ANNO XV Aprile 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 02 Gennaio 2017 07:32

The Birth of a Nation il Risveglio di un Popolo

Written by 
Rate this item
(0 votes)

Oggi parliamo di un film che dovrebbe essere proiettato nelle scuole perché rappresenta davvero un documento storico su uno dei fatti più importanti, per l’emancipazione dei neri schiavi nell’America pre-secessione.

Il film prodotto dalla twentieth century fox e scritto diretto e interpretato da Nate Parker racconta la prima rivolta degli schiavi di Nat Turner, scoppiata nella Contea di Southampton in Virginia nell’agosto del 1831. Siamo a trent’anni prima dello scoppio della guerra di secessione americana del Nord di Abramo Lincoln contro gli stati confederati del Sud e l’abolizione della schiavitù che divenne l’obiettivo principale della guerra.

Nel film il piccolo Nat lo vediamo nel 1809 nella Contea di Southampton, dove trascorse la sua intera esistenza, dopo una scena iniziale con un rito africano di iniziazione per donare al piccolo la forza e la cultura degli antenati.  Educato a coltivare una profonda religiosità, si immerse nella lettura dellaSacra Bibbiae nella preghiera, fino a sfociare nel vero e proprio misticismo, dichiarando di sentire la voce diDioe di avere visioni che gli comunicavano messaggi divini. Turner spesso predicava e leggeva i testi sacri al cospetto dei suoi compagni di schiavitù, che presto lo soprannominaronoil Profeta. Ben presto il bambino sembrò troppo intelligente per essere allevato come uno schiavo qualunque e il suo padrone volle insegnargli a leggere e a scrivere. Così la vita del giovane fu diversa da quella degli altri ragazzi di colore: niente fatiche pesanti, solo lavori nei quali poteva mettere a frutto l'intelligenza naturale e l'istruzione ricevuta. Faceva il falegname, costruiva macchine, sperimentava trappole e altri congegni, viveva insomma come un operaio povero. Il film racconta questo, ma anche una storia di amore tra Nat e una ragazza sottratta a biechi e malvagi padroni e condotta presso i suoi padroni più civili.  Fu spesso sorpreso dalla lettura di quei brani della Bibbia nei quali trovava conferma al proprio fervore religioso: «Cristoci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate di nuovo porre sotto il peso della schiavitù»; «si spezzino le catene della malvagità, si sciolgano i legami del giogo, si lascino liberi gli oppressi, s'infranga ogni sorta di catene»; «presto sarà il momento in cui gli ultimi saranno i primi e i primi saranno gli ultimi».

Nella sua esaltazione religiosa e nell'ansia di libertà, Nat vedeva sé stesso come un implacabile strumento di punizione e sognava che, ad un suo cenno, tutti gli schiavi si sarebbero sollevati per formare un nero, maestoso esercito dela. Quando credette di aver ricevuto l'ultimo segno divino, Nat decise di passare all'azione. Aveva trentuno ann. La rivolta scoppiò il 21 agosto 1831.

La tattica usata dagli insorti fu quella di massacrare senza pietà tutti i bianchi che incontravano per impedire che fosse data notizia dell'insurrezione, per rifornirsi d'armi e di cavalli e per spingere altri schiavi ad unirsi a loro. Il gruppo, inizialmente composto di 25 persone, aumentò fino a 75. Vennero uccisi 55 bianchi e altri 20 furono feriti; una ragazzetta sfuggita al massacro corse a dare l'allarme e gli insorti furono fermati a un chilometro da Jerusalem dalle truppe a cavallo di tre contee a cui si erano uniti i proprietari bianchi della zona. I ribelli, molti dei quali si erano ubriacati nonostante il severo divieto di Nat, non riuscirono a superare l'ostacolo e si diedero alla fuga. Inutilmente Nat sperò che i 10.000 neri della contea si ribellassero e si unissero a lui: svaniva così il suo sogno. Anzi, parecchi neri si schierarono con i padroni né si poteva sperare che si comportassero diversamente: era gente abituata fin dalla nascita a ubbidire a tutti gli ordini senza pensare.

Nat fu catturato il 30 ottobre da un contadino di nome Benjamin Phipps: durante il processo dichiarò di non sentirsi colpevole e di non provare rimorso, perché sterminare i bianchi per liberare i neri era, secondo lui, una cosa santa. Fu impiccato l'11 novembre: dei suoi compagni 16 vennero impiccati, 15 deportati e 25 assolti o prosciolti per evitare che i loro proprietari dovessero pagare i danni causati dalla rivolta. I bianchi si vendicarono poi per proprio conto uccidendo un centinaio di neri. I corpi degli impiccati furono regolarmente sepolti tranne quello di Nat Turner, che venne consegnato ai medici i quali lo scuoiarono e della carne fecero grasso: dalla sua pelle fu ricavato un portamonete. Immediatamente dopo il processo vennero emanate delle leggi che vietavano ai padroni bianchi di liberare i propri schiavi e di insegnare ai bambini neri a leggere e a scrivere.

Sostieni il tuo quotidiano Agorà Magazine I nostri quotidiani non hanno finanziamento pubblico. Grazie Spazio Agorà Editore

Sostengo Agorà Magazine
Read 924 times Last modified on Lunedì, 02 Gennaio 2017 07:50

Media

Utenti Online

Abbiamo 866 visitatori e nessun utente online

La tua pubblicità su Agorà Magazine