ANNO XIII  Luglio 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 02 Ottobre 2017 00:00

Di Maio riformi i partiti

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Il Movimento 5 Stelle ha eletto suo leader Luigi Di Maio che ha lanciato l’invito ai sindacati: “Si riformino o lo faremo noi”.

Questo è un proposito velleitario, non autoritario come l’ha definito la Camusso. Può essere autoritario solo chi ha il potere militare per costringere oppure è personalmente tanto autorevole da debortare nell’autoritarismo senza incontrar dissenso. Non è il caso di Luigino che bisticcia con le informazioni al punto di esser nel torto pur avendo ragione: invitare un ente burocratico ad autoriformarsi è pari ad invitare una pecora a ruggire o un leone a belare. Politica è fare, non ciarlare.

Piuttosto: il movimento delle cinque stelle, nato contro tutti i partiti, è ancora un moto riformatore della politica oppure è già diventato come i suoi avversari?

Ha provveduto con i suoi 150 parlamentari a mettere in legge i partiti in forza dell’articolo 49 della Costituzione?

Art.: 49 Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

No, vero?

Ed allora, così come la pecora vuol ruggire tanto Luigino è credibile.

La Lega di Salvini è beffeggiata persino dai giornalisti Giovanni Tizian e Stefano Vergine col Salvidanaio (L’Espresso 1 ottobre: 8-9): narrano come anche Maroni e Salvini abbiano incassato parte dei 48 milioni sequestrati dallo Stato a recupero del furto. Dunque: fu Roma ladrona, è Lega ladrona.

Il diktat di Di Maio ai sindacati è politico e non fa paura a nessuno, ma dovrebbe: può il leader della parte politica con più consensi ruggire da pecora? Non insisto contro la pecora politica. Piuttosto, osservo l’autodifesa di Camusso:

Immediata la replica di Susanna Camusso, leader Cgil: "Linguaggio autoritario e insopportabile - commenta -  non è il primo che lo dice (di riformare i sindacati, ndr). Ce n'è stato un altro che poi ha fatto il jobs act". "Di Maio - continua - dimostra tutta la sua ignoranza ma insieme l'arroganza di chi crede che il pensiero sia solo di chi governa e non riconosce la rappresentanza. Stiamo tornando all'analfabetismo della Costituzione perché la libertà di associazione è un grande principio costituzionale".

È analfabetismo costituzionale anche quello che manca di osservare che la libertà di associazione andrebbe disciplinata. L’articolo 49 non ha prodotto alcuna legge. L’articolo 39, che vieta ogni modifica alla struttura privatistica dei sindacati è l’unico neo della nostra Costituzione nata dal movimento di resistenza al corporativismo.

Quando i partiti ancora a-legali entreranno nella legge sui partiti allora potremo vivere tranquilli: l’Ordine Giudiziario provvederà più rapidamente a sanzionare chi ruba in politica, chi parla a vanvera, chi si associa mafiosamente.

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