L’Attico festeggia cinquant’anni
domenica 18 novembre 2007 di Fabio Sargentini
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Litigammo per il cospicuo sconto che Palance pretendeva per l’acquisto di un quadro di Victor Brauner. Io, alle prime armi nel ruolo di venditore, gli avevo subito chiesto il prezzo minimo, mentre avrei dovuto barare, alzarlo ad arte come fanno tutti, e poi abbassarlo per compiacere il cliente.
Rischiammo la baruffa, evitata in extremis dall’amico che me l’aveva portato e che si frappose fra noi al momento giusto. Saputa la cosa, mio padre mi fece una ramanzina: “Sciocco, devi aumentare il prezzo, e poi abbassarlo!â€. Io tornai a casa da mia madre e scoppiando a piangere dissi: “ Mamma, è un mestiere basato sulla menzogna!â€.
Non ho mai imparato bene la lezione. Ma se ho tratto da questo lavoro fonte di sostentamento, la mia parte l’ho fatta, anche se non sono mai entrato nella parte del mercante. Non è nella mia natura, ho sempre sofferto di calarmi nel ruolo. Ripeto sempre a me stesso che ho fatto il mestiere sbagliato nel modo giusto. E oggi, guardando e riguardando i manifesti che testimoniano le mostre di mezzo secolo, mi sembra che emanino più passione autentica che spirito venale.
Ora questi manifesti li troverete attaccati con le puntine, senza cornici, come i vagoni di un trenino viaggiante sui muri dell’Attico. E’ una raffica di nomi impressionante, pittori, scultori, danzatori, musicisti, poeti, attori, performers, filmakers che hanno interessato mio padre e me. All’inizio prevalenti furono le arti visive. Poi io ebbi l’intuizione di uno spazio nuovo, dove far interagire tutti i linguaggi dell’arte tra loro. La mia iniziazione al teatro nasce da lì. Fu allora che l’Attico, ironia non voluta, finì in un garage, per poi risalire in paradiso…
Certo, cinquant’anni non sono pochi, ne sono fiero ma anche un po’ sgomento. Ho pensato che la luna fosse il soggetto adatto a rappresentare tutto questo lasso di tempo trascorso. Quante volte nei film western abbiamo sentito gli indiani identificare il tempo passato da una battaglia all’altra con il numero delle lune avvicendatesi nel cielo?
Claudio Palmieri, a cui è piaciuta l’idea, le darà forma pittorica dipingendo dal vivo per il pubblico del vernissage un quadro che rispecchia questi anni lunari. Nel lungo corso dei quali, da ognuno degli artisti dei manifesti, nessuno escluso, ho tratto qualcosa per essere quello che sono.
domenica 25 novembre 2007 ore 18
Associazione culturale L’Attico Via del Paradiso, 41 – Roma Tel. / Fax: 06/6869846 sargenti3@sargentinifabio.191.it
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