ANNO XIV Ottobre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 13 Dicembre 2017 15:51

Azioni e reazioni controllate

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Molti credono che l'uscita di Trump su Gerusalemme capitale di Israele sia un gesto irrazionale e spontaneo.  Dal mio punto di vista invece è perfettamente razionale e calcolato.

È il secondo atto politico finalizzato a ridefinire la presenza americana nel mondo. Il primo è stato il bombardamento dell'aeroporto siriano che ha determinato un accordo tra Turchia, Siria, Iran e Russia per il posizionamento russo in quei territori e il disimpegno americano nel mediterraneo. Azioni finalizzate a predefinite reazioni controllate. Ora, con Gerusalemme, cerca una reazione identica dall'altra parte della piattaforma continentale araba. Alla fine avrà: 

- consentito un ruolo internazionale russo (dove ci sono i suoi interessi e i suoi interessati alleati),
- lasciato il mediterraneo ai Russi (dopo la conquista dei mari caldi con la Crimea)

- e trasferito gli americani sull'Oceano Pacifico.

Alla fine risulterà, questa decisione politica, dannosa per Israele che resterà solo a sostenere un conflitto nei territori. Gli israeliani pensano di poterlo fare. 

Oggi. 
Ma domani?

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