ANNO XIII Novembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 05 Aprile 2017 00:00

Gesù serpente di salvezza

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Libro dei Numeri 21,4-9.  In quei giorni, gli Israeliti partirono dal monte Cor, dirigendosi verso il Mare Rosso per aggirare il paese di Edom. Ma il popolo non sopportò il viaggio. 

Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: "Perché ci avete fatti uscire dall'Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c'è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero". Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti velenosi i quali mordevano la gente e un gran numero d'Israeliti morì. 
Allora il popolo venne a Mosè e disse: "Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti". Mosè pregò per il popolo. 
Il Signore disse a Mosè: "Fatti un serpente e mettilo sopra un'asta; chiunque, dopo essere stato morso, lo guarderà resterà in vita". 
Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra l'asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, restava in vita. 
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,21-30. 
In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». 
Dicevano allora i Giudei: «Forse si ucciderà, dal momento che dice: Dove vado io, voi non potete venire?». 
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. 
Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che io sono, morirete nei vostri peccati». 
Gli dissero allora: «Tu chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che vi dico. Avrei molte cose da dire e da giudicare sul vostro conto; ma colui che mi ha mandato è veritiero, ed io dico al mondo le cose che ho udito da lui». 
Non capirono che egli parlava loro del Padre. 
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che Io Sono e non faccio nulla da me stesso, ma come mi ha insegnato il Padre, così io parlo. 
Colui che mi ha mandato è con me e non mi ha lasciato solo, perché io faccio sempre le cose che gli sono gradite». 
A queste sue parole, molti credettero in lui. 

Il serpente di rame e l’appeso in Croce.

La parola di oggi appaia l’episodio da Numeri, 21, 4-9, con gli israeliti che morivano avvelenati dai serpenti per aver parlato male di Dio e di Mosè, del serpente di rame costruito da Mosè su indicazione di Dio e della visione salvifica di chi lo guardava, con le parole di Gesù, l’appeso in croce e risorto per salvare chiunque si comunichi con lui.

 
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. 
Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che io sono, morirete nei vostri peccati». 

Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che Io Sono e non faccio nulla da me stesso, ma come mi ha insegnato il Padre, così io parlo. 

Quando mi avrete innalzato, allora saprete che Io Sono, AMU.

Ho solo un’altra cosa da aggiungere: sul paleonimo del monte Cor.

In quei giorni, gli Israeliti partirono dal monte Cor, dirigendosi verso il Mare Rosso per aggirare il paese di Edom. Ma il popolo non sopportò il viaggio.

Il lettore critico potrà concordare: il toponimo Cor perdurava dal tempo dei Zumeri, che lo scrivevano KUR:

kur

  n., mountain; highland; (foreign) land or country; the netherworld; the east; short side; of rectangular field inscribed on round tablet (ki, ‘place’, + ur3, ‘roof, mountain pass’/ur2, ‘root, base’; cf., Orel & Stolbova #1504, *kur- “mountain”, #1552, *kar- ‘mountain’ [KUR archaic frequency].

v., to reach, attain; to kindle; to rise (sun).

Kur era ritenuto l’Aldilà. Curioso come il popolo ebraico non abbia sopportato la partenza dal Kur. La pronuncia della u è di tipo francese, che sfuma in i, kir.

Vediamo ora la lcz di kir = kri + tus (ritorno a casa) con lcz + stus: Kri-stus!

kiri3 [KA], kiri4 [BIR6], kir4 [KA], giri17 [KA], gir17

  noose (cappio); muzzle (of an animal); hyena, the animal that eats bad-smelling food (cf., kir6,4 –stream dam, weir [chiusa]- (ki, ‘place’, + ir, ‘smell’).

tus

  n., home (te, ‘to approach’, + us8, ‘foundation place, base’).

  Verb regular, to (cause to) dwell, reside; to be at home; to settle; to encamp; to set up, establish, install; to sit, squat; to lie down; to serve (suppletion class verb: singular hamtu, maru, tus-u3 and maru participial form, tus-de-u3; cf., plural, duruna).

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