ANNO XV Febbraio 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 13 Novembre 2016 00:00

Politica - Prove di destra unita con Salvini tra Firenze e Padova, anzi no!

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Padova - "Io sono solo uno, una piccola pedina. Ma non è più tempo di avere paura e se siete d'accordo con oggi da Firenze si parte per andare a vincere e io la faccia ce la metto. Non ho paura di niente e di nessuno". Da Firenze il leader della Lega Matteo Salvini lancia l'Opa sul centrodestra. E si candida a guidare il Paese. 

 

L'occasione è la manifestazione della Lega Nord per il NO al referendum costituzionale del 4 dicembre. "Buongiorno, Firenze, qui è uno spettacolo", esordisce il capo del Carroccio, soddisfatto di una piazza Croce gremita con manifestanti arrivati da ogni parte d'Italia. "Oggi si comincia a scrivere una pagina di storia che ci porterà lontano", afferma. E fa intonare 'Nessun dorma' perché, spiega, 'qui non c'è piu' tempo da perdere'.

"Se vince il no, si vota. Scelgono i cittadini, non Mattarella. Chi e' Mattarella?", assicura Salvini. "Il 4 dicembre mandiamo a casa Renzi perche' è pericoloso". Anzi. Il leader della Lega vuole portare il premier in tribunale: "Presenteremo denuncia nei confronti di Matteo Renzi perché comprarsi gli indirizzi di milioni di italiani residenti all'estero per spedire la letterina sul referendum è un reato penale e ne dovra' rispondere a qualche giudice. Quando noi abbiamo chiesto questi indirizzi ci hanno detto no, c'è la privacy. Ora o paga Renzi o paga il ministro dell'Interno. Oppure vanno in galera tutti e due, vediamo se c'è un giudice che vuole fare rispettare la legge", annuncia.

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SALVINI, CANDIDATO PREMIER? SE MI CHIAMANO...

"Se me lo chiedono io ci sono. Non è piu' tempo di rimandare, tentennamenti, dubbi, paure. Non abbiamo paura. Oggi comincia una lunga marcia", aveva sottolineato Salvini appena arrivato a Firenze, parlando con i giornalisti a proposito dell'eventualità di candidarsi a premier. E parlando dell'Unione Europea.: "Renzi a parole cambia il mondo, ma le sue bugie hanno le gambe cortissime. Quando andremo al governo l'euro lo metteremo in soffitta e l'Unione Europea la ribaltiamo da cima a fondo non a parole, ma con i fatti". 

PARISI, RISPOSTA NON E' SALVINI. SERVE CAMBIO PASSO

All'Italia serve "un cambio di passo" e "la risposta non è Matteo Salvini", né la ruspa o gli slogan; sono piuttosto "la soluzione ai problemi e una cultura di governo che sappia dare risposte al Paese". Stefano Parisi ha scelto Padova, casualmente per un giorno snodo cruciale della politica italiana, per lanciare la sua sfida ai due Matteo, Renzi e Salvini, e al Movimento 5 Stelle. 

"E' arrivato il momento - dice Parisi - ora dobbiamo candidarci alla guida del Paese, dare risposte, chiarire cosa facciamo. Altrimenti l'alternativa arriverà tra poco e sarà o Renzi o Grillo", ha detto l'esponente forzista dalla tappa veneta di MegaWatt-Energie per l'Italia. Un appuntamento a cui è arrivato con un imprimatur da parte dell'ex premier e leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che ha partecipato con un messaggio. In cui da un lato ha spinto sull'operazione che Parisi sta portando avanti, ma dall'altro ha anche richiamato all'unità e al lavoro di squadra.

