ANNO XIII  Luglio 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 29 Dicembre 2017 09:56

Italia dei rifiuti, ritardi, pochi impianti e il riciclo a 'km mille'; dal 1 gennaio stop buste plastica

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Mancano ancora decreti attuativi su legge agenzie ambientali e immissione biometano in rete. Analisi dello stato dell'arte nell'Italia divisa, con il Sud senza impianti di riciclo.

Le emergenze nazionali in materia di rifiuti: ritardi normativi che bloccano leggi importanti e già approvate, e la carenza di impianti con il conseguente 'km mille' che vede i rifiuti differenziati al Centro-sud viaggiare verso il Centro-nord per essere avviati a riciclo. Per capire l'entità del problema, bisognerebbe però spostare l'attenzione, anche delle statistiche, dal 'quanto' si raccoglie con la differenziata all'effettivo riciclo dei rifiuti.

Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, commenta all'Adnkronos i dati sui rifiuti contenuti nell’edizione 2017 dell'Annuario statistico italiano dell'Istat, dai quali emerge un quadro che "non rende giustizia alle tante esperienze positive che ci sono sul territorio, anche in regioni che sono in grande difficoltà: ci sono Comuni 'ricicloni' anche nel Lazio, in Puglia e in Calabria dove grazie alle raccolte domiciliari della frazione secca e dell'organico differenziato, si supera il 65% di raccolta differenziata, a prescindere dalla latitudine".

Ma veniamo alle emergenze. Questione 'km mille' del riciclo "che si pratica oggi nei comuni più virtuosi del Centro-sud dove si fa bene la raccolta differenziata e poi i rifiuti vengono avviati a riciclo nel Centro-nord", ricorda Ciafani.

Drammatica la carenza di impianti di trattamento dell'organico differenziato nel Centro-sud : "oggi l'organico differenziato di Roma o dei comuni virtuosi della Campania e della Puglia viene inviato in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia con costi clamorosi per i cittadini, inquinamento (perché i rifiuti viaggiano su gomma) e con dispendio inutile di risorse che potrebbero invece essere utilizzate per realizzare gli impianti nel Centro-sud".

E poi i ritardi: "fondamentale che il governo emani il decreto per l'immissione del biometano nella rete di distribuzione del gas perché senza quel decreto manca la certezza per fare gli investimenti".

Sui rifiuti urbani, invece, la prima leva da utilizzare per attuare le necessarie politiche di riduzione è "applicare la tariffa puntuale in tutti i Comuni italiani come ha fatto Parma che fa pagare i cittadini in base a quanti rifiuti indifferenziati avviano a smaltimento, così si premiano le utenze più virtuose e si penalizzano quelle meno virtuose", continua Ciafani.

Fronte rifiuti speciali: anche qui "c'è una carenza impiantistica per il trattamento. Su questo, è fondamentale riacquistare sul territorio la fiducia nelle istituzioni, spesso carente, attraverso percorsi di partecipazione e dibattito pubblico, e rendere più efficaci i controlli pubblici che oggi non vengono fatti in una parte importante del Paese. Per farlo - sottolinea il direttore di Legambiente - il ministero dell'Ambiente deve varare i decreti attuativi della legge sulle agenzie ambientali che ancora oggi mancano e rendono inapplicabile la norma approvata in questa legislatura

Stop ai sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri, al bando dal 1 gennaio 2018

Stop dal 1 gennaio, al loro posto shopper biodegradabili e compostabili a pagamento

L’anno nuovo si aprirà in Italia con una importante novità: dal 1 gennaio 2018 saranno messi al bando i sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri utilizzati per imbustare frutta e verdura, carne, pesce, affettati; al loro posto ci saranno shopper biodegradabili e compostabili ma saranno a pagamento. Una novità che è stata annunciata come l’ennesima stangata a discapito dei consumatori.

Per Legambiente non è corretto parlare di caro-spesa. “L’innovazione – dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente - ha un prezzo ed è giusto che i bioshopper siano a pagamento, purché sia garantito un costo equo che si dovrebbe aggirare intorno ai 2-3 centesimi a busta. Così come è giusto prevedere multe salate per i commercianti che non rispettano la vigente normativa".

In Europa, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Epa (Environmental Protection Agency), si stima un consumo annuo di 100 miliardi di sacchetti, una parte di questi finiscono in mare e sulle coste. In questi anni, ricorda Legambiente, l’Italia si è dimostrata un esempio virtuoso in Europa per la riduzione dell’uso delle buste di plastica ed è stato il primo Paese europeo ad approvare, nel 2011, la legge contro gli shopper non compostabili.

Ad oggi, anche se la misura non è del tutto rispettata, c’è stata una riduzione nell’uso di sacchetti del 55%. Se fosse estesa a tutti i Paesi del Mediterraneo e non solo, i risultati in termini sarebbero molto più rilevanti. Su scala mediterranea, la messa al bando degli shopper non compostabili è attiva in Italia, Francia e Marocco.

Altri Paesi hanno introdotto delle tasse fisse (Croazia, Malta, Israele e alcune zone della Spagna, della Grecia e della Turchia). La Tunisia ha messo al bando le buste di plastica non biodegradabili nelle grandi catene di supermercati e Cipro metterà in atto la normativa europea a partire dal 2018.

"In questi anni gli italiani hanno apprezzato molto il bando dei sacchetti non biodegradabili - aggiunge Ciafani - siamo sicuri che accoglieranno bene questa importante novità riguardante gli shopper leggeri e ultraleggeri finalmente compostabili. Occorre affrontare con efficacia il problema dell’usa e getta e allo stesso tempo contrastare il problema dei sacchetti illegali, ancora troppo diffusi, e promuovere le filiere delle produzione industriali innovative e rispettose dell’ambiente".

Allo stesso tempo, continua il direttore generale di Legambiente, "auspichiamo che l’Italia continui a seguire, con impegni e azioni concrete, la strada tracciata in questi anni e la strategia messa a punto, basata sulla corretta gestione dei rifiuti da parte dei comuni, l’economia circolare promossa dalle imprese e il contrasto al marine litter, grazie anche alle ultime novità arrivate dalla legge bilancio, e infine una maggiore tutela e salvaguardia dell’ambiente marino e della biodiversità”.

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