ANNO XI  Settembre 2017.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 13 Settembre 2017 00:00

È in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità

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Camminate dunque nel Signore Gesù Cristo, come l'avete ricevuto, ben radicati e fondati in lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, abbondando nell'azione di grazie. 


Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. 
È in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, 
e voi avete in lui parte alla sua pienezza, di lui cioè che è il capo di ogni Principato e di ogni Potestà. 
In lui voi siete stati anche circoncisi, di una circoncisione però non fatta da mano di uomo, mediante la spogliazione del nostro corpo di carne, ma della vera circoncisione di Cristo. 
Con lui infatti siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui anche siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. 
Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti per i vostri peccati e per l'incirconcisione della vostra carne, perdonandoci tutti i peccati, 
annullando il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce; 
avendo privato della loro forza i Principati e le Potestà ne ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo. Contro la falsa ascesi, secondo gli "elementi del mondo" 

Salmi 145(144),1-2.8-9.10-11. 
O Dio, mio re, voglio esaltarti 
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre. 
Ti voglio benedire ogni giorno, lodare il tuo nome in eterno e per sempre. 
Paziente e misericordioso è il Signore, 

lento all'ira e ricco di grazia. 
Buono è il Signore verso tutti, 
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. 
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere 

e ti benedicano i tuoi fedeli. 
Dicano la gloria del tuo regno 
e parlino della tua potenza.


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 6,12-19. 
In quei giorni, Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. 
Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli: 
Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, 
Matteo, Tommaso, Giacomo d'Alfeo, Simone soprannominato Zelota, 
Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore. 
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, 
che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti. 
Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti

Ciascuno di noi può vivere l’apocalisse del Cristo, come ha fatto san Paolo indeizzato da Gesù dopo morto e risorto.

Il non apostolo Paolo, ‘territorio/foglia del vento’ in zumero,

(gish)pa

   leaf, bud, sprout; branch; wing; feather.[1]

ulu3(lu2)

  storm; south direction (towards the Gulf) (cf., tu15-u18-lu; u18) (u18, ‘huge’, + lil2, ‘wind’)[2].

battezzato da Anania[3] [territorio –ia del Cielo an del cielo an in zumero] era stato Saulo, in zumero ‘mani/uterosha del Vento’

shu

  n., hand(s); share, portion, portion, bundle; strengh; control; authority; handle; a hired group of workers (cf., DISH; DISH2(ASH) [SHU].

  v., to pour; to initiate, bring about[4].

sah4

   (cf., suh3)[5].

Che possiamo leggere nella polvere-sabbia del Sahara ad onta dei zumerologhi[6]

Sahar [IS]

  Silt, dust, earth, soil, mud, loam; rubbish; sediment; esquire, valet, page, body-servant, boy (loan from Akkadian suharu(m), ‘boy, male child,; servant’)[7].

shu-

rare contrapunctive modal prefix shu before the prefix mu[8].

Possiamo osservare l’indeizzazione anche in Pietro, la massima debolezza nel momento della Passione di Gesù Cristo, massima forza da fondamento della Chiesa al momento della consegna delle chiavi dei Cieli. Fu stato Cefa, in etrusco Pietro.

In me, massima debolezza, Dio ha messo la sua forza, e sono lu.kar, ‘soggetto forza’, da leggere kar.lu, forin, aquila.

 Il cognome Forin etima lontano hur-in. Che cosa ho visto nel Sumerian lexicon?:

hu-ri2-inmusen, u11-ri2-inmusen

  eagle, lammergeier vulture (? –avvoltoio gipeto-) Akkadian loanword, urinnu I; Orel & Stolbova #52 *’ar-/*war- ‘eagle’; note that AWh says that urinnu II, ‘standard, totem’, is a Sumerian loanword)[9].

Aquila. Riuscirò a volare con Sant’Agostino che paragonò Giovanni ev. a un’aquila?[10]

La leggenda del piccolo aquilotto che veniva lasciato cadere dal padre se rimaneva atterrito dalla visione del sole dovrebbe portare il lettore dentro alla forza del messaggio e non nella debolezza dell’argomentazione.

Camminate dunque nel Signore Gesù


[1] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 212

[2] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 297.

[3] Atti, 9.

[4] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 262.

[5] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 :227.

[6] E della loro presunta civiltà d’angolo sumera, senza seguito. La polvere del Sahara lo nega con ogni granello di sabbia.

[7] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 :227.

[8] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 262.

[9] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 114.

[10] -L’aquila è lo stesso Giovanni, che ha predicato realtà sublimi, che ha contemplato con sguardo fermo la luce interiore ed esteriore. Si dice anche che i piccoli delle aquile vengano messi alla prova dai loro genitori in questo modo: vengono tenuti sospesi dagli artigli del padre, e vengono posti direttamente di fronte ai raggi del sole: quello che sia riuscito a guardare il sole con fermezza è riconosciuto quale figlio; nel caso in cui il piccolo sbatta gli occhi, viene lasciato cadere dagli artigli, come nato da un adulterio. Ormai siete in grado di rendervi conto in che modo sublime abbia potuto parlare l’evangelista che è stato paragonato ad un’aquila-. Commento al Vang. Giov., XXXVI 5. 

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