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Sabato, 29 Luglio 2017 00:00

Migranti, Gentiloni «Stabilizzazione della Libia è priorità, supporteremo loro Guardia Costiera»

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ROMA – “Non ho mai negato in questi anni e tantomeno nei mesi da presidente del Consiglio che il percorso di stabilizzazione della Libia è una nostra priorità ma è un percorso accidentato e che non è certamente un’autostrada in discesa”.

Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio, lo dice in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Cdm che ha approvato il dispiegamento di forze italiane in supporto alla guardia costiera libica.

“Senza enfasi, sottolineo tuttavia che il passaggio a una missione di supporto alla Guardia costiera può essere rilevante, importante- aggiunge Gentiloni- e può dare al percorso di stabilizzazione e ai riflessi che ha su flussi migratori organizzati dai trafficanti, e quindi sull’Italia, conseguenze rilevanti”.

 “Mi auguro che questa decisione- prosegue il premier- per le potenzialità che offre abbia consenso più largo del Parlamento e venga considerato da Parlamento per sue caratteristiche. Il supporto alle autorità libiche può avere conseguenze importanti per il contesto nel quale si trova l’Italia e per ridurre il traffico orrendo di esseri umani”

“Non sfugge a nessuno- dice ancora Gentiloni- che il supporto italiano può rafforzare la capacità della Guardia costiera libica, e puo’ dare un contributo molto rilevante al contrasto delle azioni dei mercanti di esseri umani ma anche governare i flussi migratori che raggiungono il nostro Paese”.

“Abbiamo anche chiaro che si tratterà, in questi mesi, di proseguire e forse di accelerare nel lavoro di rafforzamento del lavoro delle organizzazioni internazionali che già si occupano dell’accoglienza dei migranti in Libia”, prosegue Gentiloni, osservando che “garantire accoglienza rispettosa dei diritti umani in Libia è un altro pezzo di questo discorso: se moltiplichi le capacità di controllo della sovranità delle autorità libiche, devi anche contribuire a rendere più forte la capacità ricettiva e di rimpatrio”.

Infine, un appello ai media: “Il mondo dell’informazione e dei media italiani ci aiuti a presentare questa iniziativa per quella che è: non si prende questa decisione contro la sovranità libica. Quello che abbiamo approvato e’ ne’ piu’ e ne’ meno quel che ci e’ stato richiesto dal governo di accordo nazionale libico”.

 

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