ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 24 Luglio 2017 00:00

I giusti splenderanno al Sole e la zizzania sarà bruciata

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Non c'è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché tu debba difenderti dall'accusa di giudice ingiusto. La tua forza infatti è principio di giustizia; il tuo dominio universale ti rende indulgente con tutti. 


Mostri la forza se non si crede nella tua onnipotenza e reprimi l'insolenza in coloro che la conoscono. 
Tu, padrone della forza, giudichi con mitezza; ci governi con molta indulgenza, perché il potere lo eserciti quando vuoi. 
Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini; inoltre hai reso i tuoi figli pieni di dolce speranza perché tu concedi dopo i peccati la possibilità di pentirsi. 


Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 8,26-27. 
Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; 
e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio. 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 13,24-43. 
In quel tempo, Gesù espose alla folla una parola: «Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. 
Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. 
Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. 
Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? 
Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? 
No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. 
Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio». 
Un'altra parabola espose loro: «Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo. 
Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami». 
Un'altra parabola disse loro: «Il regno dei cieli si può paragonare al lievito, che una donna ha preso e impastato con tre misure di farina perché tutta si fermenti». 
Tutte queste cose Gesù disse alla folla in parabole e non parlava ad essa se non in parabole, 
perché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta: "Aprirò la mia bocca in parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo". 
Poi Gesù lasciò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si accostarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». 
Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. 
Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno, 
e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. 
Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. 
Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità 
e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. 
Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda!»

i-usto lat.= -bruciato (da) i, j; in zumero i è ‘sentiero di lacrime’,

i

n., cry of pain (Akk., naqu(m) I, ‘to cry (out), wail’; derived from er2, ir2, ‘tears; complaint’ ? [opportuno!]; cf., i-dutu; i-lu) [I archaic frequency].

v., to capture, defeat, overcome (cf., e3; i (Akk., kamu(m) II, ‘to bind’) .

[si può restar catturati sulla uia o da Antasubba o da Gesù]

j è gig, ambiguo chiuso-aperto, us-tu15 ‘Ventotu fineus’.

Ho trovato l’esatto gig3!:

gisgigir(2)

wheel(5); chariot; wagon; coach (reduplicated giri5, ‘to turn, roll’) [Pu2 archaic frequency] [pu.pu.lu! nds].

gigri2 [KAS4.KAS4/GIR5.GIR5]; gigri [SUHUS.SUHUSH/GIR6.GIR6]

  to go into hiding; to creep, slink, wiggle; to slip into; to drive; to sink, founder (reduplicated giri5, ‘to seek refuge’).

Questo vecchietto ha cercato rifugio in te, Padre. Tu, che sei la Giustizia onnipotente, ti sei rivelato in questi grafi, che già hai guidato Halloran a compilare con precisione in eme ghir, ‘lingua zumera’, grazie a Gesù.

Il deponente gig3 mi ha guidato a riconoscere queste espressioni. Già svelano più deponenti. Dunque, sono sovrabbondanti i deponenti in un sistema riformato. Sono utili solo per non perdersi nell’intreccio dei zumerologhi che negano dei e demoni.

Il primo sintagma gisgigir(2)

è retto dall’esponente gis.

gish-u2-gibil-la

  firewood (‘tree’ + ‘vegetation’ + ’tinder, firewood’ + genitive) .

gish-ur2

  tree trunk (‘wood’ + ‘base, trunk’) .

gish2,3, gesh2,3, ush

   penish; man (self + to go out + many; cf., nitah2 [male; man; manly (ni2, ‘self’, + tah, ‘to multiply’) [GIS archaic frequency: 16; conatenation of 2 sign variants; USH archaic frequency; concatenates 2 sign variants) .

 

Dei tre il più completo e semplice mi sembra:

gish-ur2

  tree trunk (‘wood’ + ‘base, trunk’) .

Dove –ur2 è tutta la base (terrestre) attiva, nel cammino [es.: Zu.me.er, ‘cammino accompagnatoer dalla dea Luna con la sua parola vel Gish-er, ‘cammino accompagnato da Gesh.ub’]. Corretto: Gesh!

H è tutto ciò che ho imparato riassunto con l’incipit di

hubur

netherworld (hab, ‘to rot, stink’, + ur2, ‘root; base’).

H preposto ad ubur invita a completare con h ubu r.

Qui, in Terra, stando in compagnia di Gesù, dobbiamo e possiamo stare nel giusto bruciando d’amore senza finire in cenere.

La base gigir(2) svela un doppio gi, gigi, attivo, -ir.

La guida gissu, gizzu va tenuta stretta a sé nel viaggio.

Il primo compone due pezzi gish-u + gibil-la, ‘albero + fuoco’):

gish-u2-gibil-la

  firewood (‘tree’ + ‘vegetation’ + ’tinder, firewood’ + genitive) .

svela il bosco infuocato dentro al quale noi camminiamo qua in Terra.

Quello che ha convinto Giovanni Pettinato a rendere notorio il nome del re zumero Bilgamesh col nome accado Ghilgamesh: bil-ki-lib-ba = bi-il-ki-li-ib-ba [propriobi-Dioil-terraki-gioiali-anca dell’Uno in Cielo-Terraib-ba].

Svela soprattutto perché un albero significhi la persona di Gesù in GESH.BU, Albero.conoscenza, GESH.UB, Albero.cielo, GESHU.BI, Tuttobi GESU: come faremmo a riconoscere un sistema animista noi personalisti altrimenti?

Il terzo

gish2,3, gesh2,3, ush

nel finale ush, ‘fine’, propone il fine che mi guida, gish-u/gesh-u.

Veniamo al sintagma

gigri2 [KAS4.KAS4/GIR5.GIR5]; gigri [SUHUS.SUHUSH/GIR6.GIR6]

  to go into hiding; to creep, slink, wiggle; to slip into; to drive; to sink, founder (reduplicated giri5, ‘to seek refuge’).

SUHUS.SUHUSH ha il connettivo centrale H Altro mondo, che unisce mano, su, fine, ush.

Stiamo in mano a Gesù oppure ad Antasubba-Babusatan? La fine sarà il primo oppure il secondo. Gesù prega per noi!

GIR6.GIR6 identifica tutti i giri che ognuno di noi fa qua in Terra [te-er-ra, ‘connessi ad Erra’, Nergal, (ed Eresh-ki-gal), re degli inferi].

KAS4.KAS4 è crasi di ka-ash = ‘anima-Uno d’origine’.

Mi pareva bene che il sistema animistico zumero dovesse riassumere l’Uno d’origine, Ash, e l’anima, ka:

ash; ash-a; ash-she3

one; unique; only; alone (cf., dili) .

ka(-g)

mouth; opening, branching (of a canal) [KA archaic frequency] .

Leggete in ka anche ‘anima’, nota come soul agli anglofoni, su-ul ‘mano-antica’ su morte us.

Vi propongo di riconoscere nello zoppo, l’uomo in Terra nel circolo AB-ZU:

a2-shu-giri3-ku5

  cripple [zoppo]; quadriplegie [paralisi che colpisce quattro arti] (‘limbs’ membri + ‘to course’ maledire).

a2-shu-giri3

  limbs [membri] (‘arm’ + ‘hand’ + ‘foots’).

Può camminare retto solo con GESU!

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 8,26-27. 
Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; 
e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio. 

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