ANNO XIII  Luglio 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 20 Dicembre 2017 05:46

Il padrone del fuoco

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L’archeologia del linguaggio[1] 2017 è il mezzo potente[2] che legge –il padrone del fuoco- come fu scritto nella notte dei tempi e lo porge ai contemporanei.

-Il padrone del fuoco- è traducibile in zumero con la lettura precisa dell’espressione.

Affronto questo sintagma[3] allo scopo di dimostrare ulteriormente l’assurdità dell’assunto: il zumero, lingua espressa in caratteri cuneiformi più di 4286 anni fa, è da derubricare come estinta senza seguito.

Invece, il zumero è proprio la prima lingua espressa dall’umanità.

Possiamo leggere –il padrone del fuoco- agli in.izi, ‘corrente. fuoco’ in zumero.

In igni, ‘nel fuoco’ lat., vediamo nigin: circolo[4]. Come?: in ‘apertura ig’ su ni[5].

Dunque, con questa apertura, oltre il fuoco ed oltre il nulla, possiamo veder Dio:

IL

Ni.h.il, ‘nulla’ lat., NI-H-IL zum., ‘Aldilà (hubur)-Dio’.

 ‘IL’ è stato individuato come il primo nome zumero di Dio da Robert A. Di Vito[6].

‘La rosa di Sargon il grande’ è un sintagma che comprova l’assurdità: ‘nome della rosa’ = ‘che vuol dir tutto e niente[7].

‘Bildung’[8] contiene l’etimo di ‘padrone’ in zumero dun foneticamente: DON, come il fiume russo. Nessuno si prende la briga di chiedersi perché venne nominato Don?

Dal O leviamo su al ‘cielo’, ob vel ub. Ob è il fiume siberiano che sfocia nel Kara.

Il siberiano Ob[9], in ostiaco Ash in zumero Ash = Uno d’origine, in tataro Omar / Umar: non dà ‘cielo’?

Padrone.

Percorso classico:

padrone, it. [lat. patronu (m.), ‘patrono’ rifatto sul sost. in –one[10]].

Sillabo composta pa.tronu lat. pa.thronu. Il trono emerge dalla sillabazione irrituale, conf. dal thronu di Ernout e Meillet.

Pa è zum.: territorio, chiaro in

an-pa

  zenith (‘sky’ + ‘branch of a dial?’ vel ‘territorio del cielo’)[11].

Da leggere Pan, il ‘dio del cielo classico’ [Sufficiente a cestinare la sumerologia[12]].

Altro percorso: padroneit. < patronulat. < padurunzum.

Scelgo questo che svela zumero dun –padrone-[13] che ‘circoscrive’ città in d.uru.n.

Questo è un passaggio estremamente violento per noi ‘sinistro-destra-diretti’: il centro O sta nell’uru. Urugal è Aldilà. Uru è città ed il suo padrone.

 È indispensabile allargare lo sguardo su diversi sintagmi a partire da -dur an ki- ‘legamedur (di) cieloan (e) terraki’.

dur-an-ki

  Bond of Heaven and Earth; an epithet of the city of Nippur, the Sumerian religious center (or of one of its sectors)[14].

Questo legame può spezzarsi nel duello tra cielo e terra (non compreso da Halloran perché comprende l’archetipo DA DUE UNO[15]):

dur2-ki…gar/ga2-ga2

   to establish one’s dwelling (‘to dwell (plural)’ + ‘place’ + ‘to establish’)[16].

Può anche far ponte:

durx [U3]

  bridge (Steinkeller in BSA IV, p. 81; cf., dirig [che ha il simmetrico nell’altra direzione digir, ‘divinitò!’. Di.rig + di.gir sono ‘dio.prende’+ ‘dio.taglia’!][17].

L’individuazione semantica di = dio mi consente di leggere eme gir:

eme – gir15/gi7

   Sumerian language (‘tongue’ + ‘native’ –no: ‘cuneo che scrive’-) [18].

come: ‘linguaggio presente’, che con eme si differenzia dal me dell’origine ed il me della fine.

