ANNO XIII  Aprile 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 27 Novembre 2018 04:26

La Terra alla prova più estrema, siamo agli ultimi appelli

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L’ennesimo allarme sul riscaldamento globale. Dopo IPCC è la volta dell’Organizzazione Metereologica Mondiale, che riporta con preoccupazione la concentrazione media di anidride carbonica registrata nel 2017 e pari a 405,5 parti per milione.

climate

Concentrazione presente 3 milioni di anni fa. Il segretario della Organizzazione afferma, che senza tagli, "i cambiamenti climatici avranno impatti sempre più distruttivi e irreversibili sulla vita e sulla Terra".

Dal 1990 dice l’Organizzazione, l’effetto del riscaldamento sul clima è stato del 41%, per quattro quinti dovuto alla anidride carbonica. IPCC è stata chiarissima nel suo ultimo rapporto di qualche mese fa:azzerare le emissioni entro il 2050 ovvero assorbimenti uguale ad emissioni, per mantenere l’aumento medio di temperatura entro 1,5 gradi centigradi ritenuto limite di sicurezza per il pianeta. IPCC, OMM, Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile tutte vox clamantis in deserto! Infatti nell’annuale World Energy Outlook tutti coloro, che si occupano di energia e clima aspettano di leggere un segnale di riduzione delle emissioni. Puntualmente insieme ai progressi sulle rinnovabili e alle parole sulla decarbonizzazione si legge l’inquietante dato della invarianza delle fonti fossili. Lo scenario energetico presentato, a Londra il 13 novembre è decisamente negativo nelle sue conclusioni. Queste ha scritto IEA e, che dovrebbe destare allarme in Governi, Parlamenti, sistema della informazione! Parole agghiaccianti: “Nello Scenario New Energy Policy, le emissioni di anidride carbonica derivanti dal sistema energetico seguono una direttrice di lento aumento da qui al 2040, ma questa traiettoria non si concilia affatto con quella che, secondo il mondo scientifico, sarebbe necessario percorrere per contrastare il cambiamento climatico (…) Il trend emissivo previsto rappresenta un grande fallimento collettivo nel far fronte agli impatti ambientali associati all’uso di energia”. IEA mai era stata cosi esplicita !! Una intera generazione di uomini, inerme nei confronti del disastro che loro stessi segnalano. La transizione energetica è iniziata e, la crescita della domanda energetica sarà soddisfatta dalle fonti rinnovabili che passeranno dall’attuale 25% al 40% nel 2040.

Tutto questo però non è sufficiente, perché la transizione energetica non ha la velocità adatta per contrastare la crescita delle emissioni, e nella questione climatica la velocità è tutto!

IEA mostra in un grafico ll dato terribile delle emissioni, confrontando le emissioni dello scenario New Policies con quelle dello scenario Sustainable Development, cioè quello che porterebbe agli ambiti 2°C. Nel 2040 le emissioni di CO2 dovrebbero essere 17,6 miliardi, invece saranno 35,8 miliardi. Emetteremo il doppio di quanto dovremmo! Esagerato dire, che la situazione è drammatica? Uomini che plaudono per gli insignificanti progressi ottenuti e rimuovono un futuro con rischio di disastro planetario! Gli impegni assunti, a Parigi si sono rivelati insufficienti per centrare l’obiettivo dei 2 gradi centigradi. Dopo tre anni, il nodo dell’Accordo viene al pettine. I Paesi hanno assunto impegni per i 2°C, o addirittura l’1,5°C, ma hanno poi attuato azioni che li portano verso i 3°C. Dato che emerge proprio oggi, che IPCC pubblica il rapporto nel quale raccomanda di contenere l’incremento di temperatura entro il grado e mezzo anziché entro i 2. Una situazione drammatica, a meno che alla COP 24 di Katowice tra qualche settimana non si voglia realmente e seriamente agire nella consapevolezza, che il tempo sta per scadere. Sulla base di informazioni raccolte e analizzate provenienti da ogni parte del mondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) elabora il World Energy Outlook (WEO). Il rapporto presenta in modo dettagliato l’evoluzione in corso e le prospettive, a lungo termine dell’energia. I dati rilevanti sono i seguenti. La domanda di energia cresce del 27% al 2040. I combustibili fossilirestano  dominantianche nel 2040 IL loro peso scende dall’81% nel 2017 al 74% nel 2040. Tra i combustibili fossilil’impiego di carbone non cambia rispetto a oggi, mentre ilconsumo di petrolio e soprattutto di gas aumenta. Lefonti di energia rinnovabile (FER) aumentano la loro quota sul consumo energetico mondiale dal 14,3 al 20,3%. In più di 20 anni guadagnano circa sei punti percentuali nel peso della produzione energetica mondiale. La maggior parte della crescita delle FERè sulle spalle dell’energia solare ed eolica (+380% tra il 2017 e il 2040). Una situazione così seria richiederebbe consapevolezza e movimenti democratici di massa. Invece nulla! L’uomo evita di confrontarsi con verità scomode, mettendo in atto meccanismi di negazione consapevoli. Vichinghi, Aztechi, abitanti dell’isola di Pasqua hanno pagato caro il non aver capito cosa stava accadendo. L’uomo attuale possiede informazioni su quanto sta accadendo si può intervenire per migliorare la situazione e scongiurare i disastri." 

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