Una legge elettorale condivisa, che preveda la preferenza, per andare a votare!
sabato 10 novembre 2007 di Umberto Calabrese
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Alla fine l’unico commento proviene da Giordano: "L’incontro - dice una nota del Prc - è servito ad approfondire il dialogo sui temi inerenti le riforme istituzionali, con particolare riguardo alla legge elettorale. La riunione, nel corso della quale non si è entrati nel merito d’alcun modello, ha avuto un esito molto positivo, in particolare riguardo al comune intento di costruire in breve il piĂą ampio confronto tra le forze parlamentari".
L’incontro ha suscitato polemiche. Per l’On Cota, vice presidente dei deputati della Lega, “un Presidente della Camera, per correttezza, non dovrebbe partecipare a vertici politici.”
La giornata era cominciata con l’apertura dell’UDC a Veltroni, "Siamo pronti al dialogo" dice Cesa, "già dalla prossima settimana siamo disponibili ad un confronto punto per punto, nel merito, per valutare quello che è positivo e quello che non lo è.La riforma elettorale deve essere seria, deve garantire governabilità al Paese, maggioranze che si basino su accordi politici e non su numeri e che ridiano al cittadino la possibilità di scegliersi il parlamentare".
In serata arriva la precisazione da il presidente del partito Pier Ferdinando Casini: "Non è che Cesa ha aperto a Veltroni. Cesa giustamente ha detto quello che diciamo tutti noi, cioè che non siamo stati eletti per lavorare in Parlamento. Quindi lavoriamo e lavoreremo sulla riforma elettorale e sulle altre questioni. Mi sembra che un atteggiamento diverso sarebbe irresponsabile".
Montezemolo auspica “un patto tra i soggetti più responsabili di entrambe le coalizioni. Gran parte della politica è lontana da quest’impostazione e fa prevalere logiche di partito e schieramento. Richiamo tutti a scelte limpide e coraggiose nell’interesse del Paese”. Poi si lancia in un giudizio "il Quadro delle ultime settimane è desolante” e continua il Presidente di Confindustria, ”liti e contraposizioni continue all’interno della maggioranza, altrettanto nell’opposizione. Rischia di diventare incolmabile il solco politica – cittadini”.
All’analisi di Luca Cordero di Montezemolo, va ricordata la delusione di Arturo Parisi, che dalle pagine di Repubblica denuncia “un golpe”, “un partito preconfezionato, imposto e non eletto da nessuno”.
Sistema francese, tedesco, spagnolo, chi sa se i cittadini comprendono e soprattutto sanno le differenze fra i vari sistemi? Perché Massimo D’Alema, alla vigilia dell’incoronazione di Veltroni, a indicato in un’intervista che era favorevole al sistema proporzionale tedesco con sbarramento del 5%? In perfetta sintonia con Francesco Rutelli.
E perché W. Veltroni, nella sua replica a Milano si dice da sempre favorevole al doppio turno francese. Ma è disponibile alla scelta condivisa?
I cattolici dell’Udc, sono da sempre favorevoli al sistema tedesco. E quindi che necessità c’è di un proporzionale tedesco, mischiato a quello spagnolo, che lo trasforma in un quasi maggioritario?
Mastella è contrario a ogni cambiamento, con sbarramenti….e non è il solo a sinistra e a destra.
Noi cittadini, siamo esterrefatti, a noi non sembra cosi complicato, colmare la distanza fra politica e cittadini. I cittadini vogliono partecipare e scegliere.
Qualsiasi sia il sistema elettorale di riferimento noi elettori vogliamo:
1) introduzione delle primarie aperte per la scelta dei candidati, 2) voto di preferenza unica
Ma di questi due punti non c’è traccia nelle dichiarazioni, e nelle proposte, e la distanza fra politica e cittadini aumenta , ma io penso che è piĂą corretto affermare che aumenta la distanza fra questa classe di politicanti e i cittadini che credono nelle Politica come partecipazione al bene comune. E’ tempo che la solidarietĂ riprenda a muoversi prima che l’egoismo di questi giorni prende il sopravento.
“I generosi” ed “i responsabili” sono chiamati ad agire per il bene comune.
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Umberto Calabrese
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