ANNO XIII Novembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 06 Ottobre 2017 07:52

La città non vuol perdere la sua memoria, l’archivio comunale resti a Taranto

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L'isola prima del 1936 L'isola prima del 1936

L’assemblea pubblica convocata dagli estensori dell’appello “Spazio alla memoria! L’archivio comunale resti a Taranto”, riunitasi mercoledì 4 ottobre presso il Centro della fotografia, ha deciso di costituirsi in comitato.

All’incontro erano presenti, tra gli altri, la dott.ssa Lucia D’Ippolito, direttore dell’Archivio di Stato di Taranto, il dott. Michele Durante, già direttore dell’Archivio di Stato di Taranto, il dott. Claudio Fabrizio, già direttore della Biblioteca civica Acclavio, il dott. Giuseppe Orlando, già direttore dei Centri servizi culturali della Regione Puglia, il prof. Giulio Fenicia, docente ordinario di Storia economica dell’Università di Bari, l’arch. Massimo Prontera. Nella discussione sono intervenuti il consigliere comunale Vincenzo Fornaro e il consigliere regionale Mino Borraccino. Ha mandato la sua adesione all’iniziativa l’on. Ludovico Vico.

Di seguito il comunicato stampa diramato a conclusione dei lavori.

Un polo archivistico per rilanciare la cultura a Taranto

I cittadini di Taranto non sono più disposti a vedere maltrattata la loro memoria storica. E’ questo il dato generale che emerge dalle reazioni all’appello sull’archivio storico comunale lanciato sabato scorso da oltre 70 studiosi, archivisti, appassionati di storia locale. In pochi giorni più di 1.500 persone hanno sottoscritto la petizione on-line sulla piattaforma Change.org; decine i commenti rilasciati, oltre 10.000 le visualizzazioni del documento su Facebook. Sono dati che segnalano il vivo interesse per la questione.

Ora i cittadini di Taranto aspettano soluzioni concrete. Prendiamo atto delle risposte giunte negli ultimi giorni da parte del sindaco e di esponenti della sua giunta. In queste dichiarazioni traspare chiaramente il rischio di trasferimento corso dall’archivio. Nella sua nota stampa Melucci comunica una richiesta di preventivo inoltrata lo scorso giugno dal Comune di Taranto alla società CNI SpA, proprietaria di un sito di conservazione a Rutigliano, per un deposito di tre anni. La mobilitazione degli ultimi giorni sembra aver scongiurato tale eventualità, al momento. Il sindaco e l’assessore al Patrimonio hanno rassicurato che l’archivio non lascerà Taranto. Sono state fatte varie ipotesi per la sua sistemazione: al momento tuttavia si tratta di semplici suggestioni. In attesa di conoscere proposte dettagliate, per poterle valutare nel merito, poniamo all’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza alcune considerazioni.

In primo luogo, la nostra proposta di un polo archivistico cittadino non ha ricevuto riscontri nelle risposte delle autorità. Eppure non si tratta di una semplice idea, bensì di un progetto lanciato circa un anno fa dalla Soprintendenza archivistica di Puglia e Basilicata, per il quale avevano manifestato interesse anche altre istituzioni. Lo stesso Comune di Taranto era stato contattato, e l’invito è stato ribadito al sindaco Melucci lo scorso agosto. Si attende dunque una chiara presa di posizione dell’amministrazione su tale proposta.

Il polo archivistico non svolgerebbe soltanto una funzione conservativa. Come già accade in altre città del paese, esso sarebbe uno spazio culturale polifunzionale, aperto all’intera cittadinanza, in cui svolgere attività di valorizzazione e socializzazione della memoria. Insomma, una vera e propria istituzione culturale, di cui oggi Taranto ha estremamente bisogno. In questa direzione, d’altra parte, si muovono le indicazioni dell’Unione Europea e dello stesso governo centrale. Tale progetto consentirebbe inoltre di realizzare risparmi alle istituzioni interessate, grazie alle economie di scala rese possibili dalla concentrazione del materiale in un unico sito.

Per realizzare il polo archivistico Taranto potrebbe cogliere un’opportunità irripetibile: quella offerta dal Contratto istituzionale di sviluppo. Dalle risorse messe a disposizione nell’ambito del CIS si potrebbero attingere i finanziamenti necessari a realizzare l’opera. Serve però che le istituzioni interessate si parlino, ed elaborino insieme una progettualità in grado di intercettare i fondi.

Nel frattempo, l’archivio comunale va reso fruibile al più presto. L’amministrazione deve individuare una sede idonea ad ospitare la documentazione, e allestire un servizio di consultazione. Ricordiamo al sindaco le sollecitazioni giunte in passato dalla Soprintendenza archivistica, che ammonivano il Comune di Taranto per lo stato in cui si trovava (e si trova) l’archivio. Le rassicurazioni verbali non bastano: soltanto una soluzione effettiva potrà scongiurare il rischio che la documentazione finisca in un deposito in grado quanto meno di garantirne la conservazione. Ricordiamo infatti che al momento, per lo stato in cui si trovano, le carte sono soggette a deterioramento. Una soluzione va quindi individuata con urgenza. Chiediamo all’amministrazione un confronto per offrire anche un nostro contributo tecnico di archivisti e di studiosi.

Concludiamo con un appello rivolto a tutte le componenti della nostra comunità. E’ necessario uno sforzo congiunto per realizzare gli obiettivi che ci proponiamo. Come si è detto, il polo archivistico potrebbe rappresentare una svolta per la cultura a Taranto. Soltanto con l’impegno di tutti possiamo trasformare questo progetto in realtà. Chiediamo pertanto ai rappresentanti delle istituzioni che insistono sul territorio, ai consiglieri comunali e regionali, ai parlamentari, alle forze sociali e politiche di prendere posizione in questo senso. Nei prossimi giorni avvieremo una serie di contatti volti a sollecitare l’impegno dei diversi attori. E soprattutto continueremo a informare e mobilitare la cittadinanza su un tema su cui Taranto si gioca una parte importante del suo futuro.        

Comitato “L’archivio comunale resti a Taranto”  

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