ANNO XIII  Aprile 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 27 Agosto 2016 20:20

Il Dødsing, il nuovo sport estremo

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Tuffarsi di pancia da una pedana alta 10 metri non è qualcosa che normalmente si cerca di fare, perché il rischio di farsi male è decisamente alto. Ma è proprio questa l’idea alla base del Dødsing, un nuovo sport nato in Norvegia da pochi anni.

Nelle gare di Dødsing i partecipanti devono tuffarsi dalla piattaforma e rimanere per più tempo possibile in volo paralleli all’acqua e con braccia e gambe distese. Solo all’ultimo momento possono raggomitolarsi per entrare meglio in acqua ed evitare dolorose spanciate. Il rischio di farsi male è più che concreto, e se non basta il fatto che questo curioso sport è considerato uno sport estremo, ancora più significativo il fatto che Dødsing tradotto significhi “tuffo della morte”.

Nelle competizioni, vince innanzi tutto chi riesce a raggomitolarsi più tardi possibile, ma anche altri fattori entrano in gioco, come la velocità, altezza ed originalità del salto.

Non si sa bene quando sia nato il Dødsing: probabilmente le sue origini risalgono agli anni ’60, ma sarebbe stato solo un gioco nato tra un gruppo di ragazzini nato in una piscina norvegese. E’ stato però nel 2008 che si è tenuto il primo campionato mondiale: un evento non certo di primo piano dato che c’erano solo sei concorrenti (ed appena dodici spettatori…). Nel corso degli ultimi anni però la sua popolarità è cresciuta esponenzialmente, con anche la nascita di una associazione specifica che si occupa di promuovere il Dødsing, e agli ultimi campionati c’erano quasi 100 concorrenti e diverse migliaia di spettatori.

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