ANNO XIII Ottobre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 16 Marzo 2017 07:24

L'Olanda ferma l'onda populista

Written by 
Rate this item
(0 votes)

L’Europa tira un sospiro di sollievo. Nei Paesi Bassi niente ascesa dei populisti di Wilders battuti dai liberali di destra del premier uscente Mark Rutte. Il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia ha conquistano 32 seggi su 150 in Parlamento.

19 seggi per il Pvv, il partito anti-Islam e anti-Ue di Geert Wilders, fino a qualche settimana fa in testa ai sondaggi. 19 seggi anche per i democristiani (Cda) e per i liberali di sinistra D66. Successo storico per il partito ecologista olandese GroenLinks guidato dal trentenne Jesse Klaver, considerato il “Justin Trudeau” olandese. Accreditato di 16 seggi, il partito ecologista ha quadruplicato il suo risultato rispetto a 5 anni fa, con i laburisti del Pvda quasi annientati a soli 9 eletti e con i socialisti radicali dello Sp a 14, diventa il partito della sinistra più votato per la prima volta nella storia della politica olandese.

L'Olanda ferma l'onda populista e il premier, Mark Rutte, si avvia a un secondo mandato e alla formazione di un possibile governo di coalizione di centrodestra. Come confermato sin dai primi exit poll,  la destra xenofoba di Geert Wilders non ha fatto presa sugli elettori che hanno partecipato in massa alle elezioni.

I risultati ufficiali

I risultati ufficiali, non ancora definitivi, confermano la vittoria del liberale di destra e primo ministro, Mark Rutte (33 seggi per il suo VVD) e la sconfitta della destra islamofoba di Geert Wilders, che guadagna ma non sfonda: ottiene 20 seggi, 5 più degli attuali. I democristiani del CDA e i socialdemocratici Democratici 66 sono ciascuno a 19 seggi. Crollano invece i laburisti del Pvda con solo 9 seggi (persi 29). Balzo in avanti dei Verdi, che quasi quadruplicano i parlamentari. Quando sono scrutinati il 93% dei voti, il Partito Popolare per la Libertà e la democrazia, ha conquistato 33 seggi (8 meno degli attuali), che potrebbe unire ai 19 raggiunti dai democristiani di Appello Cristiano Democratico (CDA) e ai socialdemocratici di Democratici 66, in un esecutivo di minoranza con 71 voti parlamentari. Il premier aveva anticipato durante un dibattito radiofonico che gli alleati a cui pensava proprio erano i D66 e la CDA. 

Affluenza record, quasi + 7% rispetto a 5 anni fa

“Che festa per la democrazia vedere tanti elettori alle urne per esprimere il proprio voto, non accadeva da anni”. Queste le parole a caldo del premier olandese Mark Rutte commentando l’affluenza alle urne dell’82%, nel primo discorso dopo la vittoria elettorale. Rutte, apparso visibilmente emozionato, ha ricevuto la telefonata del Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker che si è congratulato per la vittoria: “un voto per l’Europa, un voto contro gli estremisti” ha detto Juncker.

Intanto il grande vincitore in queste consultazioni è stata l’affluenza. Alle urne si è recato l’82% degli oltre 12 milioni di aventi diritto. Nel 2012 l’affluenza finale era stata del 65% e del 75% nel 2006.

Un risultato che dimostra come l’UE possa tenere anche di fronte all’avanzata del populismo nato dalla Brexit, e rafforzato dall’elezione negli USA del repubblicano Donald Trump. A dare una sferzata al premier uscente Rutte è stato, secondo molti analisti, lo scontro con la Turchia nell’ultimo week-end di campagna elettorale. Rutte ha dato prova di essere un leader fermo nelle proprie azioni di fronte alle accuse del Presidente turco Recep Tayyip Erdogan che, dopo aver dato della ‘nazista’ alla Germania della Merkel, aveva accusato i Paesi Bassi di essere responsabili del massacro di Srebrenica.

Intanto incassa la sconfitta Wilders che da anni ha fatto del nazionalismo e della lotta contro l’Islam i suoi cavalli di battaglia. Il leader populista olandese, era riuscito a sedurre in campagna elettorale un numero sempre maggiore di elettori, promettendo di ridare ai Paesi Bassi quell’autonomia ora offuscata dalla burocrazia di Bruxelles.

