ANNO XIII  Maggio 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 31 Maggio 2017 11:39

Nasce a Palermo la “Federazione Popolare”

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Palermo 1 International People Summit i partecipanti al tavolo "proposte nuova politica" da cui nasce la Federazione Popolare Palermo 1 International People Summit i partecipanti al tavolo "proposte nuova politica" da cui nasce la Federazione Popolare

Nell’ultimo fine settimana di maggio, a Palermo, nello splendido scenario dell’Autodromo di Torretta, si sono tenuti i lavori per la nascita di un nuovo soggetto politico di ispirazione Popolare, a cui noi Popolari Glocalizzati, presenti con il Presidente Domenico Sammarco, il Segretario Politico Umberto Calabrese e il Segretario Organizzativo Maurizio Compagnone, abbiamo aderito.

Intraprenderemo questo cammino insieme al Nuovo Partito Socialista Italiano e al movimento politico “Noi con Salvini”, a cui si aggregheranno prossimamente, nel viaggio verso la Costituente, molti movimenti locali, Associazioni che condivideranno i nostri stessi valori, altri potranno aderire se sposeranno i nostri principi fondanti.

I lavori sono stati aperti con il saluto del dott. Francesco Strafalaci, Presidente della Scuola di Etica ed Economia “ROBIN MIND”, che ufficialmente ha aperto 3 tavoli, “GOVERNANCE PUBBLICA”, “PROGETTO UMANITARIO” e infine un tavolo economico, “ECONOMIA REALE”.

I lavori dei 3 tavoli sono stati sintetizzati in un documento finale dei lavori.

I temi trattati dai partecipanti al tavolo “Istituzionale”, a cui come Movimento Politico abbiamo partecipato, sono stati sviscerati nella loro essenza, si è cercato di affrontare gli argomenti tenendo in considerazione i mutamenti sociali in atto nella nostra  Società,  con ricadute sui vari aspetti della nostra quotidianità.

Temi come “Solidarietà, Impresa, Lavoro, Sviluppo, Economia, Sistema Finanziario”, in questo momento particolare che attraversa il paese, devono muoversi all’unisono per rispondere alla trasformazione rapida che la UE ha “imposto” alla nostra società.

Ognuno dei partecipanti ha evidenziato per le proprie conoscenze sulla materia, che c’è bisogno di una nuova visione delle dinamiche produttive, tenendo fermo il nostro principio di uomini cristiani, etica di mercato e sviluppo sostenibile.

Nelle lunghe ore dei lavori, sono state affrontate da ognuno di noi le singole tematiche venute fuori dal confronto costruttivo apportato dai partecipanti.

Dal ricco scambio di idee, è trapelato che la piccola impresa nel suo insieme, rappresenta l’ossatura dell’economia del nostro Paese e lo snodo cruciale per la crescita e lo sviluppo. Ma per ottenere ciò, c’è bisogno di ripensare a nuove strategie economiche, che traggono origine da quella che è stata la storia culturale, che ha fatto grande la nostra Nazione.

Una economia trainante non può guardare alla “Globalizzazione”, abbiamo tutti constatato il disastro che ha provocato nelle economie mondiali, la ricchezza di pochi ha comportato la distruzione di tanti. Pertanto bisogna ripartire con una prospettiva etica e sociale nuova, la “Glocalizzazione” (interazione tra globale e locale), strada maestra per uscire dal pantano.

E’ stato interessante osservare i volto dei presenti, mentre il coordinatore del nostro tavolo, dott. Francesco Strafalaci enunciava questa parola misteriosa, volti smarriti e nel contempo basiti.

L’Economia, nella prospettiva di una società “Glocale” assume un aspetto fondante verso l’uomo come persona, piuttosto che all’individuo, e attribuisce alla persona un particolare contenuto di valori e fini ultimi.

Quello che si compreso dal dibattito, che non si può parlare di “sviluppo” se ad esso non è sottesa una visione antropologica, culturale ed etica. Nel confronto in dissolvenza si è manifestato un nuovo vocabolo su cui i partecipanti hanno focalizzato il discorso “Nuovo Umanesimo”, ovvero l’importanza di trasformare il concetto di uomo e il modo con cui si interpreta la relazione che esiste tra “Uomo e Natura”, tra “Uomo e Lavoro”, tra “Uomo ed Economia”.

Questo ci proietta verso una nuova Genesi del significato di società, di processi economici, di regole scritte e non scritte e di obiettivi per lo sviluppo.

Vorrei ricordare un passo di Papa Paolo VI, a cui sono legato profondamente legato da affetti familiari, “Ciò che conta per noi è l’uomo, ogni uomo, ogni gruppo di uomini, fino a comprendere l’umanità tutta intera”.

In questo scenario che lentamente si plasmato dal nostro tavolo, è stata convinzione di tutti che il “Bene Comune” è il principio guida dell’individuale soprattutto in campo economico.

L’Economia va oltre il mero mezzo di produrre ricchezza. Quello che abbiamo approfondito, è che essa, è soprattutto un sistema che consente a ogni individuo di perseguire il suo fine, i suoi obiettivi personali, di autodeterminarsi in linea con le proprie caratteristiche individuali, con il sistema di valori che lo rappresenta nella società.

Il superamento di questo di questo modello di società può avvenire con un ri-orientamento della “Globalizzazione” verso un nuova visione della Società più Giusta per lo sviluppo delle persone e dei popoli.

La Globalizzazione, concepita dai potenti della terra, ha divorato le realtà individuali. Per questo c’è bisogno di una nuova visione della Società che, il tavolo ha battezzato, “Nuovo Umanesimo”, necessario per correggere gli errori della Globalizzazione, che fonda le sue leggi solo su “domanda” ed “offerta”.

