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Martedì, 19 Dicembre 2017 12:03

Taranto - Call Center come caporali, sfruttamento e paga da fame, 33 centesimi l'ora

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Vent'anni fa lo scrivente, pubblicò Cira e le altre, braccianti e caporali, libro cult finito in un'immagine di una artista riminese accanto al libro Una donna di  Sibilla Aleramo. Un'annotazione personale per dire che in vent'anni nulla è cambiato nel mondo del lavoro, tranne il fatto che ora la legge c'è e gli avvocati della Cgil hanno intenzione di utilizzarla nel settore del Call Center, una sorta di Far West dei diritti dove donne e uomini disoccupati vengono sfruttati

Questa è la conclusione della conferenza stampa di pochi minuti fa svoltasi nella Cgil di Taranto con Andrea Lumino segretario della SLC, lavoratori delle tele comunicazioni. Un annuncio su Subito.it parla di una azienda di Lecce con sede a Taranto in Via Bari, che propone 12 mila euro annue con il lavoro di Call Center a paga contrattuale. 

Di tutt'altro tenore il racconto delle lavoratrici, sette in tutto, che dopo un periodo di lavoro da metà ottobre fino a dicembre, si sono licenziate dopo aver avuto, non la busta paga, bensì il primo bonifico allucinante di appena 92 euro per un mese di lavoro. Alle rimostranze l'azienda ha risposto che se per 5 minuti si lascia il posto per andare al bagno, o si arriva con tre minuti di ritardo si toglie un ora di lavoro. Andrea Lumino del sindacato dice che ha fatto più volte il conto con la calcolatrice e veniva 33 centesimi l'ora a fronte delle 6 ore 30 per contratto. 

La vertenza ora assume tutto il valore pubblico della tutela dei diritti delle lavoratrice da una condizione di palese sfruttamento e su questo Lumino non la manda a dire affermando che: " abbiamo interessato i nostri legali che hanno detto che è interessante collegare questa situazione alla legge sul caporalato per i risvolti penali, per questo motivo subito dopo la conferenza stampa abbiamo preparato esposto denuncia da parte delle lavoratrici e del sindacato da inviare alla Procura della Repubblica, al Sindaco di Taranro, al Presidente della Provincia e al Prefetto perchè intervengano su questo aspetto di tutela dei diritti delle persone e del lavoro". Un tema quindi da porre al mondo politico istutuzionale per alzare il tono nei confronti dei questo mondo del lavoro moderno. 

Un lavoro deregolamentato, dove non c'è un etica da parte della committenza e che riguarda tutto il mondo delle telecomunicazioni e della telefonia, e anche parte dello Stato, come Inps, per esempio. Quello del call center è un settore del mercato del lavoro malato, spesso alle prese con leggi sfavorevoli, con aziende che andrebbero controllate con l'antimafia e dove i committenti, come Fastweb pensano solo al risparmio ricavato sullo sfruttamento di chi lavora che è l'anello più debole della catena e dalla cui parte dice infine Lumino, "noi come CGIL, staremo sempre".

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