"Dopo il referendum, si dovrà andare alle urne, con una legge elettorale ragionevole e possibilmente condivisa, e dare il via ad un vero percorso di riforme", ha spiegato il Cavaliere, secondo cui "di fronte ai risultati di Renzi e alla palese incapacità di governare dei Cinque Stelle, toccherà a noi proporre al paese un'offerta politica di qualità, un progetto di governo serio, credibile e responsabile, che dovrà basarsi sui nostri valori di riferimento, quelli della tradizione liberale, cattolica, riformatrice. Solo noi, non i populismi, possiamo proporre un'alternativa seria ai fallimenti del centrosinistra. E' per preparare questo che stiamo lavorando con grande impegno". Un riferimento, quello ai populismi, che Parisi sembra leggere come legato anche alla Lega: dal palco, infatti, ha ringraziato Berlusconi "per la lettera che mi ha inviato e per l'intervista rilasciata al Corriere della Sera in cui dice che noi non siamo quella roba che è a Firenze oggi", concetto ribadito anche in favore di telecamere. "Lo dico a chi oggi sarà a Firenze: non si fermano i flussi migratori con le ruspe o bucando i gommoni. Noi vogliamo la soluzione ai problemi, non gli slogan", aggiunge.

Ma gli attacchi sono anche per Matteo Renzi, il governo e la sinistra. "Fare 500 mila occupati in più senza crescita economica, solo attraverso gli incentivi, significa illudere le imprese e i giovani e fare un disastro nel mercato del lavoro. Non si cambia l'Italia con politiche di così breve periodo", la stoccata al premier e al suo jobs act. Mentre l'elezione di Trump dimostra che "come in occasione della Brexit,  la sinistra nel mondo non ha capito cosa sta succedendo ai nostri popoli, non sta capendo i problemi delle persone impoverite". Parisi, insomma, che sembra ormai definitivamente in pista, ma a cui, al tempo stesso, arriva da Berlusconi un appello a fare squadra. "A te, Stefano, ho chiesto di svolgere un compito rilevante in questa prospettiva: coinvolgere e rendere protagonista - come stai facendo - un'area piu' ampia nella prospettiva di uno schieramento dei moderati vincente, ma è fondamentale che tutti noi lavoriamo insieme, perché ciascuno di noi ha una funzione importante da svolgere", ha rimarcato l'ex premier, tornando a indicare come ricetta vincente per il futuro di Forza Italia e di tutta "l'area liberale alternativa alla sinistra" la capacità "di riavvicinare alla politica i tanti che se ne sono allontanati e i tanti che se ne tengono distanti". Occorre "senza rottamare nessuno, portare aria nuova nei palazzi della politica, anche a casa nostra. Innestare volti nuovi, freschi, credibili, a fianco di chi ha con onore combattuto per tanti anni le nostre battaglie di libertà", ha concluso il Cavaliere, con un chiaro appello alla compattezza interna. 

PADOVA, CADE LA GIUNTA LEGHISTA DI MASSIMO BITONCI
I consiglieri comunali di Padova hanno messo la parola fine all'esperienza da sindaco di Massimo Bitonci. La scelta, formalizzata attorno a mezzanotte, spalanca le porte all'arrivo di un commissario che traghetterà la città a nuove elezioni. "Abbiamo preso atto dell'implosione della maggioranza del sindaco Bitonci - ha spiegato il segretario provinciale del Pd Massimo Bettin - era evidente che nonostante i suoi disperati tentativi era impossibile proseguire in una guida dignitosa, efficace e svolta nell'interesse collettivo. L'arroganza della gestione del potere da parte del sindaco e alcuni elementi di autentica torsione democratica rendevano indispensabile un'azione di responsabilità e di amore nei confronti della città".

IL PD SU TWITTER, LEGA NON SA AMMINISTRARE CITTA'
Fioccano intanto da parte della maggioranza le reazioni (per lo più ironiche) alle fibrillazioninel centrodestra. "Le prove tecniche di centrodestra unito. A Firenze? Macche', a Padova. I grandi successi di Salvini". Lo scrive su twitter il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini a proposito delle dimissioni dei 17 consiglieri a Padova. (Agi)

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