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Marte: una nuova galleria d’arte non planetaria ma… a Roma

sabato 24 novembre 2007 di Barbara Martusciello


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Da Venerdì 23 novembre ha aperto a Roma un nuovo spazio espositivo, a conferma che la città gode di una vitalità culturale notevole e di un ottimismo ammirevole: doti e fatti, però, inferiori rispetto alla reale buona salute e qualità del suo Mercato, checché si creda o si voglia far credere. Tant’è. Marte si preannuncia come un nuovo luogo di aggregazione e di scambio culturale per favorire una riflessione sull’arte e sulla società stabilendo un confronto trasversale tra i diversi linguaggi espressivi: questo è nelle intenzioni di Marta Fegiz Palombelli e Laura de Ludicibus, le galleriste.

Le due signore dell’arte, in particolare, ci comunicano il loro interesse isnistito per la percezione e la trasformazione del paesaggio, inteso come spazio diffuso: fatto di frammenti, stratificazioni, in cui natura, architettura e multimedialità costruiscono scenari ogni giorno diversi. Ecco, quindi, motivata la scelta di Gabriele Pierluisi che apre la mostra inaugurale di Marte. Il fotografo, infatti, interpreta il paesaggio urbano nelle sue differenti dimensioni: dalla scala territoriale all’estensione minima e intima del dettaglio di un oggetto quotidiano.

Non è un caso che Pierluisi sia un architetto e che la sua tesi –è Dottore di Ricerca in Rilievo e Rappresentazione dell’architettura e dell’ambiente– sia stata sul rapporto fra disegno e formatività architettonica. Anche per questo le sue opere interagiscono profondamente con gli spazi in cui vengono immesse.

Massimiliano Fuksas ha scritto, che per un architetto può essere rischioso "non rinunciare all’ispirazione e al piacere della manualità", soprattutto "in un’epoca in cui il concettuale mal compreso si può ridurre a forme marcate dall’assenza di emozioni. Accettare se stessi è forse più difficile che accettare gli altri. Gabriele Pierluisi i rischi possiamo dire che li ha presi tutti".

E’ lo stesso artista a chiarire il carattere del suo lavoro di contaminazione: "è fondamentale operare sui confini delle varie discipline artistiche, in particolare sui bordi sfumati tra pittura, pittura digitale e fotografia digitale, architettura-design e paesaggio. L’arte contemporanea è sempre un fatto ambientale e quindi l’opera è sempre un’operazione spaziale".

La mostra espone, accanto a paesaggi urbani Sequenze (2007), stampe digitali e acrilico su alluminio, acquerelli e disegni di studio, anche i trittici da tavolo Paesaggi italiani (2005), impostati su una prima fase digitale che produce una stampa successivamente piegata e dipinta. La parte finale del lavoro, coerentemente con il linguaggio adottato dall’autore, consiste in una definizione di spazio: l’opera viene messa in relazione non solo con l’ambiente nel quale si trova ma anche con il corpo dell’artista che lascia sulla sua superficie segni pittorici e modifiche strutturali. Una sorta di sovrapposizione concettuale tra corpo urbano-cittadino, diffuso, rizomatico, e corpo che lo abita agendolo e giustificandolo, quando non costruendolo…

Sottolineano dalla galleria che la "ricerca sul paesaggio e sull’immagine della città sviluppata da Gabriele Pierluisi negli ultimi anni si collega strettamente con l’analisi che vuole condurre MARTE" che si focalizza, come premesso ma rilanciando, sulla realtà in cui culture e memorie sedimentate possano generare nuove visioni".

La mostra si avvale di un catalogo edito dalla galleria con una introduzione di Massimiliano Fuksas, come citato, e un testo critico di Camilla Pignatti Morano.

Dettagli e informazioni: MARTE (galleria@m-artegalleria.com; tel.: 06.97602788), Vicolo del Farinone 32, 00193 Roma. Inaugurazione: venerdì 23 novembre 2007, ore 19.00; la mostra è in corso sino al 16 febbraio 2008 (chiuso per le festività natalizie: dal 22 dicembre al 6 gennaio) con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19; mattina e sabato su appuntamento. Ufficio Stampa: Novella Mirri (ufficiostampa@novellamirri.it)


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