ANNO XI  Ottobre 2017.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 08 Ottobre 2017 00:00

Uroboro, il serpente che si morde la coda

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Archeologia dell’ufficio ha sottotitolato il suo Opus Dei Giorgio Agamben, Homo sacer, II, 5[1]. Ovvero: ‘opera di Dio’, ma è di un uomo. Che non guarda distante.

In zumero, opus dei = -ub.us dii- vel –ub.uz dei-. Ufficio: uruburu/uruburus.

Uruburu = Uroboro, il serpente che si morde la coda[2].

uru

Il serpente Ouroboros riprodotto nel 1478 da Theodoros Pelecanos sulla base di un manoscritto perduto di Sinesio (370-413 d.C.)

L'Uroboro, detto comunemente Ouroboros (ma anche Oroborus, Uroboros e Oroboro, dal greco οὐροβόρος ὄφις, "serpente che mangia la coda"), è un simbolo molto antico, presente in tutti i popoli e in tutte le epoche[1]. Rappresenta un serpente o un drago che si morde la coda, formando un cerchio senza inizio né fine[2].

Apparentemente immobile, ma in eterno movimento, rappresenta il potere che divora e rigenera se stesso, l'energia universale che si consuma e si rinnova di continuo, la natura ciclica delle cose,[2] che ricominciano dall'inizio dopo aver raggiunto la propria fine. Simboleggia quindi l'unità e l'androgino primordiale, la totalità del tutto, l'infinito, l'eternità, il tempo ciclico, l'eterno ritorno, l'immortalità e la perfezione[3].

Ouroboros, dunque, rappresenta il potere che divora e rigenera se stesso. Questa è la forza alternativa al karma. Riguarda tutte le epoche compresa l’epoca zumera. Specificamente: l’ordine burocratico.

Giovanni Semerano lo descrisse[1]. Noi osserviamo la città zumera, l’area di mezzo, l’altra città:

uru(ki), eri, iri, ri2; uru2; iri11

  city, town, village, district (Akk., uru IV, ‘city’, from Sumerian; Orel&Stolbova derive Hebrew ‘ir from unrelated #1012 *ger- ‘town’) [URU archaic frequency][2].

ubu [ASH]

  area measure, = ½ of an iku (= 50 sar)[3].

uru(ki), eri, iri, ri2; uru2; iri11

  city, town, village, district (Akk., uru IV, ‘city’, from Sumerian; Orel&Stolbova derive Hebrew ‘ir from unrelated #1012 *ger- ‘town’) [URU archaic frequency][4].

Ash = Uno d’origine.

ash; ash-a; ash-she3

  one; unique; only; alone (cf., dili) [5].

dili, dil [ASH]

  one.

  adj., each; single; alone; unique.

  adv., alone, by oneself[6].

Dis-as-tro = Dis-ash-tur, fare giro, tour, di dish (Uno d’origine) anteposto ad Ash (Uno d’origine e stella).

Come scriba,

ubisag

(cf., umbisag)[7][scribe; administrator (umbin, ‘nail impression [on a tablet]’, + sag, ‘counted head’)[8].

posso osservare correttamente ancòra posposto ad àncora dell’unico zumero an.kur.a.


[2] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 302.

[3] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 293.

[4] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 302.

[5] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 24.

[6] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 43.

[7] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 293.

[8] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 298.


[1] Bollati- Boringhieri, 2011.

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