Noi al contrario siamo convinti, che il Nuovo Umanesimo, deve avere un nuovo approccio della Società che deve basarsi sulla “Responsabilità Sociale”, la “Solidarietà”, l’equa “Redistribuzione della Ricchezza”, la “Capacità di Creare Nuove Forme d’Impresa”, la “Capacità di mettere l’UOMO al centro dell’economia per dare allo sviluppo una valenza più umana e umanizzante”.

Per questo motivo come Popolari Glocalizzati, abbiamo capito l’importanza di riprogettare la politica, l’economia, l’impresa e il lavoro, riteniamo fondamentale, che si crei una nuova dimensione tra il “globale” e il “locale”, ovvero il nuovo soggetto “glocale”, come prospettica etica ed “eticizzante” del mondo del lavoro.

La “glocalizzazione” sarà il concetto sociologico, che permetterà di evitare gli estremi dei due elementi “globale” e “locale”. Bisogna infatti evitare che un “localismo estremo”
degeneri in sentimenti di paura, di chiusura, di xenofobia, e bisogna altresì evitare che la “globalizzazione” diventi luogo di delocalizzazione selvaggia, che generi sradicamento delle culture e razze.

La differenza tra i due concetti è fondamentale, la “Globalizzazione” avvicina gli individui ma non li unisce, al contrario la “Glocalizzazione” crea rete tra individui dello stesso territorio, pur mantenendo le proprie specificità, con questo voglio chiarire meglio il concetto, “ogni progetto che si intende promuovere in un determinato territorio, non può essere clonato in altri, proprio per le caratteristiche che lo contraddistinguono”.

Per questo crediamo che la nuova formula politica di “Federazione Popolare Federale”, a cui hanno aderito vecchie e nuove formazioni, deve andare oltre gli steccati destra sinistra, ormai semplici segnali di svolta stradali con la fine delle ideologie, il nuovo asse non dovrà più essere orizzontale (destra – sinistra) ma verticale (Globale – Locale).

E’ su questo nuovo asse Globale – Locale, che dovranno emergere nuove figure di impresa e una nuova classe media ormai inesistente, che diventerà rilevante sul piano del reddito, ma anche sul piano civile.

Alla globalizzazione, serve un orientamento culturale personalista e comunitario, aperto alla trascendenza, capace di correggerne le disfunzioni.

La glocalizzazione contribuirà a creare un nuovo “Umanesimo cristiano”, una nuova “Etica economica”.

Quello che per la “Globalizzazione” è stato irrealizzabile, non lo è per la “Glocalizzazione”, che a differenza, permette alle Reti di individui che si andranno a conformare sui territori, di interagire.

Come gruppo di lavoro, abbiamo razionalizzato i territori in tre Macro Regioni, (Padania, Etruria e Due Sicilie) con le capitali storiche risorgimentali, Torino, Firenze e Napoli e Capoluoghi delle Macro Regioni in Milano, Roma e Palermo.

Inoltre abbiamo pensato, di istituire Assessorati Federali decentrati in diverse città dell’Area macro-regionale in funzione alla specificità del territorio interessato.

Le Reti di individui che nasceranno interagiranno con altri gruppi sempre più complessi fino ad arrivare alle complesse realtà globalizzanti di oggi.

Il significato della parola "Glocale" si espanderà tra le macro regioni, inglobando, senza confondere, realtà locali che rimarranno a tutti gli effetti sottosistemi significanti.

In questa nuova visione “glocalizzata” del mondo e dell’Economia, assume un ruolo fondamentale la Finanza Etica che potrà contare sulle linee guida della Fondazione di Etica ed Economia “ROBIN MIND” che metterà a disposizione il suo Know-how frutto di anni di esperienza internazionale.

La Finanza Etica avrà una importanza strategica proprio in una visione eticamente orientata del mercato, in cui il credito diventa un diritto umano inalienabile, e quindi tutti devono avere l’accesso al credito anche le fasce più deboli della popolazione.

La Finanza Etica dovrà finanziare ogni attività di promozione umana e sociale, ogni progetto presentato dovrà essere valutato in duplice criterio, in base alla vitalità economica e all’utilità sociale.

Quello che ha arricchito ognuno di noi prescelto per partecipare a questo interessantissimo 1° International Summit, è il fenomeno socio antropologico della “Glocalizzazione”, parola non più sconosciuta, ricca di profondo interesse culturale, sociale e politico.

Chiudo ricordando che come Movimento dei Popolari Glocalizzati, siamo stati i primi a capire questo nuovo processo sociologico che si ispira alle teorie sociologiche di Z. Bauman e di E. Morin, oltreché al popolarismo di ispirazione sturziana e naturalmente alla dottrina sociale della Chiesa, che ha applicato la “Glocalizzazione”, come il “popolarismo dei tempi moderni” a fondamento della propria azione politica e sociale di impegno nel territorio per i cittadini, “come offerta civile, sociale e politica di eticità, solidarietà e sussidiarietà organizzata”.

Ancora oggi il popolarismo di Don Luigi Sturzo, si presenta come una grande lezione politica e una scommessa per i destini della nostra democrazia.

In quest’ottica, in presenza di una crisi di identità della politica e dell’etica politica, diventa un passaggio fondamentale per il recupero di una cultura alta dello Stato, dell'amministrazione e delle regole.

In vista del perseguimento di questo nuovo “umanesimo” i Popolari Glocalizzati hanno fortemente voluto e contribuito alla realizzazione di questo progetto federativo di partiti, che hanno il nostro stesso sogno,  cambiare il Paese.

Noi ci saremo e sul treno siamo pronti a far salire tutti coloro disposti ad impegnarsi con rigore, passione, determinazione e gratuità.

Maurizio Compagnone Segretario Organizzativo Popolari Glocalizzati

 

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