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"Mai come oggi l’arte è presente nello scrutare la realtà e nel denunciare abusi"

L’artista è il miglior amico del cane?

Guillermo Habacuc Vargas ora rischia di non essere ammesso alla ‘Biennale Centroamericana 2008’."Questa performance - scrive Giancarlo Politi- in qualcuno (spero molti) ha risvegliato le coscienze, in altri la falsa pietà invernale di chi poi in estate abbandona il cane in autostrada". Ma resta il dubbio avanzato in primis dal blog il Disinformatico che possa essere una bufala.

venerdì 16 novembre 2007 di Francesco Bonazzi


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Guillermo Habacuc Vargas uccide un randagio in galleria. Ora si scusa. qui tutte le foto Oltre 200.000 persone da tutto il mondo, in pochissimi giorni, hanno espresso la propria indignazione. Una lettera a Giancarlo Politi, direttore di Flash Art, una poesia e un percorso ipertestuale dove il web è in fibrillazione.

IPERTESTO

adnkronos

Uccide cane per ‘arte’, Guillermo Habacuc Vargas si scusa Oltre 150.000 persone da tutto il mondo, in pochissimi giorni, hanno espresso la propria indignazione. Adesso l’artista del Costa Rica, che rischia di non essere ammesso alla ‘Biennale Centroamericana 2008’, ammette l’errore commesso e afferma che avrebbe dovuto salvare l’animale invece di lasciarlo morire. Guarda la fotogallery

– Biennale a rischio per Guillermo Habacuc Vargas, lo ‘’peudoartista’’ 50enne del Costa Rica che ha messo in mostra un cane randagio (guarda la fotogallery), legato in un angolo della sala, lasciandolo morire di fame e sete. Oltre 150.000 persone da tutto il mondo, in pochissimi giorni, hanno espresso la propria indignazione verso quella che, secondo loro, non può essere certo considerata un’opera d’arte.

A quanto pare Vargas avrebbe pagato dei bambini affinché catturassero un cane per poi utilizzarlo come ‘opera d’arte’ che consisteva appunto nel guardare l’agonia e la sofferenza fino alla morte. Ai visitatori sarebbe stato vietato di portare cibo e acqua e chiunque cercava di avvicinarsi per accudire l’animale veniva allontanato in malo modo con insulti. Sopra il cane morente, una scritta fatta di croccantini con la frase: ‘Eres lo que lees’ (‘Sei quello che leggi’). Secondo l’’artista’ lo scopo era quello di testimoniare l’indifferenza dell’essere umano nei confronti di altri esseri viventi. In un’intervista rilasciata a la ‘Nación’, ha dichiarato: “Lo scopo del lavoro non era causare sofferenza alla povera innocente creatura, bensì illustrare un problema. Nella mia città natale, San Josè, Costa Rica, decine di migliaia di randagi muoiono di fame e malattia e nessuno dedica loro attenzioni. Ora, se pubblicamente mostri una di queste creature morte di fame, come nel caso di Nativity, ciò crea un ritorno che evidenzia una grande ipocrisia in tutti noi. Nativity era una creatura fragile e sarebbe morta comunque su una stradaâ€.

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