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Capolavori dalla città proibita. Qianlong e la sua corte

giovedì 22 novembre 2007 di Francesca Mentella


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Immediatamente a nord della Piazza Tiananmen a Pechino, si trova La Città Proibita, l’antica residenza delle dinastie dei Ming e dei Qing, membri della casa imperiale. Vi si accede attraverso il Tiananmen, cioè dalla Porta della pace celeste. Nessuno vi poteva entrare senza l’esplicito permesso dell’Imperatore, per questo fu una "città proibita"…

Nella storia cinese l’imperatore è sempre stato il simbolo della nazione, fulcro dello stato centralizzato e del potere autocratico. I sovrani di ogni dinastia, per decorare il palazzo ma anche per appagare le loro ambizioni, si procurarono oggetti preziosi. Oggi la reggia non è solo l’antica residenza degli imperatori ma è anche un museo dove sono racchiuse le più vaste collezioni d’arte del Paese.

Roma, l’Italia, omaggia con una mostra, al Museo del Corso, la Città Proibita e la stirpe dell’imperatore Qianlong, raccontando la vita e il fasto che la Cina conobbe negli anni del regno che andarono dal 1711 al 1799. Mentre in Europa i grandi cambiamenti della Rivoluzione francese delineavano sempre più nettamente il profilo della cultura occidentale, nelle "più lontane contrade d’oltremare" si andava sviluppando, parallelamente, una cultura non meno raffinata e colta. Sotto il regno di Qianlong la Cina conobbe un periodo di grande splendore, di prosperità economica, di stabilità politico militare ma, soprattutto, l’impero conobbe un forte rinnovamento culturale e spirituale.

La corte di Qianlong accolse uomini di cultura, artisti, scienziati e anche sotto il profilo filosofico e religioso l’imperatore seppe far convivere nella tolleranza ideologica vari credi, in un clima che oggi potremmo definire ecumenico. L’imperatore approfondì e accolse la tradizione buddista tibetana, curava le fedi più strettamente cinesi come il taoismo o il confucianesimo, di cui era il massimo rappresentante, ma rispettò profondamente le religioni "straniere" come cristianesimo e islam. Al cristianesimo s’interessò in seguito alla presenza dei missionari religiosi, in particolare gesuiti, dediti al proselitismo certo, ma anche forieri di cultura e scienza di un Occidente lontano.

Cina e Italia: il pensiero corre inevitabilmente a Marco Polo. In realtà le relazioni tra i due Paesi hanno una storia che risale all’impero romano e alla dinastia Han. Già nel primo secolo avanti Cristo la Cina era ben nota a Roma in ragione della seta. Secondo le notizie storiche riferite nel libro Naturalis Historia scritto dal naturalista e storico romano Plinio il Vecchio, la seta cinese era famosissima in tutto il mondo allora conosciuto. Le patrizie romane amavano vestirsi di seta, esaltando così la loro bellezza. Per lunghi periodi la seta è stata motivo di comunicazioni pacifiche tra i diversi Paesi attraversati dal suo percorso, contribuendo ad una migliore comprensione tra i popoli. Ancora oggi la Via della Seta è riconosciuta come simbolo dell’amicizia tra Est e Ovest.

Il XVIII secolo fu importante per i rapporti e gli scambi culturali tra l’Italia e la Cina, lo dimostra anche la presenza alla corte di Quialong del gesuita pittore lombardo Giuseppe Castiglione. Poco conosciuto dalla critica, questo artista presente in mostra con le sue opere, sbarcò nel 1715 a Macao, portando con sé un bagaglio di cultura europea. Catapultato ben presto in un mondo in cui i parametri, i gusti estetici e il modo di intendere la pittura erano completamente diversi dai nostri, adattò le sue conoscenze alla cultura locale abbandonando l’uso prospettico in favore dell’assonometria, il paesaggio naturalistico in favore di quel fine decorativismo tipico dell’estetica cinese. Questa sintesi tra le due culture valsero al Castiglione la profonda stima dell’imperatore, il quale scrisse di suo pugno l’epitaffio per la morte del gesuita. La mostra, curata dal Professor Gian Carlo Calza, è una finestra di conoscenza su questa cultura. E’ stata concepita in tre sezioni che intendono rappresentare i vari aspetti della vita dell’imperatore: guerriero, amministratore, patrono delle arti.

Il potere, la vita culturale e privata, l’impero universale di Quianlong vengono palesati nella mostra grazie al sapiente allestimento dell’Architetto Caputo e dell’Architetto Paolo Di Pasquale (StudioIllumina: www.studioillumina.com) ai quali va il merito di aver saputo interpretare, in uno spazio oggettivamente molto piccolo, la grandiosità e il fasto di una reggia: la più grande del mondo poiché conta novemila tra saloni e sale; una residenza splendida, che da ormai venti anni vanta la sua presenza all’interno del World Heritage, ovvero la lista Unesco del patrimonio mondiale dell’umanità.

L’allestimento della mostra si avvale anche della presenza di raffinate installazioni sonore sperimentali appositamente concepite dal Maestro Michelangelo Lupone ( www.crm-music.it). E’ una musica che stimola l’immaginario del fruitore, immergendolo nell’atmosfera della Città Proibita. Le installazioni si collocano in due momenti importanti dello spazio espositivo: l’ingresso (alla Città Proibita) e il corridoio, passaggio dalla sfera privata dell’Imperatore a quella pubblica (sala del trono). La musica (diffusa con procedimenti speciali quali la vibrazione dei materiali e la riflessione) non è affatto invasiva ma emozionale e costituisce uno sfondo percettivo coerente e differenziato in base al carattere degli ambienti.

In un mondo attraversato dalla paura e dalla diffidenza la cultura è un mezzo fondamentale per il dialogo tra le civiltà. Nella consapevolezza dell’amicizia tra i popoli e nella consapevolezza che la cultura e il mondo da cui proveniamo non è l’unico possibile, questa mostra si profila come un momento di riflessione e conoscenza dell’altro da sé, per decondizionare lo sguardo e per rendere familiare ciò che ci è estraneo.

Info: Capolavori dalla città proibita. Qianlong e la sua corte. Dal 20 novembre 2007 al 20 marzo 2008. Roma, Museo del Corso, Via del Corso 320. Tutti i giorni dalla 10 alle 20. Lunedì chiuso. Intero € 9.00, ridotto e ridotto gruppi €7.00, ridotto scuole €4.00.

Informazioni e prevendita 06. 661345 www.biglietto.it; www.museodelcorso.it; www.mondomostre.it; www.associazioneculturaitalia.it


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