ANNO XII  Novembre 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 23 Ottobre 2017 00:00

Villa Castelli (Br) - Eidos72029 irradia il bene sull'asse del male Taranto-Brindisi

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Un pomeriggio molto particolare, con l'assenza della canicola in questo ottobre più caldo, in questo paese dell'entroterra equidistate da Cerano e dall'Ilva che affronta il tema dell'inquinamento con un convegno molto particolare sul quale ha dato animus Vincenzo De Marco, il poeta operaio, come dice di se stesso, usando il termine pasoliniano, 

Questo cappello per parlare di questa serata di ieri (21 ottobre ndr), nel convegno di Villa Castelli (Brindisi) "Asse del Male Taranto-Brindisi Territori malati e popolazione a rischio" svoltosi nella bella sala quattrocentesa del Comune, (in foto una parziale veduta della sala antistante). Convegno presentato da Carmela Biondi

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Il convegno è durato fino alle 22,00, eppure il salone è rimasto pressoché pieno di gente, (nella foto di copertina, presa da Facebook, lo si vede bene). Il giovane prof.Giovanni Felle, artista e docente nella scuola pubblica, presidente dell'associazione di promozione sociale Eidos72029, prepara una bella installazione scenica con radiografie stese a forma di vestiti di bimbo, mentre un attore di base Domenico Giovane con la maschera bianca legge la prefazione del libro di Vincenzo De Marco, una narrazione che spiega il perché, lui operaio Ilva, parli del Mostro. Così inizia il convegno con il saluto del Sindaco Vito Antonio Caliandro, che nel suo comune ha lavorato come impiegato e conosce bene il suo paese che non vorrebbe malato, ed elogia l'associazione, cui alla fine come amministrazione dona un defibrillatore, e questo per aver portato nel comune persone in grado di elevare il dibattito sui temi della difesa dell'ambiente.

E a questa difesa presta particolare attenzione Alessandro Marescotti che parla della sua associazione Peacelink, telematica per la pace, presente dal 1991: "nata quando nessuno aveva un computer mentre oggi ce l'hanno tutti..in tasca" e che ha spiegato come, lui insegnante di lettere, ha dovuto studiare la chimica finendo persino a chiedere a un collega di scrivere in un manuale la "chimica per la famiglia", per capire come ci stavano avvelenando con la diossina, e tutto il corredo che oramai è diventata narrazione a Taranto.

Tutto ora narrato direttamente al giudice nel maxi-processo all'insegna della minaccia europea di chi inquina-paga, che qui ha significato altro fa capire Alessandro, facendo sorridere tutti col chiaro riferimento a chi comprava il silenzio degli innocenti ora indagati come presunti colpevoli.

Marescotti parla dell'Africa, negli anni novanta destinaria di interventi legati all'uso delle nuove tecnologie comunicative che all'epoca erano ignote soprattutto in campo sanitario. E poi ha parlato di Taranto e del fatto che dopo 12 decreti prima un operaio Ilva fumava 7000 sigarette nelle sue otto ore di lavoro, ora ne fuma più di 400. Questo per dire che non ci basterà mai qualunque iniziativa che non porti davvero a zero. 

Si dovrà fare come nel bacino della Ruhr in Germania che ha sputato acciaio per 130 anni fino al 93 – un area di quattro milioni di abitanti che ruotano intorno al fiume Ruhr in un paesaggio incantevole che in 25 anni si è affrancato dall’industria? La mettiamo tutta come domanda perché dando l’informazione non dobbiamo avere retro-pensieri. Soprattutto perché dagli esempi delle città che hanno scelto si capisce che c’è stato un concorso di tutti gli attori istituzionali e non, mentre in Italia questo non c’è e non sappiamo se ci sarà mai.

Particorità ai dati legati alla quantità degli inquinanti e all'analisi della mortalità è stata portata nel bel intervento, puntuale e preciso del dott. Maurizio Portaluri direttore della rivista telematica Salute Pubblica nonché radioterapista oncologo presso ospedale. Il convegno andava a blocchi, l'ultimo è stato quello che ha riguardato un particolare segmento della sanità, ovvero la ricerca sangue per le trasfusioni ed è stato affrontato in modo esaustivo - davvero abbiamo saputo tutto - dal medico condotto Pantaleone Caliandro dell'Avis. Altra parte del blocco riguardava un intervento del prof Felice Suma dell'associazione Passo di Terra che ha parlato di agricoltura biologica, biodiversità, tutela della salute e sulla sua relazione si inserita un'associazione di Cisternino che si occupa di api. 

Ma il clou della serata è stato il poeta maledetto con il suo libro "Mostro, versi di rabbia e d'amore" di Vincenzo De Marco. Lo definisco così perché in un suo aforisma fa riferimento alla forma, di fatto usa una forma semplice perché gli interessa la sostanza, e poi il suo libro èun libro di speranza e non di rabbia, la seconda parte è inno alla vita, la terza è legata agli amori e ai sentimenti; eppure quelle prime poesie sono davvero un pugno nello stomaco, lo stesso che lui avvertiva quando col cadavere per terra in fabbrica il caporeparto pensava alla produzione.

E lo scrivente ricordava ieri un altro sindacato che bloccava l'azienda con tre turni di sciopero. La nostra conversazione ha coperto la prima mezzora, ma le poesie di Vincenzo recitate da Domenico Giovane per tutta la serata e anche in conclusione hanno trovato lo spazio anche per l'attore Giuseppe Calamunci Mannitta che - si vede che studia ma dovrebbe dotarsi di un nome d'arte più facile da ricordare - ha chiuso lo spazio dedicato al libro leggendo due poesie che hanno vinto concorsi.

In una domanda, fra le altre, chiedevo al poeta operaio come vive in fabbrica, e non sfugge alla domanda, perché è chiaro che è oggetto di mobbing orizzontale, ma la sua è una battaglia per la salute anche degli operai perché non è giusto lavorare in un posto dove rischi di finire prima la tua vita e non vedere i tuoi figli sposati e figuriamoci i nipoti. Ma lui ha solidarietà dei lavoratori di tutt'Italia dove sta presentando il libro. Ieri ha parlato - a proposito di solidarietà - di Macerie, il libro scritto con diversi autori e  la cui vendita e il relativo guadagno è destinato ai paesi del centro italia devastato dal terremoto - la presentazione è stata fatta nel comune di Amatrice col sindaco Pirozzi -. Anche se le macerie di cui parla il libro riguardano vite vissute.

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In conclusione mi sento di ripetere ai nostri lettori quello che lo scrivente ha riportato nel social forum, una sorta di esaltazione della bellezza che viene da fare dopo aver visto tanta voglia di vivere - ben sottolineata dai Genitori tarantini - La bella iniziativa di ieri sera con la bellissima poesia di Vincenzo De Marco il nostro poeta maledetto, mi porta ad esaltare questa piazza di Villa Castelli, che con le sue linee urbanistiche, richiama la grande immagine della Città Perfetta. Segno che i nostri paesi curano il territorio lungi dalla barbarie delle speculazioni edilizie. Grazie a Carmela Biondi per questa opportunità, onore all'associazione Eidos72029 e a questo paese incantevole. Alla prossima.

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