ANNO XIV Gennaio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 02 Gennaio 2017 00:00

Teatro, Satira e Politica: intervista al giovane Ciro Cafforio.

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•Ciro Cafforio, giovane autore, scrittore e attore teatrale. Quali sentimenti ti hanno spinto ad interfacciarti verso queste meravigliose arti?

In cuor mio il Teatro ha sempre avuto, da sempre, una ragguardevole considerazione. Sin da bambino amavo recarmi presso il Teatro della mia città e vivere l'atmosfera che ogni volta mi portava in meravigliosi stadi emozionali, ad assistere alle varie rappresentazioni teatrali e osservare gli attori che recitavano, ed ogni volta speravo che in un futuro potessi salire su quel palco. Secondo un mio modesto parere, le arti sceniche rappresentano la massima espressione di creatività che, trascinata dall'amore e dalla passione, mi hanno ammaliato e spinto ad immergermi in questo meraviglioso mondo artistico. Alla meravigliosa passione per il Teatro affianco quella per la poesia. Ho sempre amato comporre versi, in vernacolo e in lingua corrente, che potessero riflettere i miei sentimenti e i miei stati d'animo, per poi trasmetterli al lettore secondo la libera interpretazione. Amo dedicarmi alla scrittura per dar voce al mio cuore e alla mia mente tramite un foglio e una penna! Inoltre, da qualche anno mi dedico anche alla scrittura di strisce satiriche in collaborazione con diverse riviste satiriche, anche di rilevanza nazionale quali Satiraptus, Sinapsi Satiriche e QuiRidoIO, di quest'ultimo blog, inoltre ne sono autore assieme ad altri ragazzi. Insomma! Bisogna avere molta fantasia e saper cogliere le idee al momento giusto.

• Considerando il suo curriculum di tutto rispetto, in relazione alla sua giovane età, qual è stato il momento più bello ed emozionante?

La vita ha riservato me molteplici situazioni che hanno suscitato in cuor mio sensibili emozioni che hanno vibrato tutte le mie corde sentimentali, prima fra tutte è stata la partecipazione nella messa in scena, con la Compagnia del Teatro Jonico Salentino, de “Per Amore del Padre”, una commedia scritta, diretta e interpretata da Valerio Manisi, un'artista di elevato valore, un maestro, un amico, un icona di riferimento per quanto mi concerne. Devo molto a lui per gli insegnamenti, per le rimproverate, per i consigli datomi in merito, e per l'opportunità di crescere nell'affascinante mondo teatrale, ma soprattutto per essere stato sempre al mio fianco, anche nei momenti più cupi. Sono stato, sono e sarò molto grato nei suoi confronti per quel che ora sono. In secondo piano pongo la stesura di “Malatìa” una mia nuova opera teatrale che, già durante la sua scrittura, ha vibrato tutte le mie corde sentimentali, un dramma che si svolge tutto nell'interno dell'animo dell'amante e che si oggettiva in una serie di personificazioni, che agiscono come autentici personaggi: l'immagine ideale della donna, adorata nel suo valore, che è pura realtà mentale, la figura esteriore del poeta, che ha solo l'apparenza della vita, la voce sbigottita che parla di dolore. Su queste personificazioni piomba la violenza devastante dell'amore, che le aggredisce, le disperde: ne deriva una dolorosa scissione interiore. L'undici dicembre scorso ho avuto l'onore di portare in scena, insieme a Giusy D'Alò, un suo estratto che mi ha permesso ampliare il mio bagaglio e di rendere più consistente questa meravigliosa passione con sacrificio ed impegno. Il Teatro è, per quanto mi riguarda, una fonte di profondo respiro, come amo sempre ricordare “smetterò di respirare quando smetterò di fare Teatro!”

• Lei, oltre ad essere un aspirante attore teatrale e scrittore, è anche un autore satirico. Come è nata questa spirazione? Qual è, secondo lei, l'attuale ruolo della satira?

La satira rappresenta, per me, l'emblema della massima libertà di espressione sancita dalla nostra costituzione, un modo per sdrammatizzare alcune situazioni inerenti all'attualità e per esprimere contraddizioni rivolte alla politica e alla società, da queste necessità è nato il mio interesse per la satira, collaborando con alcune riviste satiriche che mi hanno indotto a crescere e a tenermi sempre aggiornato e informato in riguardo alla scena politica, non sono in piano nazionale, ma anche sul piano locale, della mia città: Grottaglie. Secondo un mio modesto parere, la satira non fa propaganda ad alcun partito, ma esprime semplicemente una opinione. Chi censura un autore satirico, censura le sue opinioni, un po' come succedeva con il regime fascista. Essa non è una sorta di presa in giro, ma un vera e propria presa di coscienza. Spesso ricevo complimenti, ma anche critiche in merito ed ho addirittura ricevuto una querela da parte di un consigliere comunale, ormai veterano da tempi immemori, di Grottaglie, che non ha fatto altro che rendermi più forte nelle mie ideologie, e saldamente convinto di continuare senza rimorsi o ricatti, sempre e comunque con il pugno chiuso in alto!

• La stampa e l'informazione hanno sempre più assunto nel tempo un carattere di intrattenimento e un tratto ironico. E' forse questo il momento in cui la satira deve cessare di far ridere?

Assolutamente no! La satira non necessariamente deve far ridere, se riesce a farlo è sicuramente un vantaggio perché il sorriso apre l'anima e l'elemento razionale contenuto nel gioco satirico entra più facilmente dentro l'osservatore o il lettore e può colpire più facilmente i suoi gangli emotivi. La mia principale fonte per quanto concerne la composizione di strisce satiriche è l'attualità! Pertanto ritengo opportuno comunicare anche, in questo modo, un'altra faccia della realtà che spesso e volentieri le testate giornalistiche e/o i siti d'informazione nascondono.

• Lei è molto attivo sulla scena politica della sua città, nella quale in primavera ci sono state le elezioni amministrative. Come inquadra ad oggi la situazione politica della sua città?

Finalmente, dopo più di un ventennio di marcia politica, la cittadinanza grottagliese ha voluto cambiare in positivo eleggendo un nuovo sindaco giovane, umile, preparato, informato e forte: l'avvocato Ciro D'Alò. Il quale attua da sempre una politica ideologicamente di sinistra al fianco del cittadino non solo in periodo elettorale, che favorirà certamente il contatto diretto con la cittadinanza, assieme alla sua squadra di assessori, già costantemente attivi a riportare decoro e lustro alla Città delle Ceramiche. Da qualche mese inoltre ho cominciato anche a partecipare ai vari consigli comunali (sono stato sempre presente, a differenza addirittura di qualche consigliere eletto dai cittadini), nei quali è possibile rendersi conto dei politici presenti sulla scena politica: una minoranza capace solo e soltanto di creare scompiglio, senza alcuna critica costruttiva che sia capace di rimediare il degrado che ha persino visto promotori alcuni dei suoi componenti. Finalmente c'è una maggioranza compatta capace di ponderare le accuse che assiduamente l'opposizione cerca, in ogni modo, di attribuire. La cittadinanza d'altro canto dovrebbe contribuire al tanto sbandierato e desiderato cambiamento e non limitarsi soltanto a criticare l'amministrazione, tralasciando l'informazione populista che assiduamente cerca di depistare l'attenzione dei cittadini stessi.

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