ANNO XIII  Giugno 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 14 Settembre 2017 00:00

Il debito pubblico, la fregatura dello Stato e i cittadini non lo sanno

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A Palagianello, comune in provincia di Taranto, da una idea di due forze sociali e culturali, «Palagianello Bene Comune» e l’associazione «Nord/Sud.»  il 12 settembre 2017 è stato organizzato il convegno sul tema «Come abbattere il Debito Pubblico».

Detta così appare una sorta di utopica rivendicazione di intellettuali, anche perché debito vuol dire qualcosa che noi rammentiamo; ovvero è una cosa – in genere danaro-  che bisogna restituire a qualcuno che ce l’ha prestato.  Ma se chi si è indebitato è lui, lo Stato, vogliamo sapere: perché l’ha fatto? Per le opere pubbliche, per risanare i comuni spendaccioni, per la corruzione? Attenzione: l’elenco potrebbe essere lungo, ma non serve.coppola

In realtà è dimostrato che in 20 anni la spesa pubblica invece è stata inferiore alle tasse raccolte. Quindi nella matematica della finanza dovremmo in 20 anni aver pagato tutti i debiti. Invece no, aumenta, raddoppia. Siamo tutti indebitati, da quando nasciamo, fino a oggi ognuno di noi deve 37 mila euro.

Ieri l’economista prof Antonio De Lellis, curatore del libro il Muro Invisibile, scritto a più mani, ha in modo schematico smontata la narrazione alla quale da anni il mondo della finanza mondiale ci ha assuefatti. Così, mentre prendevamo il caffè al Bar, ascoltavamo il tg che parlava di spread, di spending review, e altre amenità utilizzando parole inglesi per confondere le menti italiche e convincerci che essendo in crisi e in debito dovevamo per forza ridurre i servizi, pagare gli asili, la tassa sui rifiuti, ecc, in realtà ci prendevano per i fondelli.

E la fregatura sta nel fatto che i risparmi non servono a pagare il debito visto che in 20 anni il Paese ha risparmiato 800 miliardi di euro. Dov’è l’arcano? De Lellis in modo chiaro, ha fornito pillole di saggezza in un campo davvero difficile. Lui dice "...è come se in una famiglia ci sia un debito di 20 che alla fine paghiamo ma scopriamo che per via degli interessi maturati sul debito è diventato 60, quindi le 40 di differenza diventano un nuovo debito che continua a crescere in accelerazione in un modo perverso che ha un nome: anatocismo." E’ come se lo Stato fosse cascato in mano agli strozzini è non si possa più rialzare.  

Tutto nasce dal divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro nel 1991 che dà via al mercato dei Bot che la Banca dopo l'uso, non si riprende più indietro e vanno nel mercato, anzi sotto tiro della speculazione internazionale (che è fatta da pochi furbi) che svalutandoli crea panico, cambia governi e sottomette i popoli. Siamo tutti burattini diretti dal grande giocattolaio della finanza internazionale. E l’Italia in questo teatrino c’è cascata, colpita dalla speculazione finanziaria, impallinando l’unico e ultimo presidente eletto, Berlusconi per avere Monti, un semplice esecutore, e poi Letta, Renzi e infine Gentiloni, «tanti medici e nessuna terapia» sottolinea Persiani di Telenorba conducendo il dibattito. 

Il tema di ieri non prevedeva conclusioni, come sottolieava l'On Paolo Rubino - anche se trattasi di ex parlamentare sicuramente, a nostro avviso, per la sua vita passata a difendere il lavoro agricolo, merita di continuare a chiamarsi 'onorevole' - anzi " si tratta di buttare una pietra nello stagno per allargare la protesta da campanile a campanile". Rubino ha dato la spinta al dibattito, aperto dall'Avv Antonicelli e da Grassi, rispettivamente presidente l'uno di Palagianello Bene Comune e l'altro di Nord/Sud, parlando della sofferenza creditizia del mondo agricolo. Rubino è anche coautore del libro citato prima avendo scritto, insieme a Memmo Buttinelli professore di Biologia Molecolare all'Università la Sapienza di Roma, il capitolo: "Il debito e i contadini. Una storia di lotte contro la tirannia".  Paolo, che è stato anche sindaco di Palagianello, nel suo intervento parla della condizione dei piccoli coltivatori strozzati persino dai debiti prescritti e illegali. Il suo intervento è accorato e traccia davvero un percorso di movimento. on paolo rubino

