ANNO XIII Ottobre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

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Lunedì, 04 Settembre 2017 10:51

Taranto - Al Muscettola la magia del violino di Greco, per il Satyrion che premia arte, teatro e scienza

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Le parole ἀρχαῖος, "antico", e λόγος, "discorso" o "studio" sono le due anime che compongono la parola archeologia, ma dai discorsi dei giovani architetti che studiano come rimettere in sesto e per la fruizione l’area archeologica di Saturo, ma anche per lo stesso archeologo prof. Carlo Rescigno, cui è stato assegnato il primo premio per l’Archeologia, il passato torna d’attualità, per il brand del territorio.

Questo è il sunto messo a cappello della bella serata di ieri in quest’area magica del Castello Muscettola di Leporano da simbolo del potere feudale a quello di una buona politica che rivitalizzi arte e cultura.

Il prestigioso riconoscimento all’archeologo prof. Carlo Rescigno è stato offerto dai Soprintendenti archeologi Maria Piccarreta e Luigi La Rocca, dalla Direttrice del marTA Eva degli Innocenti. Altri premiati Antonio Tramonte medico chirurgo e storico della medicina che ha parlato di una medicina che sia davvero vicina al cittadino, Giuseppe Montanaro imprenditore e filantropo della cultura, Francesca Cannella musicologa che ha parlato della ricerca del suono del passato come traccia utile a capire l’evoluzione dell’uomo.

A dare i premi si sono alternati sul palco: sindaco Angelo D’Abramo, vicesindaco Iolanda Lotta, assessore Francesco Fusco, Presidente Pro Loco Leporano Antonella Falcioni, Presidente Premio Satyrion per l’Archeologia Luciano Sardiello. La manifestazione ha avuto la conduzione perfetta di due giornalisti di Studio 100 Rosalba De Giorgi e Gianni Sebastio.

Francesco Greco, tra i premiati, ha deliziato con romanze sue e di Paganini e con i suoi virtuosismi che hanno deliziato anche in chiusura gli spettatori che hanno gremito la vasta coorte del castello per la 18° edizione del premio Satyrion per l’Archeologia.

Tutti i premiati hanno ricevuto un opera dello scultore Aldo Pupino ispirata alla statuetta di Satyria sul delfino come abbiamo riportato in un precedente articolo della ricercatrice e studiosa Giovanna Bonivento, dove è descritta la composizione del comitato scientifico del premio.

Qui ci piace parlare dell’evento spettacolare che oltre al nostro Greco ha visto la performance teatrale di Antonio Minelli – altro premiato - regista e attore con i suoi ragazzi del Mudi.

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Teatro MUDI è una scuola di recitazione multidisciplinare. Ovvero la formazione di un attore inteso come operatore dello spettacolo in chiave totale. Antonio Minelli lo ricordiamo nella sua formazione all’arte scenica nella Compagnia delle Vigne. Questo brillante genovese, trapiantato dal 1993 in Puglia, ha messo su questo MUDI patrocinato da Assessorato alla Cultura della Regione Puglia, Teatro Pubblico Pugliese, CNA Puglia, Comune di Putignano, Comune di Polignano, Comune di Leporano, Comune di Capurso, FAI-Delegazione di Bari; presenza che ci andrebbe di conoscere per la formazione all'arte scenica a 360 gradi. La cosa che davvero stimola è la presenza di questa scuola di formazione teatrale nelle province di Bari e Taranto, come si nota dai patrocini. Dal loro coupon ci piace riportare: “Qui il teatro è inteso come un componente fondamentale alla crescita civile della cittadinanza e non una esclusiva rappresentazione dell’Io personale dell'artista.” Chapeau.

La performance di ieri con voce recitante di Minelli, teatro danza dei giovani più musica e video, è un racconto sull’uomo nella sua ricerca della felicità che finisce nell’ingordigia di un pranzo interminabile e stroncante. Ottima resa scenica. Perfetto. Come perfetto è stato anche lo spettacolo visto ieri di due artisti che fanno ricerca sul teatro del corpo con suoni e rirmi arcaici dei primordi, una vera chicca da vedere. Purtroppo non abbiamo avuto notizia di questo evento se non parziale e non ricordiamo il nome di questi ricercatori col loro spettacolo gestuale che si chiama "Scavo" e che ben si collocava in un premio che di scavi e di memorie se n'intende. La conclusione di Francesco Greco con la sua forza musicale chiudeva il sipario a questo premio annuale di Leporano dedicato ai fondatori di Taranto  città che ieri appariva distante e distratta.

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