Birmania: conclusa la missione congiunta Popoli - l’Uomo Libero onlus
giovedì 11 marzo 2010 di Redazione Politica
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Si è conclusa da poche ore una nuova missione congiunta di "Popoli" e "l’Uomo Libero" nella regione Karen. I volontari riportano buone notizie, dopo un anno e mezzo in cui avevamo dovuto registrare numerosi avvenimenti drammatici.
Dopo essere stati testimoni della rioccupazione di diverse aree nel distretto di Dooplaya, avvenuta nelle prime settimane di febbraio da parte degli uomini del colonnello Nerdah Mya, si è potuto assistere alla toccante scena di numerosi profughi interni che, lasciati i loro ripari di fortuna e i nascondigli in cui si erano rifugiati dopo l’arrivo delle truppe birmane, chiedevano di potersi stabilire nelle vicinanze del campo militare allestito dall’Esercito Karen di Liberazione Nazionale (KNLA), per poter godere della loro protezione.
La missione ha avuto anche l’obiettivo di verificare lo stato del primo villaggio edificato nel 2008 grazie al progetto Terra e Identità e battezzato Kow Hla Mee e lo stato della fine lavori di Kow Hla Mee North, il nuovo villaggio costruito nel 2009. Entrambi realizzati grazie anche all’importante contributo della Regione Trentino Alto Adige.
Buone notizie quindi, anche se la situazione nella regione Karen resta di estrema gravità: l’esercito birmano non ferma gli attacchi contro gli obiettivi civili, una pratica infame che dovrebbe imporre alle diplomazie una intransigente presa di posizione nei confronti della giunta militare con cui si sta trattando in vista delle annunciate ma ancora non programmate elezioni. Nei giorni scorsi l’Unione Nazionale Karen (KNU) ha chiesto al Segretario Generale dell’ONU di porre come condizione alla continuazione di un dialogo con il regime di Rangoon la cessazione immediata da parte dei Generali di ogni attività militare contro la popolazione civile.
Una richiesta che sarà a breve inoltrata anche all’inviato speciale per la Birmania dell’Unione Europea.
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