ANNO XIV Agosto 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 20 Gennaio 2017 04:37

Cosa sappiamo finora della tragedia dell'hotel Rigopiano

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Una struttura ai piedi del Gran Sasso, circa 30-40 persone fra clienti, personale e avventori casuali. Due persone tratte in salvo. Due morti accertati. Una struttura che è stata colpita dalla valanga ma non danneggiata dal terremoto: in questi casi possono formarsi vaste sacche d'aria in cui qualcuno può aver trovato salvezza.

18 gennaio

Neve e telefoni muti

Le prime difficoltà della giornata nell'ultimo post sulla pagina Facebook dell'hotel

 

Le scosse

Alle 10:25 la zona del Gran Sasso trema, magnitudo 5.1 Richter. Alle 11:14 magnitudo 5.5; alle 11:25, magnitudo 5.4. All'albergo non succede nulla, ma gli ospiti si spaventano e cominciano a organizzarsi per andarsene.

Aspettiamo lo spazzaneve

La strada però è bloccata dalla neve. Alle 14:33 l'altro colpo grosso, magnitudo 5. La scossa convince anche gli indecisi. L'appuntamento con lo spazzaneve è per le 15. Poi sarà rinviato alle 19.

L'allarme

"Alle 17,45, ricevo una telefonata via WhatsApp del mio cuoco che sta lì in vacanza con sua moglie e i suoi figli, uno di 6 e una di 8 anni. Mi dice: 'aiuto professore, è arrivata una valanga. L'albergo non c'è più, e' sparito, è sepolto. Noi siamo fuori, siamo in due, ma tu chiama i soccorsi". A raccontarlo ai microfoni di SkyTg24 è Quintino Marcella, amico e datore di lavoro di uno dei due superstiti del disastro dell'hotel Rigopiano. "Riesco a mettermi in contatto con il Centro di coordinamento della prefettura - continua - ma mi sento rispondere 'Abbiamo chiamato due ore fa l'albergo, era tutto a posto'. Non hanno voluto prendere per vera la mia versione" ma "io ho insistito: ho chiamato 115, 117, 118, 113, 112. Fino a quando alle 8 (di sera, ndr) si sono messe in moto le macchine". L'uomo assicura pure di essere rimasto in contatto con il superstite, anche tramite sms: "'Sono tutti morti', mi ha detto".

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La fuga mancata

"Giampiero Parete (uno dei due superstiti, ndr) sta bene ma è preoccupato per i suoi due figli di 6 e 8 anni e per la moglie - spiega Quintino Marcella, ristoratore e datore di lavoro di Parete -. La moglie aveva mal di testa e aveva bisogno di una medicina che era in macchina. Giampiero è uscito dall'albergo ed è andato in auto. Mentre stava tornando verso l'hotel ha sentito rumori e scricchiolii e ha visto la montagna che cadeva". Sempre secondo Marcella, "tutti gli ospiti dell'albergo avevano pagato e avevano raggiunto la hall pronti per ripartire non appena sarebbe arrivato lo spazzaneve". 

Notte fra il 18 e il 19 gennaio - La corsa dei soccorritori

Dopo l'allarme, ci sono volute ore alla colonna dei soccorsi 'pesanti' per arrivare nella zona coperta da metri di neve. I primi aiuti, quelli degli uomini del soccorso alpino del Cai e della Guardia di finanza, erano giunti sugli sci nella notte: due persone che si trovavano all'esterno della struttura erano state messe in salvo ma con la luce dell'alba la situazione è apparsa in tutta la sua drammaticità: "l'hotel - racconta Luca Cari, responsabile della comunicazione in emergenza dei vigili - è stato investito dalla valanga, che l'ha oltrepassato, seppellendolo". Ci sono "tonnellate di neve, tronchi di albero e detriti ovunque. E materassi trascinati a centinaia di metri". 

19 gennaio

L'albergo non c'è più

"L'albergo non esiste più, è completamente distrutto". Le prime, sommarie descrizioni dei vigili del fuoco arrivati via terra rendono bene il senso della tragedia di Farindola, in provincia di Pescara, dove l'albergo Rigopiano è stato travolto da una valanga. I soccorritori hanno già estratto dalle macerie due cadaveri, ma alla conta mancherebbero una trentina tra clienti e dipendenti della struttura: le unità cinofile sin qui non hanno raccolto segnali, e con il passare del tempo la speranza di trovare dei superstiti diventa sempre più remota. 

"Un intervento ai limiti del possibile"

"L'intervento all'hotel Rigopiano è ai limiti del possibile. Abbiamo parlato con tutti gli operatori sul territorio e l'idea è supportare chi sta lavorando sul posto. E' uno scenario critico, ci sono
criticità tecniche importanti e si sta lavorando per fare il possibile". Lo ha detto il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, a margine della riunione operativa avvenuta nel Palazzetto dello Sport di Penne, in provincia di Pescara.

I dispersi

Proseguono senza sosta le ricerche delle persone rimaste intrappolate sotto la frana che ha travolto il resort alle pendici del Gran Sasso. Da ore non si hanno più notizie di Giampaolo Matrone, 34enne titolare della pasticceria "La Deliziosa" a Monterotondo, e la compagna di vita Valentina Cicioni, originaria di Mentana, infermiera presso il Policlinico Gemelli di Roma. Anche i loro nomi sarebbero tra quelli degli ospiti della struttura. Secondo quanto appreso la coppia aveva deciso di trascorrere a Farindola alcuni giorni di relax. I due, genitori di una bimba di 5 anni, avevano lasciato la piccola a Monterotondo, dai nonni, che non appena appresa la notizia si sono precipitati n Abruzzo per avere notizie dirette.

 Giampaolo Matrone

Sei delle persone disperse dopo la slavina che ha inghiottito l'hotel di Rigopiano sono della provincia di Terano. Si tratta di dei fidanzati Vincenzo Forti, 25 anni, gestore di una pizzeria, e Giorgia Galassi, 22 anni, di Giulianova, di Claudio Baldini e sua moglie Sara, di Atri, e di Luana Biferi, di Bisenti, e Cecilia Martella, di Atri, entrambe dipendenti dell'albergo. La madre di Giorgia Galassi, Isa Toccotelli, ha scritto su Facebook: "Amore della nostra vita, tieni duro so che sei una combattiva tieni duro amore mio".
Altri quattro dei i dispersi provengono dalla provincia di Chieti: i fidanzati Jessica Tinari, 24 anni, estetista di Vasto, e Marco Tanda, 25 anni, primo ufficiale di Ryanair, residente a Roma; i coniugi Luciano Caporale e Silvana Angelucci, gestori di un'attivita' di parrucchiere a Castel Frentano. 

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