ANNO XIV Luglio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 28 Settembre 2017 00:00

Memoria sociale

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Io, Esdra, all'offerta della sera mi sono alzato dal mio stato di prostrazione e con il vestito e il mantello laceri sono caduto in ginocchio e ho steso le mani al mio Signore, 
e ho detto: "Mio Dio, sono confuso, ho vergogna di alzare, Dio mio, la faccia verso di te, poiché le nostre colpe si sono moltiplicate fin sopra la nostra testa; la nostra colpevolezza è aumentata fino al cielo. 


Dai giorni dei nostri padri fino ad oggi noi siamo stati molto colpevoli e per le nostre colpe, noi, i nostri re e i nostri sacerdoti, siamo stati dati nelle mani dei re stranieri; siamo stati consegnati alla spada, alla prigionia, alla rapina, all'insulto fino ad oggi. 
Ora, da poco, il nostro Dio ci ha fatto una grazia: ha liberato un resto di noi, dandoci un asilo nel suo luogo santo, e così il nostro Dio ha fatto brillare i nostri occhi e ci ha dato un pò di sollievo nella nostra schiavitù. 
Perché noi siamo schiavi; ma nella nostra schiavitù il nostro Dio non ci ha abbandonati: ci ha resi graditi ai re di Persia; ci ha fatti rivivere, perché rialzassimo la casa del nostro Dio e restaurassimo le sue rovine e ci ha concesso di avere un riparo in Giuda e in Gerusalemme." 

Libro di Tobia 13,2.3-4a.4bcd.5.8. 
Benedetto Dio che vive in eterno, 
il suo regno dura per tutti i secoli; 
Egli castiga e usa misericordia, 
fa scendere negli abissi della terra, 
fa risalire dalla Grande Perdizione 
e nulla sfugge alla sua mano. 

Contemplate quel che il Signore ha fatto per voi.
Esaltatelo davanti ad ogni vivente; 
è lui il Signore, il nostro Dio,
lui il nostro Padre,
il Dio per tutti i secoli. 


Io gli do lode nel paese del mio esilio 
e manifesto la sua forza e la sua grandezza 
a un popolo di peccatori. 
Convertitevi, o peccatori, 
e operate la giustizia davanti a lui; 
chi sa che non torni ad amarvi e vi usi misericordia? 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,1-6. 
In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demòni e di curare le malattie. 
E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi. 
Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno. 
In qualunque casa entriate, là rimanete e di là poi riprendete il cammino. 
Quanto a coloro che non vi accolgono, nell'uscire dalla loro città, scuotete la polvere dai vostri piedi, a testimonianza contro di essi». 
Allora essi partirono e giravano di villaggio in villaggio, annunziando dovunque la buona novella e operando guarigioni

Gesù unì in dodici la base della sua testimonianza e mandò coppie di due ad evangelizzare. Li rese potenti contro i demoni, che sono in ciascuno: l’altro della coppia farà memoria al compagno di quanto vissuto assieme facendo emergere nel confronto lo Spirito Santo su Antasubba, val ba.bu.sat.an.

Io leggo ‘memoria’ in due modi: me.mur.ia, ‘luogoia (di) vita-mortemur (del) me’ vel me.mu.ri.a ‘semea (in) camminori (di) memo (lat.)’. Il primo, col mur, è un concetto magico, dove la vita è avvinta alla morte, come sempre dentro all’archetipo DA DUE UNO, che chiarisce nel melammu, vel nel -lampo creatore-lam che tiene uniti il me ed il mu. Leggo me.mu.ri.a in modo moderno nell’archetipo DA UNO DUE, chiarito dall’invariante latino memo, che ricorda a noi moderni ‘fa memoria’.

Il nome di Tobia in zumero è tu.bi.a, ‘semea (di) tu.bi’. Infatti Tobi è suo padre, zum. tu.bi, ‘propriobi tu’. Tu è il pronome che indica sia il vento tu15 per i zumerologi, incapaci di distinguerlo dal sacerdote narratore e di riconoscerlo in tu.mu = tomo = tu15+ -parola creativa-mu vel me

Il passo del libro di Tobia esalta la memoria sociale di di.u, avv. latino = lungamente, che unisce i grafi zumeri di = Dio, u = tutto/Cielo. Convertitevi, o peccatori, la misericordia divina vi può afferrare e salvare anche all’ultimo momento col ‘ricordati di me nel tuo regno’.

Vorrei aver ali!

a2…il

  to exult, glorify (‘horn’ + ‘to lift’).

Esdra, lettura dei grafi zumeri es.dar, ‘ponteficedar (di) vita-morteesh’ dà memoria sociale di man.tu., ‘partner del vento’.

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