Test superato per il Paese e per l’UE, anche in vista delle elezioni presidenziali in Francia ad aprile e delle politiche di settembre in Germania. Il Premier si riconferma candidato al terzo mandato, ma ha davanti mesi di trattative per formare una coalizione di governo.

Rutte, difensore a oltranza delle leggi del mercato, ha dovuto imporre grandi tagli alla spesa, che gli sono costati una pioggia di critiche per le misure di austerità chieste da Bruxelles. Ha dovuto fare valere tutte le sue doti diplomatiche per superare una crisi fra Amsterdam e Mosca, dopo l’arresto di un diplomatico russo nei Paesi Bassi e l’aggressione di un diplomatico olandese in Russia. Altro momento di difficoltà il 17 luglio del 2014, con l’abbattimento dell’aereo di Malaysian Airlines sui cieli dell’Ucraina. A bordo viaggiavano 298 passeggeri, 196 dei quali erano olandesi e gli altri di una decina di Paesi; non ci furono sopravvissuti.

Si sgonfia così "l’incubo di un’ascesa dei populisti islamofobi e anti-Ue di Geert Wilders, fino a qualche settimana fa in testa ai sondaggi", sottolinea Il Corriere della Sera, parlando di "un’elezione da record, che ha visto recarsi alle urne l’81% degli aventi diritto, in aumento rispetto al 74,4% del 2012".

Esultanza da parte di Guy Verhofstadt, capogruppo dell'Alleanza dei democratici e liberali per l'Europa (Alde): "I partiti pro-Europa sono in crescita", twitta. 

E su Rutte, l'Harry Potter della poltica olandese, si sofferma La Stampa, guardando al 'maghetto che "ha fatto il miracolo, riuscendo a neutralizzare il leader islamofobo Geert Wilders, che fino a pochi giorni fa i sondaggi davano come probabile vincitore delle elezioni".

Per il premier uscente, "l'Olanda ha detto no al populismo". "Grazie per questa vittoria che avete dato all'Olanda, ma anche all'Europa - ha detto Rutte ai suoi sostenitori - adesso siamo impegnati per mantenere il Paese stabile, sicuro e caratterizzato dal benessere". 

Wilders, "Rutte non si è ancora sbarazzato di me"

Il Guardian parla esplicitamente di "notte deludente" per Wilders, che tuttavia su Twitter ha ringraziato i suoi elettori, parlando di una "prima vittoria" con la conquista di seggi. E aggiunge, "Rutte non si è ancora sbarazzato di me!".

Gentiloni su Twitter commenta: "No #Nexit"

"No #Nexit. La destra anti UE ha perso le elezioni in Olanda. Impegno comune per cambiare e rilanciare l'Unione". Lo scrive il Presidente del consiglio, Paolo Gentiloni su Twitter commentando le elezioni Olandesi.

Dalla Germania alla Francia, le reazioni europee

"Sollevato", così si sente Martin Schulz, candidato dei socialdemocratici tedeschi alla cancelleria, dopo i primi risultati del voto olandese. Seguito però da un monito: "Dobbiamo continuare a lottare per un'Europa aperta e libera".

E sollievo si percepisce anche nelle parole del ministro degli Esteri francese, Jean-Marc Ayrault, che ha fatto le "congratulazioni agli olandesi per aver frenato la crescita dell'estrema destra". Il titolare del Quai d'Orsay ha quindi espresso la "volontà di lavorare a un'Europa più forte". Dopo l'Olanda, infatti, è la Francia il prossimo paese a dover fronteggiare un'elezione che potrebbe vedere un successo delle forze anti-europee. La leader del Front National, Marine Le Pen, è in testa nei sondaggi per il primo turno delle presidenziali di aprile e maggio. 

 

Sostieni il tuo quotidiano Agorà Magazine I nostri quotidiani non hanno finanziamento pubblico. Grazie Spazio Agorà Editore

Sostengo Agorà Magazine
Read 943 times

Le Vignette di Paolo Piccione

…questo non è amore 2018”… e Pinocchio

 

Utenti Online

Abbiamo 1077 visitatori e nessun utente online

La tua pubblicità su Agorà Magazine

 

Agorà Magazine aderisce all'appello #iostoconvanessa