o indignarsi in modo eguale per le altre, troppe, porcherie che il nostro pianeta offre alla cronaca o all’oblio.
La mia obiezione a Vargas non è “questa non è arte”, la mia obiezione è “quest’arte Duchamp-nazista non s’ha da fare”. Tra le file di cipressi o il tramonto e il cane torturato, lei ne sa molto più di me, ci sono migliaia di lavori che sanno colpire o turbare con intelligenza e senza pratiche incivili (A. Mendieta, K. Walker, S.Neshat, etc etc), svegliando le coscienze senza aver scelto addormentare la propria per farlo. E noi che li guardiamo potremmo/dovremmo, fare lo stesso.
Alessio Bogani, a.bogani@gmail.com
OPPURE UN LETTORE NAZISTA?
Caro signor Bogani,
lei novello Goebbels ci dice che quest’arte non s’ha da fare? E visto che si parla di cani, lei vorrebbe mettere la museruola all’arte. La quale per fortuna si fa, si autoproduce, anche se lei o io non siamo d’accordo. Miracolo dell’arte.
BESTIE COME NOI
L’arte serve a far parlare e ad evidenziare anche problemi sociali, ma noi non siamo nessuno nè tanto meno abbiamo il potere di togliere la vita a un essere vivente per dire che nel mondo esistono cose bestiali, perchè in quel caso le bestie siamo pure noi. A presto.
Dario Manco emmedi.le@virgilio.it
BRAVO HABACUC VARGAS
Caro amico,
e chi ha mai negato che noi siamo bestie? Mi pare che lei cada dal pero e se ne accorga solo ora. Vedo che il buon Habacuc Vargas ha raggiunto il suo scopo. Evviva.
MI SONO SPIEGATO?
A proposito del cane, l’ho detto altrove e lo dico anche qui. Quale è un compito dell’arte, quello certamente di superare un limite e se stessa. ma qui casca l’asimo, qual’è il limite da superare? dopo un pò di riflessione sono giunto alla conclusione ( ma non solo io) che il limite è mentale, cioè la possibilità che dati fatti eventi possano essere visti e pensati in modo nuovo e diverso da prima: il famoso giardino socratico e la maddelaine proustiana. questo per me è il limite sacro che l’arte deve valicare. quando il limite valicato è solo morale, non c’è un pensiero nuovo, perchè quel fatto o atto, che lo si voglia anche chiamare artistico, è già previsto; lasciare morire un cane, stuprare una donna, inchiavare un albanese (così dico tanto per dire qualche esempio che qualcuno potrà realizzare ma all’occorrenza ne posso fornire un centinaio di altri altrettanti efficaci, magari a compenso) sono mentalmente prevedibili e rompono solo un ordine morale, ciò che non si può fare e pensare, ma oltre quell’ordine morale sono tutti fatti già pensati e pemsabili. la performance del cane equivale a dare dignità di evento artistico all’olocausto, all’nvasione dell’america in Irak, a qualche ultima delle stragi in Africa, sono tutti eventi che sono stati possibili perchè si sono superati dei limiti morali, ma nessuno ha originato un pensiero nuovo, artistico, è per questo che anche se la morale li può contenere, in quanto possibili e realizzabili possono semplicemente ripetersi, e quello del cane non è che l’ultimo atto in ordine di tempo. Invece un sacco usato da Burri,è solo un esempio, che mi porta ad una costruzione rinascimentale, con pari senso e significato è arte perchè prima di allora mai avrei pensato che la mia visione del mondo potesse essere soddisfatta con materiali poveri e in sè insignificanti. non so se mi sono spiegato
Claudio Rossi bonrossi@libero.it
LA NOIA COME INCOMUNICABILITA’
Caro Rossi,
se aggiungiamo alla noia della tua lettera la noia e l’appiattimento procurati dalla tua (quasi) mancanza di punteggiatura, di maiuscole, a capo, il tutto condito con una serie di errori di sintassi, ecc. cadiamo veramente nella incomunicabilità. Come in questo caso.
