ANNO XIII  Agosto 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 17 Febbraio 2017 00:00

A 25 anni da Mani pulite

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Il 17 febbraio 1992 veniva arrestato Mario Chiesa, direttore del Pio albergo trivulzio, con una tangente corruttoria. Iniziò la stagione di Tangentopoli. La Repubblica edita, il 16 febbraio 2017 a pagg. 13-15: La lezione di Mani pulite. E narra infra sottotitolo: Ma il Paese non ha saputo far tesoro di quella lezione e oggi il problema della corruzione è addirittura più forte. Gli snodi sono gli stessi: il finanziamento della politica non è trasparente, i partiti continuano a lottizzare società ed enti pubblici. […]

 

Io sono grato a Repubblica della memoria della stagione di Tangentopoli, corredata di foto datate che stimolano la mia memoria personale, con un titolo però erroneo Gli anni in cui cambiò l’Italia. Visto che non si è imparato nulla, si può consentire solo in un’Italia peggiorata. Sarebbe cambiata sì, ma la corruzione è proprio dilagata.

Nel 1967 io conseguii la maturità scientifica e mi iscrissi a Trento sociologia.

Io ho imparato la lezione di Mani pulite: ad es. ho osservato la parabola di Antonio Di Pietro [che Bianca Berlinguer ha colpevolmente invitato a Carta bianca]: da fustigatore dei politici ladri a protagonista politico di Italia dei valori a condannato per furto di compensi elettorali fatto all’altro eletto con lui al Parlamento europeo.

Da carceriere a ladro. Io ho osservato sempre la sua vicenda come una replica fai-da-te di quel che fece Bettino Craxi da politico e Silvio Berlusconi da mediarca: concentrare nelle proprie mani ogni bene senza fidarsi di alcuno. Il 15 dicembre 1992 arrivò il primo avviso di garanzia a Craxi. Io, socialista lombardiano, ricordo che oggi, 16 febbraio 2017, celebriamo i 41 anni dello scandalo Lockhed o dell’Antelope cobbler, detto anche l’equazione della corruzione da:

http://www.cronacaedossier.it/lo-scandalo-lockheed-lequazione-della-corruzione/

C’è un’equazione matematica che racconta meglio di mille parole che cos’è la corruzione. L’ha prodotta il prof. Robert Klitgaard, economista di Harvard, Yale e Claremont e recita così: [C=(M+S) – R]  dove C è la Corruzione, mentre M è il denaro, S la segretezza dell’azione e la R è la repressione del reato.

In parole povere, vennero acquistati dallo Stato italiano 14 giganteschi Hercules C 130 con mazzette. Uno degli accusati, assolto dai giudici, fu Luigi Gui che venne difeso in Parlamento da Moro con l’argomento: la Democrazia cristiana non si condanna. Io condanno la Democrazia cristiana per aver governato 50 anni senza mai dar attuazione al cuore politico della Costituzione, l’art. 49:

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Il partito legale è la risoluzione della corruzione perché dà ai giudici lo strumento R che, rotte le associazioni illegali S, lascia il ladro politico M solo davanti al giudizio di C corruzione.

La difesa fatta da Moro è stata un’omissione legislativa alla Costituzione, al di là della colpevolezza-innocenza di Gui, del resto assolto dai giudici.

Bettino Craxi era colpevole di corruzione come tutte le altre associazioni politiche. Ricordo la sua performance a Treviso quando fece un inno alla libertà da lasciar all’antilope di correre libera sui prati adombrando di contro gli strali contro i corruttori. Lui fu colpevole, come la Dc per molto più tempo, di non aver fatto la legge sui partiti.

Naturalmente, condanno tutti i politici senza eccezione per il fatto di non aver mai fatto parola, né prima del referendum del 4 dicembre 2016 (recte: ieri ho scritto 2017!), né dopo, cioè ora, della necessità epocale della legge sul partito politico de art. 49 Cost..  

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