ANNO XI  Novembre 2017.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 17 Ottobre 2017 00:00

Gli editori scompariranno? No! Dovranno cambiare ruolo

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Già in un convegno del 2009 si parlava quasi con timore della scomparsa dell’editore, il titolo “inquietante” dell’articolo del Corriere della sera è ancora visibile ai primi posti nelle news «L'editore sparirà in una generazione»

Al di là dei timori dello sbarco dei colossi della rete come Amazon e Google nell’editoria online, in quell’articolo si partiva da una certezza, la rivoluzione è in atto, “l'ebook cambierà per sempre e in modo radicale il nostro modo di rapportarci ai libri è sicuro, ma per ora è un mercato esiguo, estremamente limitato nell'offerta, di scarsa incidenza economica, anche se potenzialmente esplosivo”.

La fotografia di otto anni fa è sostanzialmente inalterata. Siamo ancora in Italia a livello di “Far Web” come riporta nell’articolo citato Mario Guaraldi, piccolo editore riminese, tra i primi a rendere disponibile online il catalogo e pioniere, nel '96, del print on demand. Ma siamo in un settore in crescita continua tanto che, spostandoci dal 2009 a oggi, la preoccupazione, che si denuncia in vari articoli è che ci sono più scrittori che lettori. E in un articolo più recente del 2016 di Repubblica si racconta ancora la situazione del Paese: «Libri: tante uscite per pochi lettori. E il digitale non sfonda.»  1496823044 Amazon books 1280x628

Dunque dove siamo, tanto per capirci, è quell'interregno che deve far riflettere tutti. Pena soccombere dentro il proprio rancorismo contro il mondo. Non si può più pensare con la testa rivolta all'indietro. Lungi da me il ripetere quello che un amico che opera nell'innovazione mi dice riguardo al futuro dove su 100, 20 lavoreranno, quelli che sono riusciti a capire come, e 80 saranno assistiti con salario minimo per la sopravvivenza. Diciamo che vogliamo essere ancorati a questo presente e cerchiamo di comprendere come si evolve il mondo.  Da almeno dieci anni il modo di leggere evolve, i nativi del millennio sono digitali e non possiamo farci nulla. Il tablet già in alcune scuole sostituisce i libri. Anche questo è un trend. Poi noi non abbiamo ancora visto in giro il lettore kindle e leggiamo attraverso pc, tablet e smartphone e non è la stessa cosa, e questa carenza tecnologica dimostra l'indisponibilità alla lettura, perché siamo piuttosto legati alla navigazione a vista nei social leggiucchiando post e amenità varie. 

In quell'articolo vecchio del Corriere si parlava del futuro, non prendendo per seri i dati manipolati dell'America, pensando che il mercato degli ebook sfonderà quando il costo si abbatterà - e ci siamo, oggi un libro costa anche 0,99 centesimi poco più di un caffè -. Ma gli editori? Non spariranno, cambierà radicalmente il loro lavoro. Già abbiamo molti editori del cartaceo che hanno aperto con convinzione al digitale.

Nell'articolo pubblicato sul Riformista dal titolo "tranquilli le case editrici non spariranno" si fa riferimento al libro di Gino Roncaglia, autore de La Quarta Rivoluzione, illuminante saggio sul futuro del libro pubblicato nel 2010 da Laterza che avanzava previsioni: «Molto probabilmente ci sarà nei prossimi anni un aumento di opere auto prodotte, ma poi sarà comunque fondamentale la mediazione dell’editore. Magari nell'ambito di un mercato cartaceo concentrato sulle alte tirature e un mercato elettronico per quelle minori. Ma, insisto, le case editrici rimarranno fondamentali. Altrimenti, chi garantirà al popolo letterario qualità, talent scouting e attività promozionali?» Previsione azzeccata riguardo alle autopubblicazioni. Ma questa analisi di sette anni fa parla di grandi case editrici e probabilmente ci siamo, per il resto oggi possiamo parlare, di attività di editing, che sono più vicine ai sistemi già presenti nel settore come Simplicissimus, che magari analizzeremo in seguito. Comunque sono altre cose. Cosi come dovranno cambiare le librerie diventando "luogo di mediazione culturale e non solo di vendita", diceva Roncaglia. E siamo d'accordo e comunque molte librerie già lo fanno.  

Un ultima rivoluzione - e qui siamo davvero all'oggi -  è arrivata con la libreria di Amazon che coniuga ebook e copertina flessibile eliminando costi per la trasformazione in libro e riconoscendo il 20% all'autore che non si fa carico di nulla in quanto è il lettore che acquista online e se lo fa portare a casa.Tra l'altro qui l'autore ragiona da editore e quindi libero anche di cambiare quando vuole senza averci rimesso nulla. E ancora tra l'altro qui ritorna la libreria fisica come quella inaugurata a New York da Amazon (vedi foto). Per informazione va detto che Amazon subisce le stesse critiche di Mac Donald rispetto ai tempi forzati che fanno delle due aziende la rivoluzione in essere nel loro campo del modo di fare consegne la prima o la velocità nel fare panini (dopo i lenti Drivi in) la seconda, un cliché tutto americano che non trova consensi nel nostrano modo di concepire il lavoro nel nostro paese. Ma questo è davvero un altro discorso.

Non è cruccio nostro, editori online da 11 anni, quello di pensare al futuro. Ma cosa dire dell'ultima novità di Amazon che rinnova - a proposito dei lettori che non vediamo in giro - il suo lettore di battaglia e arriva il Kindle Oasis che più che un refresh sembra di essere di fronte a un modello tutto nuovo. Display più grande di 1", batteria interamente integrata e, questa si è una novità (vedere la copertina) resistente all'immersione. Quindi?

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