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by ComingSoon.it
Una storia di ordinaria follia, contro il malambiente lotta una piccola comunità nel Veneto

Presidio contro il sacco del territorio in provincia di Vicenza

dal presidio di San Pietro, frazione del Comune di Rosà ( Vicenza )

mercoledì 14 novembre 2007 di Roberto De Giorgi


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Una storia di una piccola comunità che è cresciuta su una vicenda sporca. Dove l’intreccio tra interessi economici e politica sono evidenti ed a farne le spese sono i cittadini e l’ambiente. Dal 2002 è presente un presidio e la battaglia ora si sposta in tribunale.

"Quello che andrai a leggere e vedere nelle prossime pagine di questo sito non ha nulla a che fare con le solite pagine web che hanno sempre qualcosa da venderti. Purtroppo non è nemmeno la storia di fate buone contro orchi cattivi, ma è solo realtà cominciata a piccole dosi nel 1990"

Così avverte il navigatore il sito del presidio di San Pietro, una frazione del Comune di Rosà (provincia di Vicenza) a sud di Bassano del Grappa.

17 anni di battaglie di una comunità pervicace, attenta e laboriosa. Qui si è consumato un delitto ambientale "coperto", sottaciuto, intriso di interessi economici che è ben rappresentato dal bel documentario realizzato dal presidio.

Mi manda questo materiale Giancon da Padova, di un altro comitato che lotta contro un inceneritore che gli stanno costruendo a 150 mt da casa. Lotta personale e collettiva che si intreccia su questa assurda vicenda italiana degli inceneritori.

Mi scrive Giancon "Qua siamo sempre alle solite, stiamo aspettando che un consigliere presenti una mozione fatta da noi al consiglio di quartiere e dopo vediamo. Intanto siamo arrivati a 1050 firme pronte".

Una nota stonata del Veneto che pur brilla nel panorama nazionale per essere la prima regione Italiana a traguardare e superare il 40% di raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Un altra storia della provincia di Vicenza, già fibrillata dalla questione della base americana Dal Molin che ha fatto tremare il Senato.

Il documentario è molto esplicativo ma voglio riassumere i fatti per quello che dicono. La querelle nasce intorno ad una Zincheria. Il problema stavolta non è tanto quello delle emissioni di tale apparato, quanto la profonda ferita inferta al territorio e per quello che è accaduto dopo. Sotto accusa lo sbancamento che ha distrutto siepi ed essenze naturali, pre-esistenze archeologiche e stato sostituito con rifiuti tossici (e su questo sconcio indaga la magistratura).

Il tutto condito con quel intreccio di conflitti di interessi che vede all’origine di tutto, un titolare della impresa che è fratello dell’allora Sindaco e l’attuale Sindaco che era all’epoca assessore. In perfetto Italian style che non c’entra con il Made in Italy di quell’area economica.


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