ANNO XI  Ottobre 2017.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 12 Ottobre 2017 00:00

Rassegna stampa Forin - Colpi di mano, colpi di testa, colpi di Stato - i menei di pace di Giovanni XXIII

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Colpi di mano, colpi di testa, colpi di Stato. Il PdR sta compiendo un colpo di testa. PdR = partito del Rosatellum.

Il colpo di faccia è di Gentiloni, Avatar del PdR = partito di Renzi: ha presentato il suo governo il 12.12.16 chiedendo la fiducia: avrebbe lasciato la legge elettorale al Parlamento e dopo dieci mesi chiede la fiducia per tenerla con sé. Faccia di bronzo? Pare di sì, ma non colpo di Stato.

Il colpo di testa folle fu di Grillo, quando gridò: -Colpo di Stato- alla rielezione di Napolitano (20.04.13). Nessuno se ne accorse, se non i grillini, che non distinguono il colpo di Stato dal colpo di testa né dal colpo di mano.

Colpo di testa geniale fu di Napolitano quando nominò Monti senatore a vita in epoca che vedeva i senatori a vita come colpi di Stato. Erano tempi del Berlusconi che tentò un colpo di Stato a referendum: se avesse vinto avrei avuto un colpo di testa io; gli votai contro ed ora è fuori dal Parlamento per indegnità fiscale. E tuttavia continua a guidare coloro che perdono colpi e fa parte del PdR.

Un colpo di testa folle è: “Catalogna indipendente, ma trattiamo”. La trattativa per l’indipendenza dipende dallo stato alterato della mente. Un’alterazione trattabile, per fortuna.

Colpo di testa folle è quello dei nostri amati leaders incapaci di risolvere il problema catalano con la cittadinanza unica europea. Io invito tutti a levar loro un pernacchione clamoroso.

Chissà che qualcuno sia ancora capace di arrossire!

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Mercoledì 11 ottobre. San Giovanni XIII.

Nei menei di san Giovanni XXXIII voglio ricordare la sua ultima enciclica Pacem in terris (11 aprile 1963)

http://w2.vatican.va/content/john-xxiii/it/encyclicals/documents/hf_j-xxiii_enc_11041963_pacem.html

esattamente cinquantaquattro e mezzo anno fa, il papa della misericordia alzò il suo karma/kierma di pa.ki.e, ‘territoriopa (dal) cuoree (della) terraki’.

Pochi mesi prima scampammo la crisi dei missili a Cuba[1]. Ku.ba = ‘distinguoku animaba’ in zumero.

11 ottobre 1962 ascoltammo il suo discorso alla luna:

https://www.youtube.com/watch?v=QoShzJiwop4

dal 12 ottobre al 28 ottobre 1962 vivemmo la crisi dei missili a Cuba

http://pochestorie.corriere.it/2016/10/25/ottobre-1962-crisi-di-cuba-il-mondo-a-un-passo-dallolocausto-nucleare/

la vivemmo ad un passo dall’olocausto sotto le ali della misericordia di Dio col pontefice della sua misericordia.

8 ottobre 2017, in Portogallo, si è osservato il diavolo di fuoco[2].

Ni2.in.izi = ‘sperimentare. corrente. fuoco’ in zumero. Sfiorare l’olocausto, oggi contro Kim.Trump, con le ali:

a2…il

  to exult, glorify (‘horn’ + ‘to lift’)[3].

Il è il più antico nome di Dio, in zumero, a2 è il suo seme ripiantato dal pontefice

pa-pah

cella, inner sanctum of temple (loanword from Akk. papahu(m); cf., Orel&Stolbova#1926, *pah- “close, lock”)[4].


[3] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 10.

[4] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 213.

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