Perciò, di-rig = ‘dio. prende’, letto di-gir = ‘dio. taglia’ diventa l’opposto. Sibillino.

Eme gir = lingua taglia, eme righ = lingua prende.

Da ciò:

dur2-ru-un

  to sit (plural): (cf., duruna; tush)[19].

durun

   (cf., duruna)[20].

duruna, durun, duru2 [KU/TUSH]; durunx [TUSH.TUSH]

  n., dwelling (cf., dur2).

  verb. plural, to sit; to be seated; to occupy, inhabit, dwell; to set down, place (objects) (suppletion class verb; plural, cf., singular tush (home nds), also cf., dur2 (dur2, ‘buttocks’ [natiche] + uga3/un, ‘people’)[21].

Del

Domenica 17 dicembre è nata Adèle fr., in ucraino Adela. A.del.a mi ha svelato zumero a.de.el.a = in mezzo al cielo, a…a, de, ‘conduce’, (ad) el, ‘Dio’. fr.: a.de.el.e, ‘in mezzo al cielo, conduce al cuoree di Dioel’.

Dunque, la nostra congiunzione specificativa traduce: ‘conducede (a) Dioel’.

Come non passare al nominativo lat. deus = de.uz ‘conducede al -confine della morte-uz.?

Fuoco

Nel fuoco ritorniamo, lat. foco  zum. hu.ku, prob. Ku.hu = distin


[3] syntagma:gruppo minimo di elementi significativi che forma l’unità base della struttura sintattica di una frase (lo Zingarelli).

Questa definizione linguistica è formulata nell’assoluta ignoranza dell’etimo dall’origine sumera del termine. Il sumero è ritenuto dalla cultura dominante ‘civiltà d’angolo’ ed è, invece, l’origine delle lingue.

Torniamo a syntagma. Il pezzo, tag, è collocato in mezzo a syn…ma; ‘ma’ è legato col resto:

ma

to bind(rare meaning, but cf. al-ma-ma = rakasu(m), ‘to bind’) [MAarchaic frequency].

Emesaldialect forgal2; ga2.

variant formma-a,“where?” and forma4, ‘to leave’.

Anche:a-ma, madre.

Nella collocazione di syn-tag-ma, -masembra esprimere “legat(o/a)” al pezzo,tag-. Ed anche: “che genera”–ma. Genera abbondanzamah:

mah

n., (large)quantity, wealth, abundance(ama, ‘mother of’, + numerous; cf.ab2-mah2) [MAHarchaic frequency].

v.,to be or make large.

adj.,high; adult; exalted, supreme, great, lofty, foremost, sublime, splendid.Il significato esatto dih= connessione con l’Altro mondo. Un ‘genera connessione con l’Altro mondo’, può tradursi laicamente con ‘genera abbondanza’. –ma è completo con ‘legato (al pezzo) genera abbondanza’.

La luna era originariamente in sumeroEn Zu(letto alla francese, simile zui/ziu), lettoZu en, in accadoSu en, fino aSin.

Rendo merito a Licinio Glori, che scrisse (nel 1956): «Fu rito della scrittura sumerica incidereEnzue leggere all’inversoZuen(semplificatoSin= Luna)»;4ne ho tratto la teoria della Lettura Circolare del Zumero.

La Luna è in ‘sin’! Vale ‘insieme’ perché si+in, ‘si’, ‘riempio’ (di luce, di vita),+ in ‘lei’.

Tag = pezzo.

[4] Halloran 204.

[6] In: Studies in third millennium sumerian and akkadian personal names, Roma, I.P.I.B., 1993.

[10] Lo Zingarelli ’98.

[11] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 20.

[12] Incapace di leggere a giro.

[13] dun corrisponde a don (epiteto di dominus).

[14]

John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 51.

[15] Ringrazio il compianto Elémire Zolla per il suo Archetipi che mi ha aperto la strada.

[16] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 52.

[17] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 52.

[18] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 60.

[19] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 52.

[20] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 51.

[21] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 52.

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