Mons. Bregantini accetta il trasferimento: chi obbedisce si santifica.
sabato 10 novembre 2007 di Enza Beltrone
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In prima linea contro la cultura della criminalità e del riscatto sociale. Pronto a infondere fiducia nei giovani e a manifestare il proprio sostegno. Quello che un vero padre sa fare. Il Bregantini imprenditore che ha supplito la mancanza di coraggio di coloro che in Calabria non sanno investire in attività lavorative per lo sviluppo del territorio lasciando carta bianca al vivaio malavitoso.
Incalza: “È certamente una promozione che non volevo. Ma non siamo nella logica del potere bensì in quella del servizioâ€. Non nasconde il suo dispiacere nel dover lasciare Locri è una dolce dimostrazione del valore che dà alla sua gente, l’amore verso i suoi giovani, gli stessi che ne piangono la perdita in Cattredale a Gerace durante il suo ultimo saluto alla comunità .
Lacrime significative di coloro che in Bregantini hanno trovato la via della speranza, della legalità e dell’amore. Non lontani i suoi insegnamenti sui colori dei “tulipani†e sulle virtù di ogni essere umano, né del “lievito†metafore che hanno saputo infondere coraggio in una popolazione che ne bisognava e ne necessita ancora. Sorrisi, parole e carezze calde di un padre che è stato in grado di leggere le esigenze dei suoi figli semplicemente guardandoli negli occhi. Uomo di fede che ha toccato le anime senza fermarsi alle apparenze. Nessun dubbio sulla via da seguire, la stessa da consigliare ai suoi figli.E quando il figlio ammalato comincia a dare cenni di reazione, ancora troppo timidi e deboli, è privato dell’ossigeno che lo alimenta. E seppur la decisione arrivasse dalla Santa Sede non appare chiara né condivisibile!
La beffa arriva dalla motivazione della Bolla che conferma il trasferimento di Monsignor Giancarlo Bregantini che qualifica il trasferimento come promozione per il suo operato. Ci si chiede ma quale promozione rimette un funzionario a semplice segretario? Ovvero, perché affidare un progetto articolato e complesso lungo ben 13 anni a qualcuno che dovrà ripartire dall’osservazione partecipante, rischiando di azzerare il tempo? La realtà è comunque che dal 15 gennaio 2008 padre Giancarlo sarà all’arcidiocesi di Campobasso-Poiano!
Probabilmente la risposta più consona, se non diplomatica, la fornisce lo stesso protagonista della vicenda quando si rivolge ai fedeli e dice: “La vita è cammino non è stasi, ed è doloroso che vi lasci. Ma se non avessi obbedito, cosa mi avrebbero potuto dire i tantissimi parroci che ho trasferito in questi 13 anni di mia permanenza nella diocesi di Locri-Gerace?. Chi obbedisce si santifica. L’obbedienza è principio di ogni virtù e crea sempre la paceâ€.
L’accaduto si veste di strano. Decisione incomprensibile forse perché arrivata nel momento in cui la Locride necessita una guida pura, lontana dagli inganni della politica o dagli affari di criminalità . Chi obbedisce si santificherà come fece Gesù Cristo nel suo calvario ma per la Calabria, nel caso specifico la locride, quando il calvario avrà fine senza una mano che gli assicuri la redenzione? È vero che l’accettazione produce pace ma per conservarla viva nel tempo essa deve nutrirsi d’ascolto.
Ci si potrebbe domandare se gli artefici di tale decisione abbiano ascoltato a sufficienza? Ricordare con padre Giancarlo che “la vita è cammino non è stasi†verso la lotta alla criminalità per l’amore e la pace.
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Enza Beltrone
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