FINALMENTE UNA VOCE FUORI DAL CORO
Caro Direttore, vorrei dire la mia opinione riguardo alla, secondo me, incredibile performance di Habacuc Vargas, cioè “Un perro enfermo, calejero”. Mi rendo conto che sicuramente sarò impopolare ma la campagna mediatica che è stata fatta contro l’opera di Vargas sa di una ipocrisia spaventosa. Tutti si sono impegnati in una indignazione collettiva, quando dico tutti mi riferisco a quelle persone che nascono incoerenti che di norma non vengono toccati minimamente dalle cose terribili che succedono nel mondo. “Quelli che ben pensano… ” come cantava Frankye energy MC pretendendo di espiare le loro colpe salvando un povero cane ed impegnandosi in un vero e proprio tour de force di iniziative contro l’opera di Vargas. In primo luogo intanto mi sento di escludere totalmente le persone che veramente sono impegnate nella protezione degli animali in secondo luogo credo che Vargas abbia volutamente cercato di provocare la reazione che poi di fatto si è manifestata e gli INCOERENTI ci sono cascati come era naturale che accadesse. Penso che questo artista volesse in qualche modo far vedere al mondo come il “cittadino tipo benpensante” sia pronto a battersi quando la posta in gioco è il qualunquismo generale, pronto invece a dileguarsi o a non impegnarsi quando si tratti di lottare contro le mafie, il clientelismo di cui spesso loro sono i figli, la politica etc. etc. etc.
Concludo dicendo che non sono per niente d’accordo sull’articolo comparso sul Il Giornale di domenica 28 ottobre 2007 scritto da Mario Cervi, a mio avviso Habacuc Vargas non è un pazzo: è stata certamente una performance crudele, terribile, ma essenzialmente funzionante nel processo concettuale, e credo che non volesse nè far morire il cane di fame, ne farlo soffrire; penso invece che fosse già in uno stato terminale ed incurabile.
Marcello Corigliano marcelluswollace@yahoo.it
TANTISSIMI ALTRI D’ACCORDO CON ME
Caro Marcello,
finalmente una lettera di una persona che ragiona, che non si chiude nel bozzolo per non vedere. E purtroppo i miei interlocutori e denigratori sono tanti, come puoi vedere. Ma so, per fortuna, che ci sono moltissimi altri lettori (in maggioranza tra gli artisti e veri appassionati e conoscitori d’arte) d’accordo con me.
A te invece non perdono di avere come riferimento, seppure in negativo, Mario Cervi de Il Giornale.
UN’ALTRA VOCE
Gentile direttore, come tanti sono rimasto sconvolto (e poi incazzato) a seguito della notizia del cane lasciato morire in galleria, anche perchè nei miei dipinti compaiono sempre dei cani. Poi le sue parole, come al solito, mi hanno fornito materiale di riflessione più lucida. In questi giorni ho letto e sentito molte opinioni in merito a questa bollente questione e ho letto anche di chi in maniera un po’ semplicistica esprimeva concetti del tipo: “povero cane, però preoccupiamoci dei bambini…”, ben differente dal suo “questo povero cane mi ha fatto venire alla mente i bambini…”, nel primo caso una differenziazione (che oggi ricercatori come la Goodall ha reso sempre più sottile) come se la nostra capacità di commozione potesse accendersi o spegnersi a comando, nel secondo una partecipazione verso tutte le sofferenze che ci sono nel mondo. E ancora, quando lei afferma “Io ritengo che sia ricerca artistica, forte, anzi estrema, quella di Guillermo Habacuc Vargas che lascia morire di fame il cane incatenato.” rileva semplicemente un fatto oramai incontrovertibile, che questo ci piaccia o meno!
Grazie, quindi per il suo lavoro! Con stima!
Luca Bidoli, info@lucabidoli.it
postato da: borisbrollo alle ore 20:33 | link | commenti
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L’artista è il miglior amico del cane?22 novembre 2007, di GiuseppinaQuello che ho potuto fare e’ trasferire la notizia a Ms. Ingrid Newkirk, PETA, newsmanager@peta.org credo a Peta abbiano esperienza su come agire legalmente in casi di crudelta’ verso animali. Se altri vogliono possono contattare PETA. So che in altri casi analoghi il reponsabile e’ finito in carcere per qualche anno, dipende pero’ dalle leggi del paese, Mr. Vargas puo’ farsi anche lui qualche anno di carcere. Con tutta la mia approvazione.
