ANNO XII  Luglio 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 25 Maggio 2017 00:00

Legge elettorale, il pressing dei renziani: tempi brevi o non si fa più

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ROMA – Salvo aperture clamorose, nella direzione di martedi’ prossimo il Pd confermera’ la scelta del rosatellum, il sistema elettorale meta’ proporzionale e meta’ maggioritario incardinato in commissione.

Nei contatti di queste ore, il segretario del Pd Matteo Renzi spiega di non temere le accuse mosse nei suoi confronti. “Sono diventato ‘Cara ti amo’, di Elio e le storie tese. Come faccio sbaglio. Ma in realta’ se c’e’ qualcuno che e’ tranquillo, quello sono io”, ripete Renzi ai suoi interlocutori di queste ore.

Il Pd ribadisce l’invito alle forze politiche a modifiche condivise del testo base, nel solco dell’invito recapitato al Parlamento dal presidente della repubblica Sergio Mattarella. Ma i tempi per mostrare le carte non possono essere biblici. Di qui al 30 chi vuole dialogare lo faccia, e’ l’invito che arriva dai piani alti del Pd. Invito che non esclude neppure modifiche che possano rendere piu’ tedesco il rosatellum.

Ma se il tentativo fallisse, per responsabilita’ di altri, si va avanti con il rosatellum che alla Camera i numeri li ha e passa. E al Senato? “Si vedrà. Se non passa lo si capisce a luglio. E se non passa non passa più nulla, non si fa un’altra legge elettorale, perche’ non c’e’ piu’ tempo”, spiegano i renziani che hanno parlato con il segretario.

Nel qual caso Renzi considerebbe esaurito il compito di aggregare una maggioranza intorno a un’ipotesi di modifica. La partita si sposterebbe su un decreto di armonizzazione dei sistemi di Camera e Senato. Non ci sarebbero neppure problemi di approvazione in Parlamento, perche’ se il decreto venisse adottato a cavallo delle elezioni non ci sarebbe bisogno della conversione. E in ogni caso, avvertono dai piani alti del Pd il decreto non puo’ toccare le soglie, che al Senato restano all’8 per cento.

“Per me va benissimo, altro che maggioritario. Rinuncio anche al premio”, riferiscono che Renzi abbia detto ai suoi piu’ stretti collaboratori. Il problema sarebbe semmai dei partiti che restano fuori perche’ non superano la soglia. E lo stesso vale per le preferenze, vero e proprio spauracchio per i Cinque Stelle, ragionano al Pd. In fondo, sottolineano al Nazareno, di persone che scrivono ‘Renzi’ sulla scheda si trovano…

Quanto al voto anticipato, il Pd non trama alle spalle dell’esecutivo. Ma al Nazareno non condividono l’allarme di chi agita fantasmi sull’esercizio provvisorio. Forse la Germania non vota a settembre? Si’, e nessuno si pone il problema, a cominciare dall’Europa, ragionano i dem. Senza contare che il governo uscente potrebbe presentare una prima versione della legge di bilancio e dopo il voto autunnale un nuovo governo tratterebbe con Bruxelles per definire gli interventi. (agenzia Dire) 

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