ANNO XI  Ottobre 2017.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 13 Agosto 2017 00:00

All’Inghilterra che litiga sul centurione nero

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“Sì, nell’antica Roma c’erano i centurioni neri” titola[1] Anna Lombardi l’affermazione della storica Mary Beard, insegnante a Cambridge, costretta a disilludere la claque irritata da un cartoon storico diffuso dalla BBC che rappresenta un centurione romano di pelle nera.

Nel nome dell’empirismo, ovvero del massimo contributo specifico dei britannici alla conoscenza umana, auspico che la storica vinca il suo confronto. Oserei aggiungere che l’antichità praticò lo schiavismo, ma non ebbe mai il razzismo in nessuna forma. Questa iattura è propria dei tempi moderni e dei nord-europei in modo speciale (anche se non esclusivo): le Madonne nere presenti in tutta l’Europa sono la conversione statuaria delle divinità isiache. Così com’è in corso il Brexit, ovvero l’operazione più **** propria dei moderni presi da questa disputa ‘razzistica’.

Ai britannici io porgo un motivo dignitoso per continuar a giustificare il loro processo di isolamento (sempre rivedibile).

Roma riconobbe a tutti il diritto di cittadinanza. L’Europa non ce l’ha ancora dopo 60 anni. Non ce l’ha e non riesce a disciplinare l’accoglienza in mezzo a cinquecento milioni di europei –per abitudine, non per legge- di qualche milione di afro-asiatici. Disputa se fuggano per sopravvivere o se lo facciano per turismo! I centro-nord europei fingono che il problema sia roba mediterranea. Macron ha già optato per i porti chiusi.

Coloro che stanno uscendo fuori da questo ambiente dicano che lo fanno perché i continentali non sono capaci neppure di darsi un’identità legale europea. L’operazione stupida diventerà decente.


[1] In la Repubblica, sabato 12 agosto 2017: 45.

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