ANNO XIV Novembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 26 Settembre 2017 00:00

Cosa non ha funzionato del bonus cultura per i diciottenni?

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Il finanziamento è stato richiesto dal 61% degli aventi diritto. Sui 290 milioni stanziati ne sono stati spesi 114. Un'inchiesta di Repubblica

 Il bonus introdotto dal governo Renzi per incentivare la diffusione della cultura tra le nuove generazioni era forse una buona idea, ma qualcosa non ha funzionato. Al punto che, con ogni probabilità, non verrà rifinanziato per una terza volta nel 2018. Scrive Repubblica: solo il 61% del primo giro - la classe '98 - lo ha richiesto (poco più di 351mila ragazzi). Sono avanzati 114 milioni su 290 milioni stanziati. E dei bonus prenotati, la metà sono ancora da spendere: circa 90 milioni di euro. Deludente per un governo che ha stanziato per i primi due giri del bonus (2016-2017) più di mezzo miliardo (580 milioni).

Poca adesione, i problemi secondo i ragazzi

"All'inizio ci sono stati i problemi con lo Spid, l'identità digitale necessaria per ottenere il bonus", spiega Tommaso Tosi a Repubblica, appena iscritto alla Bocconi, classe '98, ideatore e moderatore del gruppo Facebook "18app-Bonus Cultura" (14mila iscritti). "Ma poi gli ostacoli tecnici sono stati superati. La verità è che in molti prevale il disinteresse. Se non ti piace leggere, non vai ai concerti o al cinema, cosa te ne fai? Discorso diverso se si potesse acquistare anche l'elettronica. Lo chiedono in tanti, ma certo a quel punto non sarebbe un bonus cultura ".

In effetti alcuni post sono spiazzanti. "Ciao ragazzi, mi sono rimasti 400 euro e non so cosa farmene, qualche idea?", scrive Gianluca. Risponde stizzita Stella: "Visto che vedo 200 post al giorno di persone che non sanno più cosa comprare, che ne dite se facciamo un post unico con i libri che consigliereste di leggere almeno una volta nella vita?". Comincia lei, con un lungo elenco dal Ritratto di Dorian Gray alla Saga di Harry Potter. "C'è anche da dire che il governo ha interrotto gli spot tv due o tre mesi prima della scadenza del 30 giugno scorso per la classe '98: molti l'hanno dimenticata", dice Tommaso. Scadenza tra l'altro prorogata, nel tentativo di Palazzo Chigi di includere più diciottenni possibile. "A scuola poi il messaggio non è passato, nessuno dei miei insegnanti ci ha parlato di bonus, nessuna circolare li obbligava a farlo”.

Il mercato nero del bonus cultura

C’è poi chi del buono fa un uso improprio e lo baratta."È illegale, cancello personalmente tutti i post che alimentano questi scambi", conferma Tommaso sempre a Repubblica (leggi qui il testo integrale del servizio). Ma un mercato nero di fatto esiste. Tra chi acquista con i soldi del governo e poi rivende. Chi si fa fatturare libri, ma in realtà si assicura un tablet. O chi porta l'intero buono al negoziante in cambio dei 500 euro in contanti. A quanti chiedono in questi giorni se si possono fare abbonamenti ai siti di musica in streaming, qualcuno risponde semiserio: "Ma non va più di moda crackare? ". Una battuta rivelatrice dell'abitudine di molti giovani (e non solo) di rimediare in altro modo film, musica, giochi. Ecco perché Ilaria si lamenta: "Il ridicolo è non poter pagare la tassa regionale dell'università, almeno quella: che bene o male la musica in free download la trovi".

Più scelta per i nati nel ’99, ecco come funziona

L’atteso Regolamento sul bonus cultura per i ragazzi che compiono 18 anni nel 2017 è stato pubblicato il 18 settembre in Gazzetta Ufficiale, dove sono state rese note le modalità per accedere alla piattaforma ‘18app’ per scegliere le attività o i beni da comprare, acquistandoli online o generando un voucher da consegnare ai negozianti.

Per i nati nel ’99 - scrive il Corriere - si amplia la tipologia di beni acquistabili: i nati nel ‘98 potevano usare i 500 euro (ma lo potranno ancora fare, se già registrati al sito 18app, fino al 31 dicembre 2017) per assistere a rappresentazioni teatrali, per andare al cinema, per acquistare libri e biglietti per musei, mostre, eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali e spettacoli dal vivo. La classe ‘99 avrà una rosa di scelte più ampia: potranno comprare anche musica registrata (su supporto fisico o digitale) - e non solo concerti - corsi di teatro, di musica e di lingue straniere. Una decisione che accontenterà quei neomaggiorenni che si erano lamentati per le poche opzioni d’acquisto.

La carta elettronica -  Quest’anno i ragazzi, per usufruire del bonus, dovranno richiederlo, registrandosi alla piattaforma 18app, su cui potranno generare i voucher con cui acquistare i prodotti culturali preferiti (su portali di e-commerce o in negozi fisici). Preliminare, il passaggio per dotarsi dello Spid (il Sistema pubblico d’identità digitale) e cioè delle credenziali con cui tutti i cittadini italiani possono accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione, contattando uno dei provider indicati (InfoCert, Poste, Tim, Sielte). Iscrivendosi poi al sito 18app.italia.it, otterranno la Carta elettronica del valore di 500 euro, da cui scalare le somme che si spenderanno per i singoli acquisti.

18 app - Per iscriversi a 18app c’è tempo fino a giugno 2018. I diciottenni del 2017 avranno tempo fino al 31 dicembre 2018 per scegliere come spendere il proprio ‘assegno’. Una deroga che già si era vista per i loro predecessori (quelli del ‘98), dato il ritardo con cui anche l’anno scorso venne dato il via libera ai fondi. Anche perché non c’è fretta: tra le caratteristiche del bonus cultura c’è, infatti, quella di poter essere usato un po’ per volta (ma nulla impedisce di esaurirlo in un colpo solo)

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