Ma è possibile annullare il debito pubblico? Un volantino riepilogativo creato dagli organizzatori è a tal riguardo esplicito

2400 a.C. nella città di LAGASH [Sumeri] è staro eliminato

1792-1750 Babilonia - Regno di HAMMURABI [Sumeri]: fu contrassegnato da 4 annullamenti generati dai debiti dei cittadini; in Mesopotamia, tra il 2004 e li 1400 a.c, gli storici hanno identificato con precisione una trentina di annullamenti generali del debito.

 Tra il 1800 e il 1945 si contano 127 cessazioni di pagamento. Mentre nel periodo tra 1946 e il 2008 si sono avuti non meno di 169 sospensioni di pagamento del debito sovrano, della durata media di 3 anni.

L'ARGENTINA, fino al 2006, ha dichiarato 7 cessazioni di pagamento

EUROPA La SPAGNA ha dichiarato 13 cessazioni di pagamento; FRANCIA e GERMANIA ne hanno dichiarate otto cessazioni

BRASILE e il MESSICO hanno dichiarato 8 cessazioni di pagamento.

Annullare il pagamento significa avviare un processo di indagine sul debito [AUDIT) indipendente....

E ANCORA.... Quando è stato ritenuto necessario per vari interessi geopolitici, il debito è stato cancellato con un semplice tratto di penna dagli stessi creditori: è  stato così nel 1953, quando bisognava rafforzare la GERMANIA contro la RUSSIA. È stato così anche per l'IRAQ, nel 2004, quando alle autorità subentranti fu concesso una riduzione del debito bilaterale [debito verso gli altri Stati). 

Il Consiglio dei Diritti dell'Uomo, nel 1999, ha dichiarato:

"...ogni qual volta l'esercizio dei diritti fondamentali delle popolazioni quali ALIMENTAZIONE, ABITAZIONE, LAVORO, EDUCAZIONE, SERVIZI SANITARI E AMBIENTE SALUBRE, sono messi in discussione dal pagamento del debito E PREVISTO IL NON PAGAMENTO DELLO STESSO ".

Questo quanto riportato nel volantino con l'indicazione che il debito si può annullare, cancellare, sospendere, non pagare o cessare di pagare, ristrutturare. Per far questo occorre predisporre un audit pubblica ovunque. Aspetto preso al volo dall'avvocatoRaffaele Coppola del centro di ricerca "Renato Baccari" del dipartimento di giurisprudenza dell'Università degli studi di Bari e membro del corpo degli avvocati della Santa Sede. Coppola ha posto davvero in rilievo la necessità di porre mano a un opera di coinvolgimento popolare - prima Buttinelli parlava di rivoluzione dal Sud o rivolta contadina -  attraverso i movimenti popolari.

grassi antoniceli dellellis

Grassi, Antonicelli, De Lellis nella foto

Quindi la parola al popolo. Coppola parla di numerose organizzazioni popolari e istituzionali persino internazionali che si occupano del tema del debito pubblico e che all'attenzione della Corte dell'Aia i paesi aderenti all'Unesco e firmatari di una azione legale chiedono un pronunciamento per i paesi poveri del mondo e adesso anche per l'Italia per la situazione che si è creata, essendo tra l'altro un paese assai reticente sul debito pubblico. Quindi occorre mantenere le antenne accese, continuare a parlarne, diffondere le idee, sbaragliare quanti approfittino della complessità della questione (finanza mondiale) per non fare nulla o non far capire alcunché. E' ruolo anche della stampa informare e lo faremo volentieri. 

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