ANNO XIV Novembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 20 Dicembre 2017 13:16

Taranto: Dario Stefàno, «Fermiamo caporalato 2.0 dei call center»

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“Il caporalato è un fenomeno infimo, tanto ricombinante da essersi insinuato in settori diversi da quello agricolo e non lo scopriamo certo oggi. Dobbiamo indagare, con urgenza, negli spazi e negli ambiti che emergono da denunce preziose come questa per non lasciare soli i lavoratori dinanzi a tali abusi".

Lo scrive in una nota il senatore Dario Stefàno, che ha presentato in Senato una proposta di legge per l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno del caporalato, dopo la denuncia lanciata dalla Cgil a Taranto relativamente alla busta paga di una operatrice di call center. 

“E' caporalato 2.0 quello che si è irradiato - continua Stefàno - nei settori delle telecomunicazioni, nell'edilizia, nel manifatturiero, nel settore dei trasporti, in certe tipologie di cooperative. L'impegno del Governo in questa Legislatura si è misurato, e con successo, con l'approvazione e promulgazione di una legge di contrasto a questo deprecabile fenomeno che riguarda per lo più il settore agricolo, ambito primigenio e per eccellenza dello sfruttamento dei caporali. Una misura che rappresenta per l'appunto un ottimo punto di partenza. La Legge 199 del 2016 è, infatti, un faro utile per continuare a fare luce su quelle ombre che il mondo del lavoro sempre in mutazione può andare a creare o, ancor peggio, continuare ad alimentare. Resta quindi sempre saldo l'impegno a continuare ad esplorare questi ambiti nuovi, a valutare e quindi intervenire per sanare i danni che questo reato produce al nostro Paese, a verificare se, dove e secondo quale meccanismo si produce la violazione dei diritti umani, se e dove le condizioni di vita e di lavoro sono misere, se e dove il lavoro diventa una pena e non un esercizio per la propria indipendenza e dignità. Dobbiamo mettere a punto strumenti ancora più precisi, ancora più innovativi, di controllo e quindi di repressione in modo da travolgere queste zone d'ombra". 

“La luce che vediamo oggi puntata sui call center ci deve spingere ad indagare bene su questo fenomeno, in modo da aiutare anche quelle aziende dello stesso settore, sanissime e serissime, che si trovano magari a misurarsi con una concorrenza marcatamente sleale. E’ una beffa che non possiamo in alcun modo sopportare. Facciamo quindi un nodo al fazzoletto - conclude Stefàno - come impegno per il prossimo futuro: la nostra Repubblica è fondata sul lavoro e difende i lavoratori".   

 

Sulla stessa vicenda registriamo anche un intervento dell'on dem Vico Ludovico “La notizia che vede protagonisti i lavoratori e le lavoratrici di un call center di Taranto, retribuiti con una paga di 33 centesimi l’ora, necessita di approfondimento e di una seria attenzione da parte del Governo. Quello che sembra il caso isolato di un call center, in realtà rappresenta una modalità diffusa in questo settore ed utilizzata non solo ai danni dei lavoratori, ma anche di una corretta concorrenza”.

È quanto dichiara l’on. Ludovico Vico all’indomani della denuncia e della presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica, da parte della Slc Cgil, per le condizioni di sfruttamento del personale di un call center di Taranto.

“Sulle condizioni di schiavitù alle quali erano sottoposti i lavoratori e le lavoratrici in questione – dice Vico – è stata presentata un’interrogazione al ministro del Lavoro, al fine di sapere se il Ministro è a conoscenza di quanto accaduto e se non ritenga opportuno avviare un’attività ispettiva utile a verificare l’effettivo rispetto delle prerogative dei lavoratori all’interno del citato call center ionico”.

“Mentre il Governo continua a lavorare per garantire il lavoro e tutelare i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici di tutti i settori, compresi quelli dei call center – conclude il deputato Dem -, non è possibile tollerare il comportamento di una qualunque azienda, che operi in barba alle leggi e al diritto al lavoro”.

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