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Osservatorio nazionale sull’informazione per la legalità e contro le mafie

Il seminario è organizzato dalla Fondazione Libera Informazione

mercoledì 14 novembre 2007 di Cristina Liguori


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Contro ogni tipo di mafia, la Fondazione Libera Informazione organizza un seminario diretto ai giornalisti ed al mondo dell’informazione. L’evento è fissato per giovedì 22 novembre presso la sede dell’Università per la legalità a Casal Di Principe in provincia di Caserta dalle ore 9.30/16.00. Riceviamo e pubblichiamo la lettera di presentazione.

la Fondazione Libera Informazione è realtà. Lo scorso 19 settembre la prima uscita pubblica, con la presentazione nei saloni della Fnsi a Roma, con la partecipazione tra gli altri del presidente di Libera don Luigi Ciotti, del presidente della Fondazione Libera Informazione Roberto Morrione, il presidente della commissione parlamentare antimafia Francesco Forgione, il presidente della Fnsi Paolo Serventi Longhi (è on line una sintesi video dell’incontro).

La Fondazione ha nell’Osservatorio sull’informazione contro le mafie il suo motore. Siamo già on line con un sito-vetrina provvisorio (www.liberainformazione.org), siamo al lavoro per costruire un vero e proprio portale dell’antimafia, un luogo di incontro tra le associazioni (piccole e grandi) che si occupano di lotta alla criminalità organizzata e il mondo dell’informazione (media nazionali e locali).

Parecchi di voi hanno preso parte ai lavori degli stati generali dell’antimafia (Contromafie 2006) dove su impulso di Libera è stata partorita l’idea di un osservatorio sui media. Parecchi di voi hanno contribuito al progetto. Si tratta adesso di stringere ancora di più i rapporti, per sviluppare la fase operativa. E per questo Libera Informazione andrà sui territori, organizzando seminari su informazione e mafie a partire dalla regioni “occupate†dalla criminalità organizzata.

Obiettivo fondante dell’osservatorio è quello di creare una rete tra i micromondi dell’antimafia e della stampa locale (associazioni, fondazioni, comitati, siti web, blog, quotidiani, emittenti radio e tv, riviste, singoli attivisti, enti locali e istituzioni decentrate) e il grande mondo dell’informazione nazionale. Dunque, da una parte fare rete raccogliendo notizie, informazioni, spunti, lavori e progetti, dall’altra opera di pressione sui media italiani, per dare spazio a quelle notizie (non solo in negativo) che spesso faticano a trovare spazio nei palinsesti di radio e tv e sulle colonne dei giornali.

Il contributo che chiediamo a quanti si trovano ad operare nelle realtà locali è quello di diventare una sorta di antenna, un riferimento per l’osservatorio da un lato e per l’esterno dall’altro. Con forme da specificare, si tratta di segnalare casi, notizie, di intervenire con articoli e reportage, pensando da subito a costruire una rete capillare che connetta informazione, associazioni, istituzioni e società civile. Da un lato una collaborazione volontaria e gratuita, dall’altro una vetrina nazionale e la legittimazione di quello che vorremmo diventi un autorevole riferimento per chi si occupa di lotta alle mafie.

Ai professionisti dell’informazione chiediamo attenzione costante, apertura alle sollecitazioni che verranno dall’osservatorio e un contributo in prima persona per fare del tema mafie una priorità.

I materiali dell’osservatorio sono già on line sul sito provvisorio www.liberainformazione.org

Obiettivi dell’osservatorio

1. La creazione di un portale web per:

• dare spazio alle voci locali (stampa, associazioni, realtà editoriali minori)

• spingere i media nazionali a dare priorità al tema mafie (segnalando le notizie locali, proponendo inchieste e approfondimenti)

• diventare un riferimento per chi si occupa di mafie (mettere in rete l’antimafia)

• creare una rete capillare tra media, realtà antimafia, istituzioni, società civile

• costruire un archivio digitale dell’antimafia (foto, video, prodotti Teche Rai, audio, sentenze, documenti)

• fornire strumenti giornalistici sulle mafie (rassegna stampa, newsletter, servizi, approfondimenti, reportage, inchieste, dossier, testimonianze, interviste, agenda degli appuntamenti, segnalazioni di libri e video, segnalazioni di lavoro ecc.)

2. Il rilancio di iniziative legislative, sociali e associative per contrastare le mafie anche sul piano culturale

3. La promozione di ricerche e studi

4. La nascita di un network radiofonico, a partire dal collegamento stabile con LIBERA RADIO, format dell’emittente bolognese Radio Città del Capo collegata a Radio Popolare

5. La creazione di un archivio cartaceo e multimediale aperto e fruibile

6. L’avvio di iniziative di formazione per insegnanti e studenti delle scuole e dei master di giornalismo, ma anche per i professionisti del settore, in collaborazione con le università e le organizzazioni della stampa

7. La definizione di collegamenti stabili con enti locali, commissione parlamentare antimafia, Dna, procure, sindacati, coop e associazioni, scuola e università, per riportare la lotta alle mafie tra le priorità dell’agenda nazionale

Modalità

Creazione di presidi territoriali costituiti da:

• la rete di Libera sui territori

• collegamenti a livello locale

• giornalisti di nera e giudiziaria, giornalisti amici, cronisti volontari, blogger, mediattivisti

• fanzine, riviste, fogli, siti web, osservatori, legati al tema mafie

• associazioni antimafia, fondazioni, sindacati, istituzioni locali, forze dell’ordine, procura


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