ANNO XV Gennaio 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 10 Ottobre 2017 00:00

Ilva - La proposta di Mittal è irricevibile, risposta Governo, intervento della Uilm

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«Ilva: bene Calenda e Bellanova sulla irricevibilità della proposta Mittal» questo è il commento dell’Onorevole Ludovico Vico, che viene a seguito delle proposte della Mittal di licenziamenti totale e riassunzione del 70% con le nuove regole

«Bene! Il ministro Calenda e il viceministro Bellanova hanno dichiarato irricevibile la posizione dell’ArcelorMittal. Non poteva che essere così. Non più tardi di ieri mi ero permesso di segnalare in un comunicato stampa, questa questione. La parità salariale è un vincolo delle obbligazioni definite con il decreto del ministro Calenda a giugno. La proposta di Mittal era in violazione di quel vincolo. Vuol dire che la trattativa sindacale può partire con serenità, ma deve svolgersi, ovviamente con la fondamentale sovraintendenza del Governo. Anche l’altro vincolo obbligazionale, cioè il mantenimento di non meno di 10.000 lavoratori, dovrà essere rispettato e dovrà fungere da base di partenza per la trattativa sindacale. Sia chiaro, nessun posto di lavoro dovrà essere perso e tutti i 14.000 lavoratori verranno tutelati, anche attraverso l’amministrazione straordinaria commissariale per le bonifiche.»

Su questa vicenda interviene anche il segretario nazionale della UILM Antonio Talò

«Ringrazio tutti i lavoratori dell'Ilva che, da questa mattina, hanno partecipato in maniera massiccia allo sciopero indetto dai sindacati metalmeccanici. La grande e convinta partecipazione di tutti i lavoratori ha costretto il governo a recedere e a cancellare una procedura che noi della Uilm riteniamo ingiusta, iniqua e penalizzante per tutti.

E' ovvio che quanto consumato oggi è solo un primo importante passo, ma sicuramente dobbiamo proseguire nella nostra battaglia, sino a quando il governo non prenderà consapevolezza che ai lavoratori, alla città di Taranto, alla provincia ionica, bisogna solo "dare", senza chiedere più niente. In questi decenni si è sofferto e si è pagato tanto, in termini di salute, ambiente, salario e occupazione.

Oggi è il tempo in cui la politica e la società civile colgano il grande esempio che hanno dato i lavoratori e facciano sentire la propria voce, per vincere questa sfida. E' necessaria unità d'intenti, tra sindacati, istituzioni, mondo della politica, lavoratori; tutti siano scevri da pregiudizi e colori politici. Ricordiamo che questa può essere l'unica vera occasione per cambiare radicalmente il destino di questo territorio. I lavoratori e il sindacato sono in campo.»

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