ANNO XIV Marzo 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 01 Aprile 2017 00:00

Pedicini (M5S): «ecco perché il Gasdotto Tap è un errore»

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente comunicato stampa pervenuto da PIERNICOLA PEDICINI - Eurodeputato del M5S Membro della Commissione ambiente e sanità

 Il nostro forte no al gasdotto Tap scaturisce da tantissime motivazioni.

Prime fra tutte, una visione diversa dalle scelte energetiche che hanno fatto i governi italiani negli ultimi decenni, e poi perché le decisioni che riguardano un territorio vanno prese dai cittadini di quel territorio e non imponendole con le manganellate della polizia.

Se il governo nazionale, l'Unione europea, la Regione Puglia, vogliono imporre la realizzazione del Tap, attraverso norme e provvedimenti che hanno confezionato ad hoc per tutelare gli appetiti del discusso consorzio di multinazionali coinvolte nel mega progetto, è ovvio che il M5S, i cittadini, i sindaci, le associazioni, dicono no e protestano.

Si tratta di salvaguardare una delle aree più belle e incontaminate d'Italia, ricche di turismo, storia e ambiente agricolo e di rifiutare un'opera inutile che serve a sperperare vari miliardi di fondi pubblici. L’infrastruttura, infatti, arriva dal mare, attraversa la falda acquifera, che proprio nella zona di San Foca di Melendugno passa quasi in superficie, mette a rischio la costa, l’habitat marino e prevede l'abbattimento di migliaia di ulivi secolari che si trovano lungo gli 80 km di tracciato fino a Mesagne dove è ubicato il terminale di ricezione della Snam (gli ulivi che verranno espiantati e ricollocati sono solo i 231 vicino alla costa di San Foca).

Intere comunità vedranno stravolta la propria economia non solo dalla costruzione, ma anche dalla convivenza futura con impianti industriali (le centrali di pressurizzazione e depressurizzazione) altamente invasivi sul piano ambientale e della sicurezza. Nonché potenzialmente ad alto rischio, seppure lungo tutto il tracciato la normativa Seveso sia stata bypassata e ad oggi rimanga un punto di conflitto dei diversi ricorsi amministrativi presentati sia in Italia che in Grecia.

Quindi, la battaglia in corso contro il gasdotto Tap di Melendugno è un altro importante momento in cui va affermato con forza che la tutela dell'ambiente e del territorio vengono prima di tutto il resto.

Appena in Italia a decidere saranno la maggioranza dei cittadini e non le lobby economiche collegate alla politica, conflitti così aspri, come quelle del Tap, non si verificheranno.

Con la costruzione di questo gasdotto, si vuole continuare ad investire sulle fonti fossili, mentre tutti i più recenti studi sull’energia dicono che la domanda di gas è in calo sia in Italia che nel resto dell’Europa e i gasdotti esistenti vengono sfruttati solo per il 54% delle loro potenzialità. Inoltre, importare gas da altri Paesi non garantirà all’Italia e all’Europa l’indipendenza energetica di cui c’è bisogno perché, per uscire dalla crisi climatica garantendo il rispetto degli obiettivi di Parigi 2015, l’efficienza energetica si dovrà sviluppare sulle fonti rinnovabili. Ricordiamo che il Tap trasporterà circa 10 miliardi di metri cubi all'anno di gas naturale, una quantità pari a quella utile per coprire il fabbisogno di 7 milioni di famiglie.

In tutto questo sono inaccettabili le strumentalizzazioni del governatore della Puglia Emiliano che per farsi propaganda in vista del congresso Pd parla di spostamento dell'approdo del Tap nonostante siano state già analizzate le alternative e risultano avere un impatto ambientale addirittura maggiore di quello attuale. Emiliano è in piena sintonia con il governo italiano tant'è che come Regione Puglia aveva gli strumenti giuridici e amministrativi per opporsi al progetto, ma non lo ha fatto quando lo poteva fare.

Va anche detto che l'accelerazione di questi giorni per l'espianto degli ulivi è avvenuta perché se i lavori non proseguono le banche e la Commissione europea potrebbero definanziare il mega progetto e quindi potrebbero saltare gli enormi interessi economici in gioco (tutta l'opera costerà 45 miliardi di euro).

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