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L’artista è il miglior amico del cane?17 novembre 2007, di FRANCESCO BONAZZI
CAMPAGNA lav PELLICCE DI CANE IN CINA
Un’investigazione, condotta da Swiss Animal Protection e EAST International, ha portato alla luce orrori inimmaginabili all’interno degli allevamenti di animali da pelliccia in Cina: animali rinchiusi in anguste gabbie di rete metallica, completamente spoglie e senza riparo. Una prigionia che provoca gravi effetti sul loro comportamento: stereotipie, passività, automutilazione, problemi di riproduzione, fino all’infanticidio.
Al momento dell’uccisione gli animali, portati nei mercati all’ingrosso dove le grandi compagnie vanno ad acquistare le pelli, vengono storditi con ripetuti colpi alla testa, inferti con un bastone, con una barra metallica, oppure prendendo gli animali dalle zampe posteriori e sbattendoli a terra con violenza. Gli animali lottano, hanno convulsioni, infine giacciono tremanti a terra: molti rimangono vivi.
Poi arriva l’accetta, ma non per finirli, per mutilare la zampe. La scuoiatura avviene quando molti sono ancora coscienti; anche alla fine respirano ancora e il cuore continua a battere, i movimenti del corpo e degli occhi sono evidenti per altri 5/10 minuti.
Tutto questo è documentato da foto, filmati e rapporti. Puoi vedere con i tuoi occhi se te la senti: www.nonlosapevo.com Si tratta di una breve riduzione per non turbarti troppo.
Dagli allevamenti cinesi provengono la maggior parte degli inserti che vedi nei parka, nei guanti, negli stivali e perfino nei peluche che affollano le vetrine. Articoli a basso costo e ad alto tasso di crudeltà.
La campagna LAV La LAV, a fianco delle associazioni SAP e EAST INTERNATIONAL, sta sviluppando una forte campagna di sensibilizzazione ed informazione dell’opinione pubblica su quanto sta accadendo in Cina, grazie alla complicità del mercato della moda.
Chiediamo al Governo Italiano di approvare al più presto un bando nazionale che vieti l’importazione e la commercializzazione di pelli e pellicce provenienti dalla Cina. Puoi aiutarci informando tutti i tuoi amici su quello che succede ogni giorno in Cina: scarica e diffondi il video denuncia, o invita i tuo amici a visitare il sito www.nonlosapevo.com .
Ospita sul tuo sito uno dei nostri banner (linkandolo a www.nonlosapevo.com)
A CHI GIOVA TANTO ORRORE?
AZIONI IN CORSO
Come_compilare_la_petizione.rtf (504.18 Kb)
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L’artista è il miglior amico del cane?17 novembre 2007, di FRANCESCO BONAZZI
CANI IN CINA
DA FIRMARE E DIFFONDERE IL PIU’ POSSIBILE.
guardate questo video (copiate questo link):
http://www.petatv.com/tvpopup/Prefs.asp?video=fur_farm
http://www.nonlosapevo.it (qui trovi altre petizioni da firmare)
PRIMA LEGGERE QUI :
Il video è durissimo: lo scuoiamento è praticato in Cina sui cani vivi, sono considerati animali da pelliccia e scuoiati vivi. Così non si devono spender soldi per pallottole o altri mezzi di soppressione.
La prassi è molto diffusa in Cina e poco nota in Occidente.
