ANNO XIV Ottobre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 07 Gennaio 2017 00:00

Caro Giuliano Amato una proposta per onorare Tullio De Mauro

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Caro Giuliano Amato, amico da tempo immemorabile del linguista Tullio De Mauro, spento il 5 gennaio, io ti faccio una proposta per onorare il suo nome.

Ti do del tu da socialista storico, lombardiano. Tu sei il dottor sottile che ha servito lo Stato bene in diverse vesti e continui nel Partito democratico. Se tu volessi rendere legale il tuo partito spingendo per una disciplina che metta in ordine tutti i partiti io credo che noi renderemmo onore al tuo amico scomparso, che non fu mai elitario e dunque gradirebbe che facessimo questo nel suo nome.                      

Il 4 dicembre ho votato no alla riforma costituzionale, principalmente in opposizione al Parlamento che non ha tradotto ancora in leggi l’art. 49

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Ho sempre giudicato perfetto questo articolo ed inadempienti i politici che non lo trasformavano in leggi. Oggi mi ricredo: questa sarebbe la riformulazione migliore:

 Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi disciplinatamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Io credo che De Mauro mi darebbe ragione.

La seconda formulazione dell’articolo 49 –nella mia responsabilità- metterebbe in evidenza che noi italiani non abbiamo ancora nel 2017 la disciplina generale delle associazioni, dei partiti e dei sindacati.

Dunque, la modalità ‘liberamente’ al posto di ‘disciplinatamente’ è un errore: oggi è un avverbio che sovrabbonda nel caos della corruzione ed è assente la legge positiva sulle associazioni, sui partiti che non hanno alcuna disciplina, sui sindacati quali associazioni pubbliche di interessi.

L’associazione libera fu il valore ossessivo condiviso dai partiti della Resistenza al partito unico del Partito Nazionale Fascista. Infatti, l’art. 39 recita:

L’organizzazione sindacale è libera.

Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali e centrali, secondo le norme di legge.

È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un regolamento interno a base democratica.

I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

Enuncia ancora la libertà di associazione, già dichiarata dall’art.18 (I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare) disciplinata esclusivamente dal contratto. L’aspetto pubblico del vincolo associativo non è enunciato da nessuna parola.

La disciplina generale positiva dell’associazione manca tutt’ora, tipo: l’associazione è un insieme di cittadine/i che si vincolano liberamente ad un regolamento. Questa legge discernerebbe subito l’associazione legale da quella mafiosa. Il mafioso verrebbe punito semplicemente come mafioso, senza la necessità di un altro crimine. Tante leggi antimafia senza il delitto di associazione illegale!

Io non sono un giurista, ma un socio-economista. Dunque posso argomentar male sul piano formale. Tuttavia la nostra bellissima Costituzione formale è rimasta uguale, mentre la Costituzione materiale è priva di leggi conseguenti all’art. 49.

Questa, a parer mio, è l’origine del groppo di lacci e lacciuoli pronosticato da Guido Carli, il governatore della Banca d’Italia capace di citare lo storicismo tedesco nella sua relazione annuale. Il partito legale scioglierebbe il nodo dando all’Ordine Giudiziario la responsabilità che non chiede, colpevolmente.

Né il nuovo premier Gentiloni, né tutti i politici in Parlamento hanno dedotto un orientamento dal no di un mese fa. Si continua come se non fosse accaduto nulla.

Vogliamo rendere attivo il cuore della Costituzione?

Perdona la mia grossolanità da archeologo del linguaggio, caro dr Sottile. Cogli l’anima della proposta che solo tu puoi trasformare in fatti.

Ti saluto,

                             Carlo Forin, Vittorio Veneto, 6.01.17

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