Acqua: Adiconsum dice "no" a costi aggiuntivi e impropri per i consumatori
lunedì 8 febbraio 2010 di Consumatori
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ACQUA
Adiconsum: basta ai costi impropri caricati sugli utenti
I costi per la manutenzione e l’ammodernamento della rete siano caricati sui gestori
Adiconsum chiede il rispetto dell’art. 2, c. 461, Finanziaria 2008
e l’apertura di un tavolo di confronto
Il “bene acqua” - dichiara Paolo Landi, Segretario generale Adiconsum - è un bene pubblico inalienabile e bene ha fatto il Governo a mantenere sotto il proprio controllo una risorsa così preziosa per la sopravvivenza delle persone.
Adiconsum, però - continua Pietro Giordano Segretario nazionale - denuncia il pericolo che la gestione privata delle reti idriche, se non disciplinata da precisi vincoli contrattuali, può originare con abusi e oneri tariffari impropri che nulla hanno a che vedere con i costi reali di un servizio pubblico.
Per Adiconsum, devono essere assolutamente esclusi costi aggiuntivi a carico dei consumatori, che finiscono nelle casse di Comunità Montane o che vengono utilizzati per la raccolta delle acque reflue. Costi impropri e inammissibili imposti impropriamente in bolletta da alcuni gestori.
Agli Enti locali che danno in gestione le risorse idriche del territorio, Adiconsum chiede che venga rispettato l’art. 2 comma 461 della Finanziaria 2008 che in materia di tutela dei consumatori e degli utenti dei servizi pubblici locali stabilisce:
l’emanazione della “Carta della qualità dei Servizi” da parte dei Gestori da redigere e pubblicizzare in conformità ad intese con le Associazioni dei Consumatori e le associazioni imprenditoriali;
la consultazione obbligatoria delle Associazioni dei Consumatori;
la verifica costante degli standard di qualità del servizio erogato, congiuntamente alle Associazioni dei Consumatori;
l’informazione e la trasparenza sui dati riguardanti i reclami degli utenti.
Valeria Lai
(uff. stampa Adiconsum nazionale)
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