Aggiungete i vostri nomi in fondo alla lista, e poi inviate il tutto ai vostri contatti. Non usate la funzione ’inoltro’, ma il ’taglia e ’incolla’ per evitare le virgolette. Giunti a 500 firme, inviare a PETA2@peta.org Grazie a nome dei cani, che non possono parlare. (vi assicuro che è veramente da voltastomaco, di una crudeltà e una barbarie allucinanti)
00 Lorena Torrente Ruiz (mallorca) 01 02 03
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L’artista è il miglior amico del cane? SCUOIAMENTO DEI CANI in CINA26 febbraio 2008, di VINCENZO CASTALDO, artista, ingegnere, ecc.L’autore di questo video sullo scuoiamento dei cani in Cina, certamente ha qualcosa di artista che non ha il tale Guillermo Vargas (non ricordo e non ho perché ricordare il primo cognome di un tizio che come uomo e ancor di piú come "artista" non merita il mio rispetto). Questo video mi ha fatto rabbrividire con scene che non conoscevo e che non avrei mai immaginato, mi ha creato una maggior coscienza sulla responsabilitá dell’uomo nella difesa degli animali e poi, ...e poi, credo che l’autore non ha ammazzato nessun animale (come ha fatto Guillermito) ma bensí con la sua denuncia ne salverá molti, almeno dalle sofferenze gratuite. Io cercheró di mangiare meno carne e piú latte, formaggi, uova, verdure e la mia sempre amatissima pasta. Cercheró di evitare prodotti provenienti dalla Cina. Solo dal conto mio e grazie a questo video, si salveranno decina di animali. Come si vede, si puó scuotere l’indifferenza e la coscienza fino ai brividi, salvando e non ammazzando! denunciando le atrocitá che personalmente non possiamo evitare, senza crearne di nuove. Su Guillermito non parliamo ancora, non lo merita. Conviene parlare del mondo dell’arte (pubblico spettatore, artisti, curatori, critici, galleristi, ecc.) che deve essere chiaro nei suoi giuduzi e principalmente non soccombere alle "novitá" per ignoranza o mancanza di coraggio per disprezzarle quando lo meritano. Vincenzo Castaldo artista visivo, ingegnere, ecc.
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L’artista è il miglior amico del cane?17 novembre 2007, di FRANCESCO BONAZZI
Rassegna Stampa Sul Web
Agor Magazine Rassegna Stampa Sul Web — Blogs, Pictures, and more ...L’artista è il miglior amico del cane? - di Francesco Bonazzi su Agor@magazine ... Agor@rt Review wrote 4 days ago : 9.610.000 per AGORA MAGAZINE. ... pt.wordpress.com/tag/agor-magazine-rassegna-stampa-sul-web/ - 14k - Copia cache - Pagine simili
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L’artista è il miglior amico del cane?16 novembre 2007, di Francesco Bonazzi
In occasione della pubblicazione di questo primo articolo su Agor@ Magazine
desideravo salutare l’intera Redazione e tutti gli autori-collaboratori.
Francesco Bonazzi
p.s.
se avete dei problemi nello scorrere le pagine dell’articolo
potete facilitare la lettura "scrollando" le pagine dei seguenti blog:
L’ARTICOLO CONTINUA anche su >>> http://bonazeta.wordpress.com/2007/11/15/l%e2%80%99artista-e-il-miglior-amico-del-cane-anteprima/
L’ARTICOLO CONTINUA anche su >>> http://agorareview.wordpress.com/2007/11/16/l%e2%80%99artista-e-il-miglior-amico-del-cane-di-francesco-bonazzi-su-agormagazine/
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L’artista è il miglior amico del cane?16 novembre 2007, di violacolor
ciao piu si parla di vargas e piu facciamo il suo gioco. in un paese dove la cultura vita/morte e diversa non e semplice giudicare.
vargas e severamente condannabile
ma dobbiamo chiederci come proteggere gli animali in un paese dove le priorita non sono le nostre. cosa e divenuto l essere umano ? la sovra informazione e positiva ? o non ci rende piu intolleranti ed aggressivi ?
vargas ha lasciato morire natividad. a londra un uomo ha messo il gatto della moglie nell ascoiugatrice. a genova se nn erro un gatto e stato messo in lavatrice. ……………… ciao a tutti violacolor
Registrato al Tribunale di Roma n° 358/2007 del 27 luglio 07 Edito da Ass.ne Spazio Agorà CF/IVA 97467680589
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